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Pubblicato il 27.02.2004
 
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LA CHIESA DI S. PIETRO A COLTURA (STAMPA)

Appunti di storia dell'edificio.

Affresco di A. Giacometti nella chiesa rif. di S. Pietro, Coltura.
In occasione del 450mo della Riforma protestante in Bregaglia, nel 2002, si è provveduto ad apporre in ogni locale storico di culto della valle, una targa bilingue che ricorda le tappe della sua storia. Gradita ai visitatori, che così possono avere maggiore consapevolezza del luogo in cui si trovano, questi brevi testi vorremmo riproporli gradualmente ai lettori di ValChiavennaOnLine insieme ad alcune foto. Cominciamo con Stampa, la chiesa di S. Pietro. Esisteva già prima della Riforma - probabilmente dal 1518 - un edificio ecclesiastico in località “Motta”, una collina in amena posizione ad ovest del villaggio Coltura (ove sono state trovate tracce di insediamento dell'epoca romana). Nel 1525 esisteva una chiesa che nel 1530 doveva essere abbattuta perché in cattivo stato. Passata la comunità alla Riforma, la chiesa rimase ancora alcuni anni in funzione, ma verso la fine del XVII secolo cadde in disuso perché semidiroccata. Sappiamo che nel 1741 la Comunità riformata di Stampa dovette decidere se restaurare questo edificio o costruirne uno nuovo al centro del villaggio di Coltura. Si decise di restaurare il vecchio edificio, ma sappiamo da un Verbale del 24 maggio 1741 che si dovette abbattere completamente questa costruzione per far posto al nuovo tempio. I lavori di costruzione furono portati a termine in due anni dalle squadre di Borgonovo e Coltura e nel 1744 venne inaugurata. Nella tradizione popolare ha conservato il titolo del Patrono della chiesa preesistente, San Pietro.
S. Pietro di Coltura, Stampa. Pulpito.
Si tratta di un edificio barocco di notevoli dimensioni, a un sola navata su due campate articolate da lesene e terminante con un Coro rettangolare, secondo il gusto barocco, che può accogliere circa 200 persone. Sull’architrave del portale occidentale, in granito, è incisa la data 1743, come pure sulla Mensa in serpentino verde. Il pulpito ligneo poligonale, con intarsi ed ornamenti, era stato recuperato nella vecchia chiesa. Fu più volte restaurato nel corso di questi due secoli e mezzo, ma senza subire alcuna trasformazione. L'ultimo restauro risale agli anni 1972/73. Il campanile si trova a sud del Coro, con entrata indipendente. Nella cella campanaria si trovano tre campane, risalenti al 1492 (conservata dalla prima chiesa), al 1630 e al 1717.
La chiesa rif. di S. Pietro in Coltura, Stampa
Di grande interesse il dipinto ad olio su tela “Il mattino della Risurrezione”, eseguito nel 1915 dal pittore bregagliotto Augusto Giacometti, e posto sul lunotto dell’abside.




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