Continuiamo con la presentazione di personaggi che, nel corso della storia, hanno fatto della Bregaglia una ricca fucina di uomini e donne che, nonostante la ristrettezza geografica della valle, hanno dato un contributo rilevante alla cultura non solo europea.
"Il mattino della Risurrezione", di A. Giacometti (Chiesa di S. Pietro a Coltura, Stampa).
Oggi vorrei parlare di Augusto Giacometti (1877-1947).
Il mattino della Risurrezione, che orna il coro della chiesa di San Pietro, venne dipinto nel 1914 da Augusto Giacometti, che riprese un progetto di dieci anni prima. Un dipinto in una chiesa riformata? La cosa è abbastanza curiosa. La Riforma si concentra, infatti, sullannuncio della Parola e sul rispetto dei comandamenti che, nel secondo, afferma: "Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso" (Esodo 20:4). Ecco così che le immagini, che erano spesso oggetto di devozione, furono asportate dalle chiese. Contro la volontà stessa dei riformatori (che le volevano semplicemente rimosse ed eventualmente vendute), certe opere furono distrutte dal furore iconoclasta.
Verso la fine del 19° e linizio del 20° secolo, in corrispondenza ad un affievolimento della considerazione della Bibbia come regola di fede e di condotta, si guardò alle immagini con un atteggiamento più liberale. La presenza di quadri venne reinterpretata quale lode di Dio attraverso gli occhi. Invece di distoglierci da Cristo, si affermava, limmagine può anche guidarci a Lui. In questo rivolgimento Augusto Giacometti ha avuto, così, un ruolo determinante. La sua Risurrezione fu una delle prime opere figurative ad essere accolta in una chiesa evangelica non dei Grigioni soltanto, ma della Svizzera in generale. Non per niente si attesero allora dieci anni, prima di eseguire il lavoro progettato. Lopera si presenta come un affresco, e però in realta un dipinto ad olio su tela. Anche questa scelta può essere stata dettata dalla precauzione di garantire un facile allontanamento del dipinto nel caso non venisse accettato. Negli anni successivi saprì ad Augusto Giacometti un vasto campo dazione: egli ricevette incarichi per affreschi e vetrate in parecchie chiese nei Grigioni (a Coira, Davos, Klosters) e soprattutto a Zurigo. Nella chiesa di San Pietro sono esposte le fotografie di alcune sue grandi opere.
Augusto Giacometti.
Augusto Giacometti, cugino di secondo grado del pittore Giovanni Giacometti, nacque a Stampa nel 1877 e trascorse gli anni giovanili a Zurigo e Coira. Dopo aver concluso la scuola darte e mestieri di Zurigo, nel 1897 si recò a Parigi, dove segui i corsi darte decorativa di Eugene Grasset. Nel 1902 si stabili a Firenze, la città alla quale si seno sempre più legato che a qualsiasi altra. Nella sua autobiografia scrive: So che nellintimo io ero sempre per Firenze, per questa città discreta e tranquilla, che non fa chiasso, che non si mette in mostra. Al suo confronto "Roma è più pompa che contenuto. Fra Angelico soprattutto era per lui fonte dispirazione. Dal 1915 fino alla sua morte visse a Zurigo. Nel 1934 venne accolto quale membro nella Commissione svizzera darte e nel 1939 ne diventò presidente. In tutte le fasi della sua vita mantenne vivo il legame con la Bregaglia. Alla sua morte nel 1947 venne sepolto nel cimitero di San Giorgio presso Borgonovo con gran partecipazione della popolazione locale.
La sua arte nasce nellambito dello stile floreale, ma questo viene superato dal suo straordinario senso del colore. Non per nulla le vetrate costituiscono una parte cosi importante della sua opera. Da sempre - egli scrive il colore e tutto ciò che e colorato mi ha fatto grande impressione... Quando da bambini guardavamo attraverso vetri colorati, eravamo tutti daccordo nel trovare che il mondo sarebbe stato meraviglioso se fosse sempre stato cosi, sempre tutto rosso o sempre tutto giallo o sempre tutto azzurro....