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Pubblicato il 06.01.2008
 
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'Così sì, così no' di Marco Cavallotti: troppe rotonde in provincia di Sondrio

SI incontrano rotatorie su ogni incrocio e ad ogni bivio, per non parlare dell'estetica.

Marco Cavallotti.
Le ferie natalizie mi hanno permesso di girare un po' più del normale per le nostre valli, e di scoprire le ultime opere stradali realizzate. Grandi cambiamenti, non tutti comprensibili e sensati.

Ad esempio, credo che un viaggiatore di un lontano futuro che si imbattesse sui tracciati delle nostre già archeologiche strade carrozzabili avrebbe la sensazione di trovarsi nella terra dei tumuli, fra Cina e Mongolia: ad ogni incrocio, a guardia di ogni bivio il tumulo di un guerriero della steppa sembra esser stato posto, tanto alto e vasto da poterlo contenere con armatura, cavallo e corredi. Non troverà forse più i resti delle bellurie che lo coronavano e che facevano bella mostra di sé per gli automobilisti: lamiere d'acciaio cromato con fregi artistici e con il nome dello sponsor, trofei di arte paleoindustriale, simboli vari dell'operosa attività imprenditoriale delle nostre valli.

La rotonda di Regoledo.
Sì perché, in ossequio pedissequo e indiscriminato ad una delle mille direttive europee, su ogni incrocio e ad ogni bivio di ogni strada statale e provinciale, dalla Magnifica Comunità di Bormio al Contado di Chiavenna è stata posta una rotatoria: bella invenzione moderna e anche utile - se non abusata - la quale, però, richiederebbe una certa larghezza di spazio per non costituire solo un impaccio per gli infiniti autotreni ai quali una ferrovia antidiluviana e a un solo binario ci costringe. Ma non basta: come ogni moderna novità essa comporta comunque investimenti di qualche impegno, che in una situazione di perenne penuria possono essere in parte sostenuti da sponsor reperiti fra le ditte operanti lì vicino. Ecco l'idea che ha consentito un così rapido adeguamento alle sullodate direttive, idea in sé non malvagia: come criticare il bell'incontro fra interesse privato e pubblica utilità?

Il guaio viene dopo: e sta nella natura e nella qualità dei coronamenti con cui i vari imprenditori hanno pensato bene di illustrare la propria attività e il proprio marchio. E siccome a caval donato non si guarda in bocca, sembra proprio che nessuno si sia posto il problema del risultato estetico di queste costruzioni.

Così, al posto delle solite aiuole fiorite, che decoravano i vecchi rondò delle grandi città, assistiamo in questi ultimi anni all'esplosione della creatività più incontrollata, alle manifestazioni di gusti e culture plastiche a dir poco inusuali. Meglio, molto meglio i fiori, semmai con la targhetta di chi li mantiene e li rinnova. E via le carabattole "artistiche" che li sovrastano.


A cura di  Marco Cavallotti.





  7 commenti    
7
Ingrassare le rotonde
Aggiunto il 11.01.2009 da Gianluca Gerubino
Intanto il proliferare delle rotonde è dovuto ai contributi della Cee, un tot per ogni rotonda costruita.
La rotonda deve avere un senso logico (minimo trenta metri di diametro, non dover sfondare la strada, deve essere agile per i TIR, deve essere chiaramente visibile e illuminata bene, deve migliorare la viabilità oltre alla sicurezza) altrimenti è meglio non costruirla.
Di solito chi prende le decisioni per costruirle non ne capisce una mazza di queste cose e forse non ha nemmeno la patente.
Per quanto riguarda quelle sulle statali occorreva copiare dall'Inghilterra (la patria dell'automobilismo intelligente) dove chi è sulla statale ha SEMPRE la precedenza rispetto a quelli che entrano in rotonda da stradine laterali.
Come le regole. Non viene spiegato al pubblico chi ha la precedenza e a volte viene spiegata solo una delle regole (tipo che ha la precedenza chi è già nella rotonda, e se non c'è nessuno dentro chi entra dei due?).
Spesso non si fa nulla per non essere presi in giro dagli altri Paesi e quindi ci si prodiga per mantenere vivo il detto "fare le cose all'italiana" ossia che sono comunque fatte male e con pressapochismo.
Il nostro marchio culturale.

6
Mah, ormai le rotonde sono fatte
Aggiunto il 08.01.2008 da Marco Cavallotti
e sarà difficile farle eliminare. Tanto più che, dove c'è spazio a sufficienza, sarebbero anche utili. Altrimenti sono solo un intralcio, come hanno rilevato anche molti lettori.
Sarebbe bene smettere di farne a casaccio, e comunque rinunciare alle bellurie decorative che ci vengono messe e che spesso oltre a tutto impediscono la visibilità – altra trovata geniale.
Spero comunque che i nostri amministratori ascoltino questo grido di dolore e accettino, d'ora in poi, solo accordi che prevedano aiole fiorite, con il nome dello sponsor e basta. E sono sempre in tempo per eliminare i cattivi esempi di creatività che sono spuntati dappertutto come funghi, sostituendoli con un prato (da tenere a posto).

5
nuova viabilità?
Aggiunto il 08.01.2008 da gildolo
Le tanto amate rotonde sono state viste dai nostri lungimiranti amministratori come unico e irrinunciabile rimedio all'angosciante problema della viabilità in valle. Perchè?
Si potrebbero rispolverare le tre "i":
- incompetenza
- ignoranza
- interessi privati
Saluti

4
asfalto che ride
Aggiunto il 07.01.2008 da casati mazzanti viendalmare
Marco..che dici!
Ci sono rotonde e rotonde.
Hai presente quella di Traona, quella, per intenderci, al cui interno è stato edificato un "bel" muro?
Vuoi mettere il brivido che provi scoprendo all'improvviso, mentre tenti di entrare (o anche di uscire) che qualcuno, di soppiatto, l'ha già impegnata?
Secondo te, dovrebbe essere modificata per fare spazio ad una banale aiuola?

3
D'accordo ma.......
Aggiunto il 07.01.2008 da Giulio
Personalmente non amo le rotonde, certo che proprio in Valtellina ce ne vorrebbero
ancora dal bivio di Fuentes a Bormio, giusto per togliere quei semafori che bloccano
il traffico di turisti e merci e rendono antipatico percorrerla.

Poi manca l'eliminazione del passaggio a livello dopo la circonvallazione di Sondrio
(a dir poco ridicolo) e la viabilità avrebbe la sua dimensione non da carrarecia del '700.

E se conto le ore di coda e i morti causati dagli incroci a raso, non posso che dire
"Abbasso le rotonde, lunga vita alle rotonde"!

Giulio

2
dio stramaledica chi ha inventato le rotonde
Aggiunto il 07.01.2008 da livio
sono il figlio di un autotrasporatore e spesso mio padre passa dalle vostre parti. lo devo proprio dire: la valtellina è diventata una destinazione che non piace molto alla categoria di mio papà proprio per questa proliferazione di rotatorie. ci sono stato di recente e devo ammettere che per chi si muove con un rimorchio è un po' complicato affrontare questi ostacoli sparsi senza logica e cognizione.
sulla decorazione a cui si riferisce marco, che possiamo farci...
in altri paesi europei queste consuetudini italiane sono diffuse pochissimo. utilizzano luci, fiori, alberi. ma si sa, quando il comune può delegare al privato la gestione della manutenzione della rotonda, è disposto a venire a patti anche con la sua estetica pur di non sborsare un quattrino...

1
rotatoria business?
Aggiunto il 07.01.2008 da Franco Ziliani
Concordo in pieno con questa analisi, che non riguarda ovviamente solo la Valtellina, ma tutta l'Italia. Molte rotatorie, essendo strette, rallentano il traffico invece che snellirlo. Non si capisce il perché di così tante rotatorie (nemmeno in Francia, dove sono presenti da sempre se ne trovano così tante), alcune messe a poche centinaia di metri di distanza l'una dall'altra. Non si capisce il perché di questa rotatoria mania... a meno che non ci sia sotto un rotatoria-business...

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