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Pubblicato il 19.07.2008
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Marco Cavallotti: affidare Eluana a un giudice?Qualcuno, a destra ed a sinistra, chiede che il problema venga sottoposto al Parlamento.Dicono che ci sono altre priorità, dicono che l'economia - quella ereditata dal governo Prodi, e sulla base di dati che sostanzialmente a quel periodo si riferiscono - richiederebbe interventi risolutivi e magari miracolosi. Poi si ingolfano tutti insieme nella discussione della legge elettorale, che - come giustamente ha detto il Calderoli - dovrebbe seguire, e non precedere il dibattito sulla riorganizzazione dello Stato intorno alle nuove e più autonome Regioni. Ma poi sull'onda delle emozioni legate alla vita (?) di una giovane donna in stato di coma irreversibile da più di tre lustri, qualcuno, a destra ed a sinistra, chiede che il problema - etico, di coscienza e di deontologia medica e civile - venga posto con urgenza all'ordine del giorno del Parlamento, prima di ogni altra cosa. Come se simili problemi potessero essere risolti dal legislatore, una volta per tutte e con una norma valida per ogni caso. Lo chiede come se fosse la cosa più ovvia del mondo, come se senza una legge il mondo non potesse funzionare, e come se una norma scritta potesse surrogare alla nostra coscienza e far luce in quell'abisso di dubbi e di speranze che pervade l'animo umano di fronte alla morte, e a tutto quello che la accompagna: il testamento biologico, le ultime volontà, l'accanimento terapeutico, il confine fra questo e le cure palliative che la coscienza del medico propone; lo stesso diritto a lasciarsi morire. Come se, infine, non scegliessimo proprio il nostro medico di fiducia anche in base alla sua concezione della vita, della malattia, della morte, come se infine non ritenessimo tutti giusto affidare a lui, alla sua capacità ed alla sua umanità, l'ultimo consiglio prima della nostra scelta. Meglio un giudice? Lasciamo perdere...Tutto viene messo in discussione da questa furia giuseppina e statalista in corsa verso la legificazione a oltranza: la stessa manifestazione di volontà del sofferente espressa in un momento di coscienza viene contestata o accettata in base alla data in cui è stata espressa: per questi fanatici ragionieri della vita e della morte altrui, vale e potrebbe essere esaudita la richiesta di non essere oggetti di cure eccessive se espressa recentemente, non vale più se, non essendo stata eseguita tempestivamente la volontà espressa dal malato, sono passati anni di coma e di sofferenze. «Il malato potrebbe aver cambiato idea!»: questo l'argomento principe che ricorre in questi giorni fra chi si ritiene investito più del padre e più degli altri suoi cari dei problemi di Eluana Englaro. Il che fa intendere che la volontà espressa da parte del malato in stato di consapevolezza e coscienza dovrebbe essere rispettata anche per questi signori, ma che per questo genere di estrema volontà, contrariamente ad ogni altra disposizione testamentaria, l'intenzione del testatore è a scadenza, come il latte e le scatolette di carne. In verità ad un laico, di fronte a simili diatribe, par sempre di intravvedere un mai confessato desiderio di molti credenti di imporre i loro criteri e le loro regole di comportamento come valori universali validi e obbligatori per tutti. E se la totale e asociale anomia etica può portare pericolosamente lontano - in letteratura Dostoevskij ha spiegato come nessun altro questo dramma, si pensi ai suoi Demoni -, il pericolo di uno Stato etico - dunque totalitario e illiberale - non è lontano, quando si vuole entrare con la legge nel profondo dell'animo e delle scelte umane.
Tratto da http://www.legnostorto.com/
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AMMIRO IL PAPA' DI ELUANA
Aggiunto il 21.07.2008
da Elisabetta
Lo so, con questo commento mi metterò contro i "cattolici/benpensanti", ma IL PAPA' di Eluana è e sarà un vero padre. Non si è lasciato intimorire dai medici (obiettori di comodo...) e dai cosiddetti credenti o dai politici che ci razzolano...Provate a pensare che i medici/paramedici obiettori sono aumentati, troppo! Obiettano su tutto ciò che è scomodo. Allora dovrei trovare le stesse obiezioni nel campo della procreazione a tutti i costi; in fondo si tratta di limiti naturali! Invece no, le persone accettano l'accanimento medico sulle ovaie che non producono abbastanza perchè per la donna è bella la sensazione di un bimbo che cresce dentro. Ma la sofferenza non è un prezzo da pagare per nessuno, nemmeno per Eluana e la sofferenza non ti porterà in paradiso! E per fortuna che ha un padre così! Averne così!Parliamo della conquista tutta maschile della pillola blu; perchè lì non c'è obiezione? perchè serve alla coppia per stare meglio, all'uomo per sentirsi ancora maschio e funzionante, alla donna per avere maggiori chance di concepimento, ai vecchi per sentirsi giovani... E l'aborto, anche lì i soliti problemi! E la terapia del dolore: inesistente! I medici e gli infermieri sono laici e non religiosi. Altrimenti se vogliono essere religiosi, p.f. abbandonino gli ospedali, gli studi privati, i convegni e vadano a LAVORARE in Africa solo per vocazione! NOI ABBIAMO BISOGNO DI SICUREZZA E NON DI DUBBI FAZIOSI. 3
Signor Cavallotti...si occupi di brutture
Aggiunto il 21.07.2008
da Ulivista
Le viene sicuramente meglio.Perchè spesso, nemmeno tanto tra le righe, sbraca in commenti politici che, oltretutto, fanno sorridere. Cito a caso: * Marco Cavallotti: Dicono che ci sono altre priorità, dicono che l'economia - quella ereditata dal governo Prodi, e sulla base di dati che sostanzialmente a quel periodo si riferiscono - richiederebbe interventi risolutivi e magari miracolosi. Mi cita, per favore, un dato che evidenzia come l'attuale situazione economica sia solamente vagamente imputabile alla politica economica del governo prodi? Uno solo, mi basta. Perchè sarebbe anche ora di finirla di sparare sul povero Prodi, che avrà tanti difetti (il primo dei quali essersi impuntato a tenere in piedi una coalizione impossibile con numeri risicatissimi) ma che sembra diventato il Lee Oswald di ogni nefandezza che succede in Italia. * Marco Cavallotti: Poi si ingolfano tutti insieme nella discussione della legge elettorale, che - come giustamente ha detto il Calderoli - dovrebbe seguire, e non precedere il dibattito sulla riorganizzazione dello Stato intorno alle nuove e più autonome Regioni. Giusto. Peccato che si dimentichi di dire che l'attuale legge elettorale, che oltre ad essere pessima ha profili di incostituzionalità, l'ha scritta il soggetto di cui sopra. Scientemente, perfino, non per incapacità. La porcata, insomma, l'ha fatta lui. Così come ha messo mano alla riforma costituzionale poi bocciata dal referendum. Una riforma che se anche andava in una direzione auspicabile conteneva tante e tali nefandezze tecniche e nel mantenimento dell'equilibrio dei poteri (Montesquieu non va di moda, come evidente dall'agghiacciante articolo di Ostellino sul Corriere dell'altro giorno) che per fortuna è stata cassata. *Marco Cavallotti: Tutto viene messo in discussione da questa furia giuseppina e statalista in corsa verso la legificazione a oltranza: la stessa manifestazione di volontà del sofferente espressa in un momento di coscienza viene contestata o accettata in base alla data in cui è stata espressa: per questi fanatici ragionieri della vita e della morte altrui...etc Forse sfugge al dott. Cavallotti che l'Italia è uno stato di diritto (almeno per il momento) e che la decisione di non alimentare una persona in uno stato irreversibile come quello di Eluana può portare conseguenze civili e, soprattutto, penali per congiunti e medici. Lasciamo tutto alla coscienza? Massì, tanto ultime volontà, testamento biologico, eutanasia dal nostro ordinamento non sono previste. Al massimo si finisce in galera per omicidio. Cosa sarà mai... * Marco Cavallotti: E se la totale e asociale anomia etica può portare pericolosamente lontano, il pericolo di uno Stato etico - dunque totalitario e illiberale - non è lontano, quando si vuole entrare con la legge nel profondo dell'animo e delle scelte umane. A parte lo stato etico, che non c'entra un tubo (e a cui il professor Cavallotti sembra preferire un inquietante "stato morale") mi spiega il prof. Cavallotti perchè sarebbe illiberale uno stato che disciplina le possibilità di porre termine alla vita altrui in determinati e rari casi con l'espressione di volontà della persona stessa? Ben altri sono gli esempi di deriva illiberare e totalitaria dello stato moderno. Cito a caso: La commistione tra mezzi di informazione e politica (c'è ovunque, vedi Sarkozy o peggio Putin, non mi riferisco all'Italia), la commistione tra poteri economici e mass media, l'esistenza di monopoli pubblici e privati (che ad un liberale dovrebbero far venire le emorroidi, ma non è che il liberalismo in Italia abbia molti fan), lo "scontro" (uso un eufemismo) tra i poteri dello stato. Vado avanti? Rimpiango il professor Cavallotti che ci parlava di pattume lungo la 36.... Ulivista 2
un mondo negativo
Aggiunto il 20.07.2008
da 1992
Ma cosa cavolo ci si deve mettere il giudice..se suo padre ha deciso cosi e cosi.. pensate quando i suo genitori chi l accudirà.. tutti contro pensate alla povera vita di quella ragazza e che i loro genitori fanno.. e solo che questo e un mondo ingiusto.. perchè non si può morire a 22 lavorando in un cantiere.. sullo scavatrore un suo sogno.. perchè a sto mondo se qualcuno in cielo esistesse non farebbe vivere e cho sta per morire non li prende.. io ho da 10 anni una nonna che non parla non sente non ti riconosce..a cui voglio molto bene.. perchè non han tolto lei o eluana e non han lasciato la vita a un giovane.. e solo che questo è un paese negativo.. perchè sicuramente se il padre gli toglie la spina va in galera e però chi guida ubriaco e toglie la vita a dei giovani no.. siamo in un paese con leggi negative... 1
Lasciate quest'uomo al suo dolore
Aggiunto il 19.07.2008
da Paola Moretti
Ha gia sofferto abbastanza non le pare?Stanno usando la vita di Eluana per i loro scopi che nascono da velleità politiche, non da motivazioni morali. Lasciamo che il signor Englaro soffra con tutta la dignità ed il rispetto che merita. Punto. |
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