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Pubblicato il 15.07.2008
 
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Marco Cavallotti: meglio il diserbante?

'La Provincia, ecco che un ente che dovrebbe dar l'esempio e che invece...'.

Marco Cavallotti.
Lo avevamo già scritto, ma visto che continuiamo a sperare che  qualcuno in più, nella provincia di Sondrio, capisca che il nostro  vero futuro sta nelle potenzialità turistiche del territorio, penso  sia il momento di ripeterlo e di segnalarlo a chi di dovere, perché  magari cambi idea. Meglio tardi che mai.
Le strade, nel bene e nel male, sono un po' il primo biglietto da  visita di ogni regione.

Noi ne abbiamo di bellissime e storiche: come  quella dello Stelvio o quella dello Spluga, opere grandiose di  ingegneria del primo Ottocento, progettate dall'ingegner Donegani in  un'epoca in cui altri due progettisti italiani, come Ghega e Negrelli,  contribuivano – nell'ordine – alla realizzazione di altre due opere  grandiose: la tratta ferroviaria di Semmering, che collegava per la  prima volta, con una linea doppia, Vienna a Trieste, e nientemeno che  il canale di Suez. Altri tempi. Percorrere quelle strade, con i loro  scorci alpini grandiosi, con le loro opere di supporto costruite in  pietra a vista, con le loro gallerie dimensionate sulle carrozze  postali del tempo, con le loro opere di protezione da torrenti e  valanghe, è ancor oggi un'esperienza affascinante per il viaggiatore. 
Speriamo che una insensata politica di allargamento indiscriminato non  finisca per distruggerne gli ultimi tratti rimasti: meglio puntare,  dove possibile, a varianti veloci che lascino intatto il vecchio  tracciato.

Ma poi ci sono mille altre strade, le altre, che sempre più numerose  salgono dal fondovalle per raggiungere antiche frazioni le quali, se  isolate, sarebbero fatalmente condannate al deperimento – anche se  salvare dal deperimento non significa certo riurbanizzare con criteri  e gusti vandalici.Come è noto le sedi comunali debbono essere raggiunte – anche in alto  – da una strada mantenuta a cura della Provincia. Ed ecco che un ente  che dovrebbe far di tutto per dar l'esempio, per indicare la via  migliore nella cura del territorio e nella civiltà di approccio nei  riguardi dei problemi del nostro ambiente, risolve la questione della pulizia e della liberazione da rami e erbe di questa strade con il  metodo di Attila: non falciando regolarmente e controllando la  crescita degli arbusti e degli alberi, ma spargendo diserbante in modo  tale da lasciar terra bruciata – tanto più soggetta a franette e piccoli smottamenti una volta che il terreno sia privato delle radici  vive e dell'erba.

Nasce quasi il dubbio che qualcuno trovi più  opportuno creare una situazione di degrado in vista di appalti futuri,  che mantenere a dovere questo bene pubblico, lavorando secondo criteri più civili. Ma c'è di peggio: in questo modo, anch sul piano estetico,  si riducono i margini delle nostre strade a deserti nereggianti  cosparsi di erbacce secche. Se poi qualche ecologista più ferrato e  pignolo di me volesse porsi il problema, varrebbe certo la pena di capire dove vanno a finire i litri di veleno, una volta riversati sui  margini delle strade. In fondo anche la salute pubblica è questione  che dovrebbe interessare la Provincia. Ma questa è un'altra storia…


Foto e testi a cura di Marco Cavallotti.






  7 commenti    
7
Rispondo
Aggiunto il 17.07.2008 da Marco Cavallotti
A Bitto non posso che manifestare la mia invidia. In effetti l'anno scorso la strada della Valgerola era pulita e sfalciata, evviva e grazie agli stradini seri, che hanno fatto il loro dovere.
Insieme agli altri, che mi paiono concordare con quanto scrivo, non posso che ricordare che basta varcare il confine per trovare a fianco del manto stradale l'erba perfettamente falciata e la pista riservata ai pedoni perfettamente agibile. Chissà come fanno, loro! Eppure la manodopera in Svizzera non è poi tanto economica.
Quel che più colpisce, però, è l'assoluto silenzio che viene riservato dai nostri amministratori per questo genere di denunce. Nessuno spiega, nessuno sente il bisogno di giustificare il proprio operato. Come fossero eletti non per volontà dei cittadini, ma per diritto divino. Questo è l'aspetto peggiore e più avvilente di questo genere di vicende. E pensare che molti di loro sono stati eletti perché erano parsi "più vicini alla gente"...

6
Il diserbante è una tentazione forte
Aggiunto il 16.07.2008
A cui si può resistere, io ne ho usato con molta parsimonia per liberarmi da un tipo di pianta infestante che aveva colonizzato una zona in cui hanno fatto uno scavo,
ma visto che ho in giro anche piante da frutta mi rifiuto di usarne altro.
Devo dire che anche col decespugliatore non si fa meno fatica ma piuttosto che usare altro diserbante preferisco passare la domenica sera e buona parte del lunedì con un inizio di parkinson.

/Stefano

5
A Traona è ormai una consuetudine
Aggiunto il 16.07.2008
Anni addietro gli impiegati comunali erano molto meno, eppure pulivano regolarmente le strade con cariola e badila.... Ora invece trovano molto più comodo spruzzare del diserbante... Eh si che il nostro primo cittadino si è sempre dichiarato un ecologista. E il bello è che per non fartelo spruzzare fuori dalla porta di casa devi praticamente alzare la voce e passare per cattivo... Bell'Italia!!!!!!

4
Non solo strade provinciali.....
Aggiunto il 16.07.2008 da map
.....anche quelle statali durante i mesi di giugno-luglio-agosto diventano molto simili a piste del Borneo con erbe di vario tipo alte anche 1,5 - 2 m (ed oltre) in cui farsi strada con il machete. Ciò oltre che anti-estetico è anche pericoloso perchè impedisce la buona visuale.
Purtroppo la domanda è ricorrente e senza risposta: non si capisce l'Anas cosa ci stia a fare.
Poi evidentemente questa ha dato l'esempio anche agli altri gestori delle strade (provincia, comuni ed altro), della serie: se non lo fanno loro non lo facciamo nemmeno noi.
Peccato poi che quando ti devono chiedere i soldi della tassa perchè una tua proprietà ha l'accesso sulla statale tutti siano molto solerti e puntuali.

Sull'uso dei diserbanti, che dire?: concordo con il commento n. 3 ed aggiungo che ciò fa parte dell'attuale moda che cerca tutti i mezzi possibili per evitare qualsiasi fatica, anche quando lo si fa con mezzi palesemente nocivi.

Tutto molto Italian style.

3
La facile cultura del diserbo
Aggiunto il 16.07.2008 da Reto
Caro Cavallotti complimenti per l’articolo e la sempre lucida anche se politicamente scomoda analisi. Purtroppo non è solo la provincia ad usare il diserbante che ormai da molti indiscriminatamente viene adoperato come fosse acqua. Il taglio dell’erba in particolare quello con la falce appartiene al passato e quasi tutti si sono convertiti alla meno faticosa ma alla lunga più devastante chimica. L’acqua che beviamo quotidianamente non è escluso che contenga tracce di diserbante che ormai soprattutto in pianura impregna la falda freatica. L'utilizzo esasperato dei diserbanti a mio avviso a lungo andare lascia inquietanti depositi ed ostacola la vita stessa delle radici delle piante infatti negli ultimi anni sono sempre più segnalati casi di viti meli e altre piante da frutto affette dal devastante cancro del colletto. Ma tutti noi che facciamo bere ai nostri figli l’acqua al diserbante continuiamo imperterriti pur di non faticare ad utilizzare questo miracoloso composto che ci semplifica la vita ma che appesta l’ambiente che ci circonda e quindi peggiora la qualità della vita nostra e delle generazioni a venire. Ricordo che da piccolo mentre lui sfalciava camminavo contento lungo le vigne di mio nonno a piedi scalzi. I nostri figli oggi anche volendo non potrebbero più farlo perchè l’erba ed il terreno sono impregnati di diserbante.

2
Pulizia strade
Aggiunto il 15.07.2008
Sul lato della strada verso il monte, che da Morbegno porta al bivio per Santa Croce e poi continua in direzione Civo noto che la canaletta di scolo è sempre piena di foglie, rametti,
un po di ghiaia franata, a milano ci tritano i gioielli di famiglia tutte le settimane per la pulizia delle strade ma sulla strada per Santa Cruz mi dà l'impressione non ci passi mai nessuno da anni.A parte che potrebbe essere anche pericoloso se sulle foglie secche arrivasse qualche mozzicone di sigaretta potrebbe fare da innesco per un incendio ma sta anche male, da una sensazione di sporco disordine incuria, non dico di essere maniaci come gli svizzeri
che stan li a radrizzare i fili d'erba uno per uno, ma una pulita ogni tanto anche alle strade di collegamento non farebbe mica male, una volta su quel lato ci ho visto buttata anche una scatola di scarpe, presumo vuota, visto la velocità delle macchine in quel punto non mi sono arrischiato a fermarmi per toglierla.
L'allargamento di quella strada è stato veramente una bella opera complimenti a chi ci ha lavorato adesso però non lasciamola diventare una schifezza per 4 foglie e un po di sassi.
/Stefano

1
Strada Provinciale della Valgerola
Aggiunto il 15.07.2008 da Bitto
Sig. Cavallotti, ho sempre condiviso le sue critiche precise e puntuali. In mertito al contenuto dell'articolo sulle strade volevo segnalrle, ma forse è l'eccezione che conferma la regola, che la ex S.S. 405 della Valgerola da quando è passata sotto il controllo della Provincia, ha subito un metto miglioramento proprio per quel che riguarda la sua ultima critica. Le sponde sono ben falciate (non diserbate), i rami che protendono sulla strada vengono regolarmente tolti e le cunette spazzate. Se una critica posso fare sono i tombini in calcestruzzo rialzati anche di 20 cm. rispetto al filo strada che spuntano ai bordi della stessa. Brutti e soprattutto pericolosi. saluti.

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