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Pubblicato il 04.03.2009
Sfoglia l'archivio COSI' SI', COSI' NO
di Marco Cavallotti » Letto 5209 volte
Ma che bravi questi amministratori!È proprio il caso di rallegrarsi: fra poco avremo fatto un altro passo avanti verso un'organizzazione federale del nostro paese – più o meno in quella direzione, per essere più precisi – e in linea di principio dovremmo finalmente avvicinarci un pochino all'aspirazione di essere padroni a casa nostra, di vedere e controllare giorno per giorno i progressi compiuti da chi abbiamo eletto per amministrare la cosa pubblica nelle nostre valli, di interloquire, di chiedere loro perché e percome… In fondo sono nostri vicini di casa, li conosciamo magari da bambini, il controllo ed il colloquio dovrebbero essere addirittura normali. Già, peccato che, nel frattempo, le cose non stiano affatto orientandosi in questa direzione. Mai come in questi ultimi anni, anche in zone di consolidato costume democratico, come la Lombardia, il contatto fra amministrati ed amministratori è stato tanto inesistente. Provate a scrivere a un assessore – di Milano o dell'ultimo comunello, poco importa –; provate a chiedere spiegazioni, a sollecitare interventi dovuti, a proporre – che audacia! – qualche idea alternativa a quelle correnti e non sempre tanto encomiabili: non incontrerete un coro di contestazioni, non otterrete una ferma risposta di diniego, motivata magari con poche ma chiare parole. Troverete solo il silenzio. Non disturbate il manovratore, lasciate che chi di dovere decida, ne riparliamo fra cinque anni. Se il buon giorno si vede al mattino, siamo messi bene: e il decentramento – il surrogato povero e sciamannato di federalismo che ci è concesso e che abbiamo saputo immaginare – servirà forse per consentire ad alcuni di farsi più comodamente i propri comodi, al riparo dagli occhi indiscreti di controllori centrali. |
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