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Pubblicato il 05.03.2004
 
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SCUOLE DI MALOGGIA: VERSO IL CONFORMISMO?

Da “Il Grigione italiano” del 4.3.04, di M. Picenoni

Panorama di Maloggia.
La discussione sul futuro della scuola a Maloja verte su due aspetti diversi, sul numero precario di allievi e sulle ripercussioni culturali ed economiche dell'insegnamento linguistico. In tutt'e due i casi l'introduzione di una scuola bilingue sembra offrire una soluzione soddisfacente, poiché la scuola bilingue dovrebbe, si spera, stimolare giovani famiglie tedescofone a stabilirsi nel villaggio e al tempo stesso favorire il contatto dei bambini di lingua italiana con il tedesco. Oltre a ciò, si vuole mantenere l'italiano quale lingua della cultura legittimata dal principio di territorialità. Ci si può chiedere però se questa soluzione riesca effettivamente a risolvere i problemi sollevati o se il compromesso linguistico non possa anzi avere degli esiti negativi per il villaggio. Da un'analisi differenziata dei due aspetti emerge infatti il seguente quadro. Il problema vero e proprio sta nel calo degli allievi, che mette a rischio il futuro dell'asilo dell'infanzia e più tardi quello della scuola elementare e del villaggio intero poiché un villaggio senza scuole non attrae nuove famiglie. Questo problema è però di carattere politico e non linguistico. Una famiglia sceglie Maloggia perché le viene offerto un appartamento a prezzi moderati e non perché si impara italiano e tedesco anziché retoromancio e tedesco, come è prassi in molti comuni engadinesi. Riguardo all'aspetto culturale ed economico è luogo comune sostenere che una scuola bilingue costituisca un arricchimento culturale. Questo concetto va bene per un luogo in cui si parla una lingua sola, ma Maloggia è un caso davvero eccezionale. Appartiene ai pochi villaggi privilegiati che possono mandare i propri allievi in una scuola secondaria di lingua italiana e che imparano successivamente il tedesco nella scuola professionale, raggiungendo un livello di bilinguismo che li distingue e favorisce sul mercato del lavoro. A rischio è proprio questo vantaggio. Con l'introduzione della scuola bilingue ne consegue un peggioramento dell'italiano e quindi un orientamento verso gli istituti engadinesi di lingua tedesca, dove si impara l'italiano come lingua straniera, conformemente alla politica linguistica cantonale. In altri termini, con l'introduzione di una scuola bilingue Maloggia rischia di perdere un vantaggio culturale e soprattutto economico, in un cantone che non a caso si è fortemente aperto all'italiano negli ultimi anni. Proprio nel settore economico più importante di Maloggia, il turismo, si ò osservare questa tendenza al conformismo. Sulle insegne Maloja si definisce 'familienfreundlich'. Mi sia concessa la domanda: quale villaggio turistico non lo è o non lo vorrebbe essere? Sembra che la politica linguistica si stia muovendo nella stessa direzione e miri a un appiattimento della sua peculiarità linguistica allineandosi allo standard cantonale. Mathias Picenoni




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