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Pubblicato il 08.08.2009
 
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Il turismo è una cosa seria

Il turismo è una cosa seria, e basta allontanarsi di qualche chilometro dalla nostra provincia per rendersene conto. È una cosa seria, non è nemmeno tanto difficile da comprendere, ma bisogna affrontarne la specificità con un occhio e una cultura particolari.

Facciamo un esempio, cominciando dall'inizio: cerco su internet il telefono del Consorzio per la promozione turistica di Chiavenna. Scopro così che se inserisco nel campo del nome al posto di "Consorzio" un "Azienda" (una volta si chiamavano "aziende") non trovo nulla; mi va meglio digitando solo "promozione turistica", mentre mi perdo se digito, un po' ingenuamente - ma i turisti lo sono spesso - "turismo Chiavenna". Provo a telefonare, sono le ora 16:15 di sabato 8 agosto, in pieno week-end, le macchine si ammassano fra le rotative del centro, in una coda continua che dovrebbe indurre i nemici delle circonvallazioni a più miti consigli. È il momento clou del turismo, e con questi chiari di luna converrebbe essere accoglienti...

Ma no, il telefono suona a vuoto, finché una voce registrata mi dice che "gli uffici del Consorzio sono chiusi", senza dire quando e se apriranno. Bel colpo.

Andiamo poi sul sito istituzionale del Comune di Chiavenna, che presenta un piccolo link che mi rimanda su un sito denominato Valchiavenna.com. Ci siamo, il sito sembra essere quello del Consorzio. Qui dovrei trovare tutto. Lascio perdere le paginette solo parzialmente tradotte in tedesco e in inglese e punto sull'italiano: quello che mi interessa è l'elenco delle feste, che in  queste settimane allietano tutti i paesi della valle, soprattutto là dove, a mezza costa, l'aria è più fresca. Ma mentre trovo iniziative culturali varie, alberghi, ristoranti e qualche bella foto, nulla mi si dice delle sagre. Probabilmente perché il Consorzio funziona con "logica di mercato" - lo immagino io, visto che non sono mai riuscito a intervistare il responsabile dell'ufficio, nemmeno il sabato pomeriggio dell'8 agosto - e forse le piccole comunità che organizzano sagre non pagano per essere pubblicizzate. Epoi, magari - immagino sempre io - perché "fanno concorrenza" ai ristoranti.

Ma si dà il caso che proprio questa sagre dovrebbero essere intese come un servizio offerto gratuitamente dalla popolazione per incrementare il turismo. Un servizio che proprio coloro che di turismo vivono professionalmente dovrebbero incoraggiare e sostenere in ogni modo: contribuiscono a distribuire pubblico sul territorio, a promuoverne ogni angolo, a differenziare l'offerta per il tempo libero. Non credo sia un caso se mi è recentemente capitato di incontrare a una festa di Menarola una coppia di notissimi attori classici berlinesi, all'Alpe Culino un professore di storia dell'università di Lipsia, ad Albonico un petroliere tedesco con la sua gentile signora: tutta gente che a casa sua fa opinione, che promuove le nostre valli più di una campagna pubblicitaria, e che spesso, proprio perché affascinata dal clima, dai luoghi e dall'accoglienza - feste paesane comprese -, scelgono di trasferirsi qui per la pensione. Per conto mio, rimango dell'opinione che si potrebbe far meglio.


A cura di Marco Cavallotti.





  9 commenti    
9
Turismo all'estero...
Aggiunto il 04.09.2009

Era mercoledi' e volevo informazioni sulla recettivita' in Foresta Nera (GER) e su cosa vedere, mi sono collegato al sito istituzionale e ho fatto richiesta del materiale informativo. Sabato' (dopo appena un giorno e mezzo) mi e' arrivato a mezzo airmail tutto il materiale in italiano, comprensivo di una splendida e dettagliatissima cartina....il tutto ovviamente gratuitamente. In Germania accoglienza perfetta, addirittura i proprietari delle pensioni vedendo che eravamo motociclisti ci hanno offerto il riparo delle nostre moto! ...APT da incorniciare!


8
Il lavoro offerto da tutti per feste, sagre e cerimonie
Aggiunto il 21.08.2009 da Marco Cavallotti

Il volontariato è certo essenziale per la vita di questa attività: anche se io, più che volontariato, lo chiamerei lo spirito delle piccole comunità locali, che hanno sempre organizzato feste e cerimonie collettive anche prima che esistesse il termine "volontariato". La Baütta di Menarola, ad esempio, è una festa locale che comporta un enorme lavoro organizzativo, la realizzazione dei costumi, la preparazione delle maschere. Ma come chiamarla "volontariato"? È la gente che celebra una propria festa, e che ha capito che la presenza di un pubblico non può che far bene al turismo ed all'economia locale (ristoranti compresi, anche quelli che compaiono sulla rivistina dell'APT). Ma a parte il significato delle parole, trovo che questo enorme lavoro per realizzare le feste, le sagre e le altre manifestazioni, offerto gratuitamente da tanti convalligiani, vada a beneficio di tutti, e segnatamente delle organizzazione turistiche "professionali", che potrebbero rendersene conto.


7
LA FORZA DEL VOLONTARIATO
Aggiunto il 19.08.2009 da dani

Effettivamente il Volontariato da sempre in Valchiavenna ha fatto da volano alla promozione turistica di questa ns. Valle. Basti pensare alla Sagra dei Crotti...... Basti pensare alle ns. piccole sagre paesane, dal lago ai monti, che con la caparbietà degli organizzatori attirano turtisti nostrani e non anche quando il tempo non è ideale. Forse è giunto il momento che i "professionisti del turismo" inizino a valorizzare queste risorse ricordando che: non hanno orari di lavoro, stipendio ecc., ma solo passione e voglia di fare!!!


6
Davvero incredibile
Aggiunto il 15.08.2009 da Nicolo

Davvero incredibile. E poi dicono che i trentini e gli aloatesini sono bravi, mentre sono i lombardi che sono davvero poco capaci di far funzionare il turismo. Anche le recenti polemiche su Madesimo e la sua fungaia di condomini sempre vuoti dovrebbero almeno servire a farci capire che è ora di cambiar registro. Il fatto poi che nessuno dell'APT rispinda è davvero enorme. Perché il giornale non porta questo articolo in prima pagina e non mette un contagiorni in attesa dellaq risposta?


5
la nave affonda
Aggiunto il 11.08.2009 da chiara

QUANDO LA NAVE AFFONDA I TOPI SCAPPANO.... FINITI I CONTRIBUTI, BASTA SPENDERE SOLDI A UFO ED ALLORA CHE SENSO HA TENERE APERTO UN UFFICIO TURISTICO??? BELLA LA RIVISTA PATINATA TRIMESTRALE IN MIGLIAIA DI COPIE MA MAGARI NON FARLA E RIPARMIARE DUE SOLDINI X TENERE APERTO UN UFFICIO "DI SERVIZIO PUBBLICO" NO????? OGNI MONDO E' PAESE, CI SI LAMENTA DEL MODO DI FARE DEL MERIDIONE MA NOI NON CI COMPORTIAMO MEGLIO...


4
Un visitarore da Dublino
Aggiunto il 10.08.2009 da Francis Jacobs

Ha ragione Marco Cavallotti quando parla delle carenze dell'organizzazione dell'accoglienza turistica un Valchiavenna. Non mancano solo le Sagre, e queste sono le iniziative di maggior successo, più originali e specifiche della valle, ma anche gli altri eventi vengono indicati in modo approssimativo e incompleto. Per il concerto di questa sera per San Lorenzo a Palazzo Vertemate non è indicato un programma. Francis Jacobs capo Ufficio Parlamento Ue in Irlanda


3
Finché si andrà in vacanza quando arrivano i turisti...
Aggiunto il 10.08.2009 da Giulia

Tutto vero, e tutto veramente riprovevole. Come può un ufficio che dovrebbe occuparsi, ad esempio, della assegnazione delle "Zimmer frei", essere chiuso quando passano in maggior numero i turisti? E poi, sarebbe bene che i responsabili si mettessero a leggere i commenti che li riguardano!


2
Solidarietà !
Aggiunto il 10.08.2009 da Angelo

Caro Marco, penso anch’io che un minimo accenno di risposta a fronte delle sue giustificate segnalazioni i rappresentanti del Consorzio Turistico dovrebbero darla, ma forse in questo periodo di grande presenza turistica in Valchiavenna, in particolare di stranieri che sono come giustamente lei osserva degli “opinion leader”, essi sono in ferie. Speriamo che al ritorno dalle vacanze abbiano la sensibilità di risponderle.


1
Sarebbe bello che qualcuno rispondese...
Aggiunto il 08.08.2009 da Marco Cavallotti

Sarebbe bello che qualcuno rispondesse, oper smentire, spiegare, promettere interventi... È una pessima abitudine delle pubbliche amministrazioni italiane, quella di ignorare i commenti dei cittadini e di far finta di niente.


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