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Pubblicato il 21.11.2007
 
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Perché 'Così sì, così no'.
A cura di Marco Cavallotti.

Inauguriamo la rubrica dedicata agli interventi pubblici da promuovere o da bocciare in provincia di Sondrio.

Marco Cavallotti.
Le nostre valli, da Bormio a Madesimo giù fino ai laghi, da qualche tempo sono attraversate da una grande ondata di rinnovamento. Stanno finalmente inserendosi nel mondo del turismo moderno, in cui oggetto di interesse, di visite e di soggiorni non sono più solo le solite località rinomate da decenni, ma l'intero territorio. Il territorio con i suoi villaggi, le sue bellezze naturali e ambientali, i suoi percorsi fra i monti, i suoi monumenti ma anche le costruzioni più umili, le sue coltivazioni ed i suoi prodotti pregiati.

Insomma, anche la nostra provincia ha scoperto che ciò che con maggior successo si può offrire nel mondo del turismo moderno è quell'insieme di atmosfera, di accoglienza, di bellezze naturali e di opere realizzate dall'uomo che fanno della Valtellina e della Valchiavenna un mondo unico e prezioso.

Ma se le cose stanno così, in questa prospettiva, non esiste angolo che possa essere considerato estraneo a questa esigenza, neanche il più nascosto; non esiste opera che possa essere realizzata ignorando questa necessità, che a poco a poco deve assolutamente diventare una sorta di criterio collettivo di comportamento. Ci guadagneranno tutti.

A questo punto abbiamo già teorizzato abbastanza. Penso che per farci comprendere sul senso della nostra rubrica, e sul suo titolo, non ci sia nulla meglio di un esempio: e per cominciare sceglieremo un punto carico di valori simbolici per le nostre valli: la vecchia fontana pubblica situata all'imbocco della Vachiavenna, e la vicina antica Strada dei cavalli, tornata opportunamente a far parte dei nostri circuiti storici pedonali.


La Fontana Dolzino.
La fontana situata a fianco della Statale 36 segna da sempre l'ingresso nella Valchiavenna. Situata in prossimità di una strettoia fra lago e monte, corrisponde anche ad un punto militarmente particolarmente ben difendibile - non per nulla i patrioti del '48 organizzarono lì il blocco della valle, come ricorda una lapide. Si tratta di una fontana realizzata nel contesto culturale delle grandi opere stradali dirette dall'ingegner Donegani per il superamento dello Stelvio e dello Spluga con una strada carrozzabile. Con uno spiazzo dove è possibile la sosta - ora resa un po' meno piacevole dalla muraglia in pietra e cemento armato costruita per il contenimento di frane e caduta sassi -, essa ha conservato malgrado l'accostamento brutale il fascino delle opere di quei tempi, e rappresenta tuttora il primo biglietto da visita per chi entra in valle. Da anni i suoi intonaci soffrivano di distacchi, e dopo una serie di tentativi falliti, probabilmente per l'uso di materiali inadatti, si è ora adottata la tecnologia giusta - la vecchia calce spenta, probabilmente, resta il legante più adatto per gli antichi muri attaccati dall'umidità. Ecco dunque la nostra fontana restituita a nuova eleganza, nel modo giusto e speriamo per molti anni ancora. Bene così, dunque.

Il sentiero dei Cavalli.
Poco lontano da Boccadadda e dalla nostra fontana, in corrispondenza dello sperone di roccia a strapiombo sul lago di Mezzola, si conserva ancora l'antica mulattiera che lo superava per ridiscendere a Ceglio, e dunque a Verceia per proseguire verso Nord. Si chiama la Strada dei Cavalli, perché su quel percorso si inerpicavano gli animali con le some, quando non si fosse optato per il più agevole uso del lago come via di traffico. La stradina resta percorribile, e offre un bel panorama sul lago e sui monti di fronte. Giusto dunque valorizzarla, visto che sono sempre più numerosi coloro che, turisti o valligiani, amano riscoprire per una passeggiata domenicale i vecchi tracciati storici, anche a bassa quota. Ma qui, è il caso di dirlo, si è davvero esagerato per eccesso di zelo. Si voleva rendere comoda la passeggiata, si voleva magari evitare che vi fossero pericoli per il viandante: così si sono rifatti con mano nuova e cementati i vecchi muri di sostegno e si sono inseriti corrimano in fila d'acciaio con paletti in metallo. Ma nel costruire un percorso antico con la logica, con la tecnologia e con i criteri di sicurezza d'oggi si finisce per ridurre di molto l'interesse per il tutto.

C'è modo e modo di fare i muri in pietra - ne riparleremo-; c'è modo e modo di concepire la sicurezza, che non può essere garantita allo stesso livello dovunque si vada: diverso è quel che posso pretendere su una strada di Sondrio, rispetto a ciò che mi aspetto su un sentiero alpino o su un'antica mulattiera. Così non si fa.


Testi e foto a cura di  Marco Cavallotti.





  20 commenti    
20
SS36 Campodolcino Pianazzo
Aggiunto il 26.11.2007 da maurizio
La Strada Statale 36 tra Campodolcino e Pianazzo si arrampica sul fianco della montagna con arditi tornanti. Fino alla scorsa primavera a margine della stada crescevano bellissimi abeti e larici che in autunno assumevano colori meravigliosi. Il titolo di un libro, "La giostra ed i larici d'oro" la celebrava. La strada era anche segnalata su diverse guide turistiche per la bellezza del panorama in ottobre novembre.
Poi, incomprensibilmente, invece di una ragionevole manutenzione che salvaguardasse la salute delle piante, la bellezza del panorama e la percorribilità della strada, le piante sono state tutte abbattute nel corso di un paio di giornate dello scorso mese di aprile.
La bellissima strada ottocentesca, che ancora fino a venti anni fa presentava strette gallerie ed un fascino d'epoca, ha subito un altro colpo.
Sarebbe forse troppo sperare di conservare qualche vestigia del passato in un importante ambiente alpino, senza dover trasformare questo bel percorso in una via di comunicazione che attrae traffico sempre più pesante?

19
NOVATE MEZZOLA
Aggiunto il 26.11.2007
A COSA SERVIRANNO TUTTI QUEI PARCHEGGI PRESSO IL PONTE SUL TORRENTE CODERA?

18
MONTESPLUGA
Aggiunto il 26.11.2007 da MAB
Vorrei proporre all'attenzione dell'Architetto il problema, che per ora fortunatamente sembra allontanato , ma temo solo procastinato nel tempo, delle pale per la produzione di energia eolica allo Spluga.

Per quanto riguarda i nuovi cartelli segnaletici di Chiavenna: sembra che siano stati studiati apposta anche in collaborazione col Touring Club.
In effetti a mio avviso sono troppo grossi e deturpanti, ma forse per chi passa per la prima volta possono anche risultare utli. D'altra parte i cartelli servono.
Come suggerito dall'Estensore della rubrica sarebbe forse meglio dirottare il traffico di passaggio su strade nuove e lontane dal centro, e lì installare tale tipo di segnaletica, dove non disturba nessuno.
Ma è un problema molto più ampio e complesso...

17
New orleans.....
Aggiunto il 24.11.2007
Il "muro di Berlino" costruito dallo storico ponte di ganda sull'Adda, fino alla ex colonia fluviale che ormai sembra New Orleans circondata dalle dighe, una volta esisteva una spiaggia in riva al fiume, ormai la zona non sembra piu' un fiume ma un canale con un ponte storico in pietra apppoggiato sopra.

16
Per Flavio amante della bici
Aggiunto il 24.11.2007 da Marco Cavallotti
Le esigenze dei ciclisti, francamente, mi paiono un po' particolari e poco rilevani rispetto a questi percorsi storici. Ho percorso la vecchia strada anche vari anni fa, e come tutti i sentieri poco frequentati era occupato da frasche ed erbacce, come dice lei. Giusto e meritorio quindi valorizzarlo e pulirlo, incoraggiandone l'uso. Mi consenta però di dire che il sentiero storico non deve necessariamente corrispondere alle esigenze dei ciclisti d'oggi, e che del resto se proprio si vuole percorrerlo in bicicletta, non mi par necessario che esso sia delimitato per questo da un'orrenda ringhiera.

15
La strada dei cavalli
Aggiunto il 24.11.2007 da Flavio
Vorrei comunque fare notare che tre anni fa la Strada dei Cavalli era pressochè impercorribile: l'ho percorsa in mountain bike per trovarmi in mezzo ad un campo di ortiche alte un metro.

La strada era impercorribile perchè invasa dalla vegetazione - dato che pochi percorrono la strada, non viene fatta manutenzione - e dato che non viene fatta manutenzione, pochi la percorrono... un circolo vizioso insomma.

Giunto dopo la galleria di Verceia, nel punto in cui sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza della strada statale, è stato eretto un muro di recinzione incredibilmente orrendo, la strada è stata deviata in un modo talmente brusco che ho dovuto caricarmi la bici in spalla, arrampicarmi sui sassi per una ventina di metri, in un tratto rischiosissimo dato lo strapiombo sotto i piedi.

Non ho ancora avuto occasione di vedere i lavori ultimati, ma se questi sono serviti a rendere percorribile la strada, anche se ci sono dei paletti in acciaio, sono stati dei lavori molto utili.

Se non si conoscono le condizioni della strada prima dei lavori, è inutile criticare.
IMHO per prima cosa una strada deve essere agibile, percorribile; ed il tratto interessato dai lavori non lo era affatto. Poi possiamo anche pensare alle decorazioni, ai paletti di legno intarsiato e via dicendo.

Condivido in pieno le critiche allo scempio fatto al piazzale.

14
Cartelli stradali e altro
Aggiunto il 24.11.2007 da Marco Cavallotti
Gentile lettore lecchese, la segnaletica stradale è certo un problema: ma ancor peggio è trovare, come, succede, il cartello che indica il passo Spluga chiuso, e scoprire che è aperto, o peggio ancora viceversa... Ma torniamo ai cartelli: credo che una Statale debba necessariamente essere corredata da segnaletica visibile e moderna. Semmai, sarebbe il caso di cominciare a pensare ad una circonvallazione che tenga il traffico internazionale, con i suoi standard di velocità e di segnaletica, un po' più lontano dal centro storico. Ma questa è un'altra storia.
Vedo molte segnalazioni. Per valutare e farmi un'opinione dovrei vedere delle immagini. Chi vuole, potrebbe spedirle alla redazione, che gentilmente me le girerà. Ci riserviamo naturalmente di scegliere le segnalazioni che a noi parranno più interessanti. E naturalmente ci piacerebbe anche trovare segnalazioni di tipo positivo, dato che i "buoni esempi" non mancano.

13
Per un chiarimento...
Aggiunto il 22.11.2007 da Lecchese sorpreso!
La lettura di questa rubrica tanto costruttiva ed interessante mi fornisce lo spunto necessario per porre un quesito: perchè una cittadina tanto accogliente come Chiavenna, da qualche tempo, risulta agli occhi dei passanti deturpata da nuove insegne stradali immense ovunque collocate? Perchè una scelta così drastica di accostare a frondosi alberi d'alto fusto, a lampioni storici, a mura antiche, cartelloni stradali freddi, giganteggianti e, forse, anche inutili? Indirizzandosi verso Madesimo nn si possono nn notare queste "opere" che oltretutto mostrano ai più il così tanto in auge e discusso "lato B"...
Immagino che l'argomento nn risulti nuovo, mi vogliate ugualmente fornire gentilmente qualche chiarimento.

Lecchese sorpreso!

12
cavalli e cavallotti
Aggiunto il 22.11.2007 da satira
condivido a pieno il parere negativo sulla strada dei cavalli, dove qualche secolo fa il buon podestà di Morbegno perse la vita cadendo da cavallo ...
ma come insegna il proverbio "a caval donato non si guarda in bocca..."

[... peccato solo che questi finanziamenti a pioggia bagnino terreni che non producono buoni frutti! soldi spesi male! ]

11
Una chicca
Aggiunto il 22.11.2007
Questa la voglio proprio segnalare: se fate un giro in località Campelli, in Comune di Albosaggia, bellissima località a poco più di mille metri di altezza, avrete modo di ammirare una nuova chiesetta che ritengo sia (almeno esternamente, visto che l'interno non ho avuto il piacere di vederlo) una delle opere più brutte mai partorite dalla mente umana. Io quando l'ho vista mi sono vergognato per chi ha concesso l'autorizzazione all'edificazione di un simile obrobrio.

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