Un carnefice grigionese (del 1700) offre i suoi servizi ai chiavennaschi!
Ho ritrovato recentemente un documento originale della fine del 1700, in cui un carnefice (un boia) grigionese, Giovanni Krieger, stipendiato dellEccelsa Repubblica Reta, evidentemente disoccupato, offre il suo ferro benefico alle autorità di Chiavenna per ristabilirvi lordine e la giustizia pregiudicata, a suo dire, dalla pestilenziale tolleranza e clemenza verso i criminali introdotta nel chiavennasco dallinfluenza del pensiero del lombardo Cesare Beccaria. Vero e proprio dépliant pubblicitario del tipo Carnefice offresi, egli afferma: mio impegno sarà vibrare il colpo salutare, o stringere il nodo dellonorevole fune con destrezza e maestria, e di porre in opera a Vostro sollievo, i più ascosi raffinamenti della confortatrice mia professione. Se le autorità di Chiavenna permetteranno al succitato di risiedere in città, egli potrà persino far risparmiare loro di dover stipendiare chirurghi e levatrici (!), nelle cui arti, egli sarebbe altrettanto esperto: Colmato dun benefizio sì segnato, quale non deve essere la mia gratitudine! Io non posso che offerirvi tutto me stesso, ed accertarvi con ingenuità, che allora, quando sarò trapiantato tra voi, come lo spero, avrete in me un indefesso Cooperatore, un docile Cittadino, ed un Amico sincero. Di più a Vostro pro impiegherò pure le estese cognizioni, di cui sono fornito nellarte Chirurgica, e particolarmente nella parte ostetricia! Insomma: con lui prendi tre e paghi uno!
Qual era la situazione dellordine pubblico a Chiavenna che dovesse richiedere la ferma e risolutoria mano di un carnefice? Probabilmente il quadro fosco che descrive era teso solo a promuovere la sua assunzione... Scorgevo, che un popolo, per lo più sitibondo dumano sangue per sfogo di vendetta e di livore, inventore di monopoli e dusure, nemico dellordine, speculatore di tradimenti, schiavo vile della superstizione e del fanatismo, ha duopo di doppio freno e di pesanti catene, che un popolo dalleducazione disposto ( ) Vedevo, in somma, con orrore, che le suddite Province presentavano alle confinanti nazioni li originali modelli della sfrenatezza e dellempietà, e che una feudale Anarchia dava il potere a pochi nazionali usurpatori, consacrati o al Tempio o al Foro, dimpunemente assassinare lutile, ma sventurato Contadino.
Di fronte a tutto questo era utile la clemenza e la tolleranza? No, secondo il nostro carnefice: Voi dimostraste con chiari e convincenti argomenti, che lAssessore è lunico vindice e custode della civile libertà e che non sono mai soddisfatte le Leggi, se non allora, quando esso, ed il mio braccio, con inalterabile armonia, si consociano ad immolare la vittima ( ) se la benefica arte di Galeno prescrive talvolta lustione o taglio dun membro infetto per conservare la macchina, la vera arte politica insegna del pari di svellere dalla Società gli individui infesti a fine non si corrompa lintera massa.
Cesare Beccaria (1738-1794)
Il ragionamento non fa una grinza. O no? Certo, il Beccaria andava contro i suoi interessi, ma laveva veramente compreso? Cesare Beccaria nacque a Milano da una famiglia nobile nel 1738. Dopo aver studiato a Parma presso i gesuiti ed essersi laureato in legge all'Università di Pavia, nel 1760 interruppe qualsiasi rapporto con i genitori e con il suo ceto, in parte perché nauseato dall'ambiente della nobiltà. Si convertì all'Illuminismo e si avvicinò ai fratelli Verri. Nel 1764, in seguito all'uscita del suo "Dei delitti e delle pene", si ritrovò al centro dell'interesse degli illuministi e delle polemiche reazionarie, sia di tipo religioso, sia di tipo morale. Per quell'epoca, "Dei delitti e delle pene" fu un opera di capitale importanza tanto da un punto di vista contenutistico quanto da un punto di vista formale, un'opera che al rigore logico univa il pathos umanitario e che avallava le esigenze dello stato illuminato. Partendo dal "contratto sociale" di J. J. Rousseau, Beccaria afferma la necessità che le leggi si conformino al minimo di severità necessaria ad ottenere lo scopo. Non punizione, ma autodifesa della società: di qui la condanna della tortura e della pena di morte. L'opera ebbe uno strepitoso successo di pubblico e fu immediatamente tradotta in molte lingue, ma fu anche messa nell'Indice dei libri proibiti dalla Chiesa nel 1766. All'opera si ispirò la riforma penale del Granducato di Toscana promulgata nel 1786 da Pietro Leopoldo. Nel 1766 fu accolto con esultanza a Parigi, dove si era recato insieme con Alessandro Verri, ma non vi si trattenne a causa del suo carattere schivo e della preoccupazione che nutriva verso la giovane moglie Teresa, rimasta a Milano. Questo fatto causò la rottura dei suoi rapporti con i Verri. Morì a Milano nel 1794.
3 commenti
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macabro ma comico
Aggiunto il 21.02.2008
Giovanni Krieger, dare la vita e la morte un'offerta doppia! se non fosse cosi macabra sarebbe un'offerta interessante! complimenti al redattore e grazie di averci resi partecipi della tua scoperta!
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COMPLIMENTI!
Aggiunto il 26.01.2004
da Anonimo
Caro Paolo, questo articolo rende onore alla categoria dei giornalisti. Se le notizie fossero basate anche su questi ritrovamenti di lettere o documenti, che testimoniano iniziative, come in questo caso avvenute nel passato, riusciremmo tutti a capire molto meglio la nostra storia! L'iniziativa di questo personaggio è coraggiosa (per il volantinaggio) e crudele allo stesso tempo (per l'arte di cui si vanta), ma ci trasferisce un'enorme conoscenza: il sottile significato che, alla fine del Settecento e anche in altre epoche, correva tra la vita e la morte o meglio tra il provocare la morte e il procurare la vita. Un sottile filo che ancora ci lega a entrambe, ma che ora ha un significato così diverso. Piccole cose e piccoli commenti, che basterebbero per scrivere ancora molti libri. Grazie.
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NON CI SONO PIÙ I MESTIERI DI UNA VOLTA...
Aggiunto il 26.01.2004
da Serpico #19
Interessante e divertente, l'articolo. chissa se sara stato assunto in tempo, o se qualcuno lo verra a cercare domani mattina questo carnefice per il sequel di "Jack lo squartatore" in versione senza censura...Complimenti al redattore!