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Pubblicato il 04.10.2008
 
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Il comune sentimento del bene collettivo

I sindaci si barcamenano, e magari si scoprono ambientalisti di complemento...

Rientro da una malattia con operazione chirurgica, e trovo un sacco di novità. Il giornale che mi apre una rubrica – dovrò impegnarmi di più – i lettori che continuano a commentare anche se io taccio… Insomma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, questa è l'ennesima dimostrazione del fatto che il giornale on line, quando tocca argomenti che ci riguardano da vicino, è uno strumento flessibile e potente di dialogo.

Lontano dalla valle – sono di quelli che per le operazioni serie preferisce recarsi in grandi ospedali, e Sondrio da qui è scomodo quasi come Milano – di là ho visto accendersi una rapida polemica sulla circonvallazione di Chiavenna: e occorrerà pur dirlo, la cementificazione dei nostri fondovalle è impetuosa e in parte anche inevitabile. Il continuo rinvio del problema, il non saper creare abbastanza consenso intorno a un tracciato che impegni tutti i Comuni e gli altri enti interessati, sta riproponendo il grande tema della governabilità. Mi paiono deboli le argomentazioni ambientaliste, che partono dall'idea di non creare infrastrutture e di non potenziare la rete stradale per non incoraggiare il traffico automobilistico – in realtà noi abbiamo molte più auto pro capite, e molto meno strade, di quante ne abbiano ad esempio i tedeschi –; e poi stiamo ai fatti, l'attuale attraversamento di Chiavenna è qualcosa di inaccettabile, da qualsiasi punto di vista lo si prenda. Ben più sostanziosi sono gli interessi edilizi, la paura di "perdere" un pezzo di terreno fabbricabile, il desiderio di vedere la circonvallazione passare sull'appezzamento del proprietario accanto. In questo clima i sindaci si barcamenano, e magari si scoprono ambientalisti di complemento, i "tavoli" si moltiplicano ma non portano lontano, e intanto, una nuova casa dopo l'altra, un nuovo capannome accanto all'altro, il problema del tracciato diventa sempre più inestricabile in una fungaia di edifici spuntata dove fino a pochi anni fa c'erano prati.

Morale? Una morale amara, che vale in questo come in ogni altro caso analogo: l'autonomia locale, il cosiddetto federalismo, la libertà di fare e di decidere a casa nostra sono una cosa bellissima: purché abbiamo il comune sentimento del bene collettivo e degli interessi generali. Altrimenti è solo il blocco intorno al nulla.





  3 commenti    
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Penso che...
Aggiunto il 14.11.2008 da Ulivista
Cavallotti, non si offenda, non abbia capito un gran che della questione "tangenzialina" di Chiavenna. Questa non è in nessun modo una circonvallazione della città. Partirebbe dall'area "Iperal" al confine tra Prata e Chiavenna e correrebbe sotto la sponda sinistra della valle. Per sbucare non fuori dall'abitato della città, ma in pieno centro, tra via Alpetto e via Mazzini per poi congiungersi con viale Risorgimento. Quali problemi viabilistici possa risolvere questa strada non si è ancora capito (al limite sposterebbe di qualche decina di metri il problema delle code in entrata e a Prata quelle in uscita). Si è capito benissimo, invece, quali problemi risolverebbe. La "tangenzialina" non è che il primo passo per l'urbanizzazione della zona sotto la sponda, tra via Al Tiglio e Tanno per capirsi. Il sindaco lo ha già annunciato, il nuovo piano per il governo del territorio quello prevede per quella zona. La strada, di fatto, non costerà alle casse comunali (ci penseranno gli oneri di urbanizzazione a coprire largamente i costi se il "guadagno" per il comune non arriverà dalla contrattazione diretta con i privati) ma costerà, moltissimo, ai cittadini. Non voglio dare un giudizio complessivo dell'amministrazione pozzoli (che ha avuto luci ed ombre sulle quali mi riservo di entrare nel merito più avanti) ma qualcosa su come è stata gestita l'urbanistica negli ultimi cinque anni bisogna pur dirla. Il giudizio è, in questo settore, pesantemente negativo. Se per i lavori pubblici l'amministrazione ha ben operato (allargamento ponte, cogenerazione, pista di atletica, posteggio di bette) altrettanto non si può dire in materia urbanistica. manca totalmente all'amministrazione Pozzoli una "visione" di città (aspetto che è evidente anche in altri settori strategici....come il turismo) e da qui discende la debacle urbanistica degli ultimi anni. Non che la precedente amministrazione di diverso colore abbia brillato in tal senso, ma negli ultimi anni il potere di studi tecnici e palazzinari in piazza Bertacchi è cresciuto in modo esponenziale. Grandi operazioni di riconversione a residenziale di aree destinate fino a quel momento a scopi diversi in cambio di opere spesso inutili o di pochi copechi sono stati il tratto distintivo di questa giunta. Anche sulle piccole operazioni l'amministrazione è stata deficitaria. si pensi al caso dell'ex tennis di via Picchi. Una vicenda gestita sicuramente male dalla precedente amministrazione, che se non altro si era battuta contro le richieste edificatorie del privato. L'attuale giunta ha mollato il sacco subito. Il risultato è ancora fotografabile salendo al Paradiso. Mura romane sul destino delle quali poco si sa. In compenso in tutta la vicenda l'amministrazione, pur sollecitata, non è riuscita a prendere una posizione, nemmeno di principio. di solito chi tace acconsente. Una giunta, per fortuna, limitata dal pur mediocre piano regolatore in vigore. Ora con il nuovo pgt rischiamo veramente grosso. Rischiamo di vedere compromesse le ultime due aree non urbanizzate rimaste nel territorio cittadino (le giavere e, appunto, l'area dell'Alpetto). Cui prodest? Alle possibilità abitative dei chiavennaschi non penso. Il mercato immobiliare sta uscendo dalla bolla speculativa e i prezzi si stanno già contraendo. Chi ha ristrutturato o costruito ex novo in città ha venduto essenzialmente a non chiavennaschi. Per un comune a vocazione turistica, seppur limitata, come Chiavenna l'incentivazione di seconde case e non di strutture alberghiere è un pericolo non indifferente (Madesimo docet). Ai palazzinari di sicuro (ma anche loro vista l'aria che tira dovranno stare un po' più accorti rispetto ai bagordi degli ultimi anni). Già si vocifera in città di grosse operazioni di acquisto di terreni nell zona dell'alpetto. Possibilmente prima che il pgt venga approvato. Si portano avanti, insomma, acquistando terreni completamente improduttivi che presto diventeranno edificabili. Davvero, questa volta, viabilità e capannoni non c'entrano un fico secco....

2
A proposito di capannoni...
Aggiunto il 29.10.2008
Percorrendo tutti i giorni la statale n. 38 all'altezza di Castione, ho modo di osservare che fino a poco tempo fa c'era un qualche centinaio di metri libero dall'aggressione dei capannoni. Ora stanno riempiendo anche quello spazio.
Ho visitato alcune zone della Francia negli anni addietro, e ho notato che spesso e volentieri fra un paese e l'altro c'è solo la strada e la campagna.
I centri artigianali, industriali ecc. , ogni provincia li ha confinati in uno spazio adeguato e raccolto.
Perchè da noi no?
Perchè dobbiamo assistere a questo sfruttamento insensato del territorio?
E poi quello che mi fa rabbia è che tante di queste strutture non vengono utilizzate da chi le edifica, ma vengono messe in bella mostra con un 'AFFITTASI'.
Senza contare poi tutti i problemi che innescano, non ultimo quello della sicurezza stradale.
Tanti saluti a tutti.

Franz

1
E va bene, il titolo non piace...
Aggiunto il 06.10.2008 da Marco Cavallotti
E va bene, il titolo non piace. Io parlo di circonvallazioni e di comuni che non vedono al di là del proprio naso, ma leggendo il titolo non si capisce, e sembra che si parli di cose troppo "serie". Eppure...

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