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Pubblicato il 08.01.2004
 
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LA RIFORMA A SOGLIO

Testi a 452 anni dall'introduzione della Riforma in Bregaglia

Il 2002 è stato un anno importante per la Bregaglia, perché ha celebrato il 450° anniversario dell'introduzione della Riforma protestante in questa valle. I testi che proponiamo in alcuni articoli della nostra rubrica (vedi indice generale), ne ripropongono le tappe.
Soglio, Palazzo Salis.
Soglio era la sede dalla famiglia Salis e, come tale, rivestiva una particolare importanza per la Valle. Mentre il comune di Sopraporta era passato alla Riforma, il villaggio di Soglio restava ancora fedele alla vecchia confessione. Alcuni membri della famiglia Salis avevano abbracciato la nuova fede, in particolar modo Èrcole Salis (1503-1578) che si era fatto uno dei principali promotori della Riforma a Chiavenna. Altri rappresentanti della famiglia restavano indecisi; essi erano in buoni rapporti con la Curia romana. Ancora nel 1568 Battista Salis ricevette dal papa il titolo di "cavaliere dell'Ordine dello sprone d'oro" e lo stesso privilegio venne concesso tre anni dopo anche al suo figlio Battista. La spinta verso la Riforma provenne invece dal popolo. Il 2 gennaio 1553 Pier Paolo Vergerio scriveva al riformatore zurighese Heinrich Bullinger: "In Bregaglia v'è un paese di nome Soglio. Vi abitano molti potenti sostenitori del papa. Ma Dio e stato più potente di loro, perché da otto giorni e stata abolita la messa. E l'iniziativa e venuta dalla povera gente, quella che agli occhi del mondo conta poco. Prodigioso è il nostro Dio". Che cosa era avvenuto? Con il suo comportamento, il prete di Soglio aveva suscitato il risentimento della popolazione, specialmente di donne e madri. Si era levato un grido che chiedeva un cambiamento radicale. La famiglia Salis acconsenti infine a lasciare la decisione alla comunità. Incoraggiata dalle donne, la gioventù indisse una riunione. Il giorno di Natale 1552 essa decise di assumere un predicatore. Come in tanti altri posti, anche a Soglio il passaggio alla Riforma scaturì da un moto del popolo. Anche qui le donne ebbero un ruolo determinante. L'iniziativa della gioventù fu onorata da un mandato: fra i cinque giurati che Soglio mandava al tribunale penale, uno doveva essere reclutato fra i giovani (iuventutis iudex). Nei decenni seguenti anche la famiglia Salis passò alla Riforma. Grande sensazione suscitò la conversione di Battista von Salis. Scosso dalla grave malattia di suo figlio e poi dalla propria, egli trovò sostegno nella fede riformata e rinunciò a tutti i privilegi papali (1572). La sua tomba si trova nel coro della chiesa. Da allora la famiglia fu una delle maggiori promotrici della chiesa riformata. In questo contesto sono soprattutto da nominare Battista junior e sua moglie Barbara von Meiss da Zurigo. Fin da giovane egli aveva rivestito importanti cariche. Quando nel 1621 truppe spagnole e austriache invasero i paesi soggetti, egli assunse il comando della difesa. Gli spagnoli riuscirono comunque ad occupare sia Chiavenna che la Bregaglia. Sembro allora che la Riforma potesse essere repressa nella Valle. Il palazzo Salis a Soglio fu distrutto. Battista Salis e sua moglie fuggirono verso Avers, valicando il passo Bregalga, e raggiunsero Zurigo. Ma la guerra si decise infine in loro favore. Battista e sua moglie tornarono a Soglio, dove vissero fino al 1538. Sono loro che fecero costruire l'attuale palazzo "Casa Battista" . Hortensia Gugelberg von Moos nata von Salis (1659-1715)
Pulpito chiesa evang. S. Lorenzo, Soglio
Una delle figure più notevoli della Riforma a Soglio fu una donna che, precorrendo i tempi, si distinse come autrice di saggi teologici. Nel 1695 Hortensia Gugelberg von Moos pubblicò a Zurigo una disputa teologica, scritta in tedesco. La traduzione approssimativa del titolo è: "Dichiarazione di fede di una nobile dama evangelica riformata, stesa su cortese richiesta di un distinto ecclesiastico di fede cattolico romana; esaminata e discussa in 8 capitoli nel presente nuovo libretto chiamato "Messblum". Editore era un noto teologo zurighese, Johann Heinrich Schweizer (1646-1733). "Messblum" fece una certa sensazione, soprattutto perché si trattava di una donna che osava esprimersi su argomenti teologici e lo faceva addirittura pubblicamente. Da queste riserve l'autrice si difese pubblicando una "Risposta scritta". Sostenne il suo diritto personale, come pure quello delle donne in generale, di esprimere pubblicamente la loro opinione. Esordi concedendo: "So bene che noi dobbiamo essere brave casalinghe, che il nostro compito e quello di filare e cucire e che non dobbiamo occuparci dell'inutile erudizione, che suscita più domande che edificazione religiosa", per presentare poi, una dopo l'altra, una serie di donne bibliche che illustrano come l'erudizione si addica invece alle donne. Lei stessa era straordinariamente dotta per la condizione femminile del suo tempo. Di lei si conoscono solo poche pubblicazioni: la Dichiarazione di fede (1695), i Colloqui conversazioni (1696), le Meditationes recentemente scoperte (1715), tre poesie stampate ed alcune lettere in vari archivi. Hortensia nacque nel 1659 quale primogenita di Gubert von Salis-Soglio e di Ursula von Salis-Maienfeld. A 23 anni sposò il cugino Rudolf Gugelberg von Moos, capitano al servizio della Francia. Restata vedova senza prole, continuò a vivere nella casa del marito a Maienfeld (GR). Diverse fonti testimoniano che era versata in medicina, che curò molti malati e che si guadagnò la reputazione di esperta terapeuta ben oltre gli stretti confini della sua patria. Hortensia Gugelberg mori a 56 anni. Le poesie stampate in appendice all'orazione funebre sono numerose ed elogiano con enfasi barocca la sua erudizione. In esse Hotensia viene detta "gloria della patria / lode delle donne / il più bei fiore della chiesa / eccellente d'intelletto / di grande spirito e temperamento / edotta in tutte le scienze / miracolo del nostro tempo / famosa e conosciuta dagli studiosi d'ogni dove". Si fanno i nomi di Galeno, Cicerone, Platone, addirittura di Cartesio e la si paragona ad Anna Schurmann e Madeleine de Scudery, con le quali però non condivide oggi la gloria.




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