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Pubblicato il 06.05.2004
 
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FAR TESORO DELLA SAPIENZA ANTICA

Saggezza popolare bregagliotta (seconda serie)

L’antica saggezza popolare ha lasciato anche in Bregaglia, nei proverbi che si sono tramandati, le proprie tracce. Nient’affatto da trascurare neppure oggi, anche noi abbiamo bisogno del “saper vivere” che insegnano. Dopo quelli sulle donne, di qualche articolo fa, ve ne propongo una seconda serie, riservandomi, se lo gradite, anche altre “puntate”. “Al mond l’è radond, e ci nu sa navigär, va a fond” [Il mondo è rotondo e chi non sa navigare, va a fondo!]. E’ vero, bisogna sapersi arrangiare in ogni circostanza aguzzando l’ingegno senza mai darsi per vinti. Il mondo è un mare, infatti, e spesso in tempesta! Spesso, però, per realizzare anche cose buone, servono i soldi, e molti, e “An à daplü in teista cu in gaiofa” [Ce n’è di più in testa che in tasca!]: molte di più, infatti, sono le idee che le risorse per realizzarle! In ogni caso, meglio agire …senza troppo “rompere le scatole” alla gente: “As a da vivar, ma är da lasciär vivar” [Bisogna vivere, ma anche lasciar vivere!]. Questo succede anche quando qualcuno vorrebbe farla da maestro in ambiti nei quali non ha titolo né competenza. Allora è vero: “Calgair, fa al tè masteir” [Calzolaio: fa’ il tuo mestiere!]. Sei scoraggiato e triste perché non riesci a realizzare ciò che vorresti? Ti lamenti di questo e di quello? Piangere e lamentarsi, però, non risolve il problema, difatti: “Cent agn da malinconia nu pagan ün quatrin da debit” [Cent’anni di malinconia non pagano un quattrino di debiti]. Bisogna rassegnarsi, o meglio, darsi da fare! Non siamo, però, troppo ambiziosi, chi troppo vuole nulla stringe! “Ci c’à ciäsa e ort, l’è ric, e nu’s n’acordg” [Chi ha casa ed orto è ricco, e non se ne accorge!]. Se non sai apprezzare quel che hai rischi di perdere anche quello! In ogni caso, è bene prendersi cura anche di quel poco che s’ha: “Ci ca ciüra la si pel, ciüra ün bel castel” [Chi si cura della propria pelle, si cura d’un bel castello!]. La parsimonia e la sobrietà è una virtù antica: “Ci ca viv da caparizi, paga da borza” [Chi vive di capricci, paga di tasca sua]. C’è poi chi crede di guadagnare disonestamente, ma non è mai soddisfatto: “Ci ca roba par mangär, à sempar fam; ci ca roba par beivar, à sempar seit, e ci ca roba pas vastir, è sempar nüd” [Chi ruba per mangiare ha sempre fame, chi ruba per bere ha sempre sete, chi ruba per vestirsi è sempre nudo!]. E’ saggio chi riflette bene prima d’agire: “Ci pruma nu penza, dopo suspira” [Chi non pensa prima, poi sospira!]. Il saggio, poi, parla poco: “Dascor poc e dascor ben, par ca la giustizia la väda ben” [Parla poco e parla bene, affinché la giustizia vada bene], difatti: “In boca saräda nu entran mosca” [In una bocca chiusa non entrano le mosche!]. Per il momento ce n’è già abbastanza su cui riflettere. Un’idea: fare una bella passeggiata rimuginando fra sé e sé questi proverbi e vedendo come si potrebbero applicare alla nostra vita! Continueremo fra un po’ con altri proverbi. Naturalmente queste sono le interpretazioni che io do a questi proverbi. Ne avete altre?




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