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Pubblicato il 28.11.2007
 
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'Così sì, così no' di Marco Cavallotti: Sondrio, città divisa in due

Interventi pubblici da promuovere o da bocciare in provincia di Sondrio.

Marco Cavallotti.
Sondrio è una città divisa in due. La vecchia e la nuova. Superate spesso con danni limitati le furie indiscriminatamente rinnovatrici degli anni del dopoguerra, la parte più antica del centro storico di Sondrio sta ritornando a una nuova vita, a mano a mano che i vecchi palazzi patrizi vengono restaurati e che nuove attività commerciali qualificate occupano le vecchie botteghe, nelle fredde ma pittoresche stradine intorno alla cappella dell'Angelo custode o, al di là del Mallero, scendendo fino al Cantone - dove però uno dei palazzi più belli e più antichi di Sondrio rimane in attesa di recupero.

Piazzetta Carbonera.
È una vita ed un uso che molti ormai hanno compreso e imparato ad apprezzare, come si vede dalla crescita del livello qualitativo degli interventi di risanamento e restauro: una nuova vita e un uso in parte nuovo - la residenza per fortuna rimane e si riqualifica -  che ben si adattano alle vecchie tipologie ed a un pubblico disposto a passeggiare fra le antiche mura, a sentirne gli odori e le atmosfere, ad apprezzarne i commerci nuovi e dedicati a un turismo colto e pronto a pagar il giusto per una cosa bella o buona. Quel turismo che tutti vorrebbero avere a casa propria, al posto di quello fracassone e poco "redditizio" che invade domenica le nostre valli vedendo poco, comprendendo meno e lasciando ancor meno.

Resta molto da fare, ovviamente: basta ricordare la casa Carbonera all'Angelo custode, con la bella scala elicoidale, ridotta a scuola materna. E non è l'unica in attesa di più opportune destinazioni e di restauro. Ma siamo sulla buona strada. Bene così, dunque, dandoci da fare per non perdere troppo tempo.


Sondrio vista dai vigneti.
Ma poi c'è l'altra metà, quella della Sondrio moderna: e, anche se ovviamente non mancano le eccezioni, ancor più delle addizioni interbelliche il cuore di chi osservi spassionatamente piange per la pochezza delle costruzioni più recenti, giù verso l'Adda; per l'inconsistenza e l'indeterminatezza della forma urbana, per la scimmiottatura, a volte, di forme e modi che sembrano ripresi acriticamente da altri contesti, da città di altre dimensioni e da ambienti ben diversi dal nostro. L'edificio alto che può star bene nella metropoli sta male, di solito, a Sondrio; il complesso semi-gigantesco (perché un complesso davvero gigantesco sarebbe inutile e sprecato a Sondrio) si trova a disagio e a sproposito, al posto di una organizzazione più minuta e attenta degli interventi e delle costruzioni: dà la sensazione di periferia e di suburbio non finito anche in zone ormai centrali. È una questione di attenzione al preesistente, di sensibilità al linguaggio formale e architettonico dei nostri vecchi, di capacità di sintetizzare il nuovo con l'antico e con lo spirito dei luoghi, tanto forte e vincolante in una città piccola. E questo mio richiamo al "genius loci", al genio del luogo, che informa di sé gli angoli più riusciti della città, con le misure tradizionali dei suoi spazi, con i suoi materiali, con le sue luci ed alle sue scansioni non vuol certo essere un elogio delle costruzioni "in stile".

È davvero un problema grosso, che difficilmente potrà essere risolto del tutto anche nei prossimi anni: la parte "nuova" del nostro capoluogo resterà per sempre di gran lunga la più brutta e la più sciatta. Peccato.

A cura di  Marco Cavallotti.





  3 commenti    
3
Brutto evitabile
Aggiunto il 05.12.2007 da wildambree
Ripeto altri interventi, ma almeno qui sono in tema.

Il condominio Campello e le Torri di via Maffei, errori (chiamiamoli così) di ormai 30 anni fa,
non sono serviti a molto, vista l'altezza dei costruendi palazzi dell'ex area Carini.
Almeno ci fosse l'esigenza di soddisfare la richiesta dell'incremento demografico...

E che dire delle recenti case popolari, ops residenziali, di via Nani e simili?
Nemmeno i parcheggi adeguati sono riusciti a progettare, tant'è che i viali di accesso sono quasi inagibili, se non a senso unico.
Praticamente uguali alle case popolari di oltre 40 anni fa (via Fiume, via Maffei).

Invochiamo l'autonomia provinciale in quanto realtà montana con esigenze diverse dalle altre provincie lombarde e finiamo col scimmiottare una Milano, che ha perso ottime occasioni per riprendersi un pò di verde e spazi a misura d'uomo.

Così come per i capannoni in vendita o sfitti di tutto il fondovalle, evidentemente prevale la logica dei comuni di incamerare comunque tasse.

Evidentemente la logica del profitto prevale su tutto.

Si parla tanto di turismo, di sviluppo turistico, di iniziative per il turismo...
Ci si dimentica che il successo dei luoghi che hanno flusso turistico, è dato anche da un'urbanistica in sintonia col paesaggio.

In tema di Sondrio bella, personalmente mi piacerebbe vedere valorizzate le due sponde del Mallero, non solo due strade poco più che anonime.

Mi piacerebbe veder recuperata la zona Moncucco (ex ospedale psichiatrico), non certo per una zona residenziale dormitorio.

Già, ma l'imprenditoria è forte solo col mattone che tira. Altre idee di sviluppo, poche.
Le due banche si marcano strette, con poca innovazione e molta conservazione, sia mai che perdano qualche cliente...

cordiali saluti

2
altro che bello e brutto
Aggiunto il 29.11.2007 da davide
L'autore dimentica che nella parte bella c'e' la trapanatura di Piazza Garibaldi. Invece il brutto e' descritto bene, tanto per fare qualche nome : l'ecomostro della ex - area Carini.
Ma l'imperativo e' quello delle alte cubature.

Ringraziamo ancora la commissionariata amministrazione sponsorizzata dal nostro ex senatore ed ora presidente della provincia F.Provera

1
sondrio divisa in due? il bello e il brutto?
Aggiunto il 28.11.2007 da aius locutus
preferivo il primo articolo di questa rubrica, meglio portare esempi concreti, sui quali ci si può confrontare meglio...
qui il dibattito è molto ampio e coinvolge tutta l'urbanistica e l'architettura di sondrio-città (o anche triangia e dintorni?!)
spero solo che negli interventi non si inizi a parlare di altri mille posti.
Attinetevi all'argomento!

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