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Pubblicato il 11.08.2008
 
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Valtellina e turismo a tempo perso? Ma allora diciamolo!

'Da un capo all'altro della Provincia la sensazione è la stessa: il turismo non è un aspetto integrante'.

Marco Cavallotti.
In questi giorni di vacanze una visita al centro storico di Tirano è attraente. Tanto più che i giornali hanno annunciato (per gli scorsi venerdì, sabato e domenica) una serie di iniziative con una sagra dei chiscöi che da soli meritano il viaggio. Così, domenica mattina, tutti in macchina e via.

Tirano sarebbe una delle cittadine più belle e ricche di storia della valle. Numerosi e case gentilizie, un'architettura rustica di alto livello, dintorni splendidi, tutti caratterizzati dal magnifico, opulento vigneto che riveste i fianchi solivi della Valtellina. Sarebbe davvero un luogo da difendere e da annoverare – come si sta tentando di fare – fra i patrimoni dell'umanità per bellezza e unicità dell'insieme. Sarebbe. Perché per ottenere davvero questo importante riconoscimento bisognerebbe caratterizzarsi per una maggior consapevolezza, per una più solida coscienza di ciò che rende prezioso il vecchio borgo retico, per un più fermo impegno nel rimuovere i segni di decadenza e le brutture che in altri tempi, che si additavano come meno evoluti, hanno sfregiato case, palazzi e rustici del centro. La documentazione fotografica va intesa sul piano esemplificativo – mille altri casi potrebbero essere scelti –: riguardano lo stato pietoso in cui tuttora si trova la porta Bormina e un importante palazzo gentilizio, e le finiture "fantasiose" di cui ancora si ammantano certi fronti di case ristrutturate da poco in centro.

Festa cittadina, accoglienza con gente sulle sciamante strade, negozi aperti, banchetti con prodotti tipici? No: Tirano questa domenica mattina è vuota e silente come in pieno inverno, nessuna vetrina addobbata a festa ti accoglie, nessun segnale indica quali siano gli annunciati percorsi di visita, niente di niente. L'unica visita possibile – a pagamento – è ad un palazzo legato ad una nota casa vinicola. Gli affari sono affari. Ma in complesso che il turismo, grazie alla qualità dei luoghi e dell'accoglienza – soprattutto dopo un invito annunciato con la stampa – costituisca o possa costituire anch'esso business, e il più importante, non sembra aver fatto breccia in questa splendida cittadina. La stessa scelta dell'area sotto gli olmi accanto al campo sportivo, fresca e accogliente, ma appartata e del tutto estranea al centro, appare come la manifesta rinuncia a coinvolgere nella festa Tirano nel suo complesso. Chisciöi come sempre eccellenti, per fortuna.

Ritorno a Chiavenna, dove troviamo una situazione analoga: il 10 agosto, nel pieno dei movimenti migratori del turismo, non si trova benzina. Dei tre distributori cittadini uno è chiuso per ferie, uno ha esaurito le scorte, l'ultimo ha la colonnina del self service fuori uso – e nessuno naturalmente è lì a ripararla. Incredibile, anche se il 10 agosto è festa di san Lorenzo, patrono.

Insomma, da un capo all'altro della Provincia la sensazione è sempre la stessa: il turismo non è vissuto come un aspetto integrante e sempre presente della vita locale, ma come una qualsiasi attività economica: a fine turno stacchi a te ne vai a casa tua. Ma allora diciamolo! Come in altre zone d'Italia, feste e sagre vengono concepiti essenzialmente "per noantri", come un fatto che interessa e coinvolge solo o prima di tutti i locali. Tutti parlano di turismo, ma ben pochi – temo – hanno capito con quale spirito esso debba essere sostenuto e incrementato.

Marco Cavallotti





  20 commenti    
20
siamo troppo pieni?
Aggiunto il 08.05.2009 da nadia valbuzzi
Io lavoro da anni nel turismo, sopratutto con i gruppi italiani che vengono in Valtellina e poi fanno la gita con il Trenino Rosso del Bernina.
I commenti , il territorio, peccato , abbiamo dei vigneti a terrazzamento unici al mondo, ma purtroppo tanti sono incolti, è faticoso lavorarli , ma i politici aiutano a preservarli.
Se tenessimo meglio il territorio, non solo in Valtellina ma in tutta Italia.
Insegnare già nelle scuole , l'importanza del rispetto della natura.
Io lavoro in Svizzera e in Valtellina, mi piacerebbe che a Tirano ci fossero più strutture alberghiere, più possibilità di svago anche per le persone che non sono più giovani.
A Bormio e non solo, cosa si può fare dopo cena?
Chissa se piano piano le cose cambieranno.
I turisti ci inviadano l'aria buona e salubre che abbiamo e i nostri luoghi, perchè non crediamo che potrebbe essere il futuro dei giovani.
nadia

19
È vero, abbiamo molo da imparare, ma...
Aggiunto il 01.10.2008 da Marco Cavallotti
È vero, abbiamo molo da imparare dai nostri vicini dell'Alto Adige e della Svizzera. Soprattutto, credo, dovremmo renderci conto del fatto che anche le "perle" del nostro turismo, quelle che "tirano" e fanno soldi in campo alberghiero e edilizio, non riusciranno mai a diventare poli di interesse internazionale se non si presenteranno calati in un contesto di qualità. Qualcuno ha citato Mazzo, Grosotto, si potrebbe aggiungere Grosio, con castello e graffiti rupestri, la Santa casa di Tresivio – ridotta a colossale fabbrica pericolante. E poi i borghi antichi che da Chiavenna a Bormio arricchiscono le nostre valli di tesori artistici, culturali e gastronomici. E le possibili scappate sull'alto lago di Como, con le sue belle chiese affrescate.
Molti hanno puntato sul turismo mordi e fuggi dei paninari della domenica, che usano le pista da sci come un toboga e poi tornano a casa. Molti hanno ritenuto più conveniente arricchirsi con l'edilizia turistica – che poi resta vuota per undici mesi all'anno – piuttosto che imboccare la strada più faticosa, ma con un futuro più solido, della creazione di strutture alberghiere. Ma forse qualcosa sta cambiando. Le stesse sagre, le feste che costellano le nostre valli per tutta l'estate, possono essere potenti strumenti per far conoscere tutta la valle, e non solo le sue pista da sci e le sue seggiovie. Basta intenderle nel modo giusto, presentarle intelligentemente non come un fatto che riguarda i soli residenti – il caso di Tirano mi sembrava sintomatico – ma come un'occasione per conoscere per farsi conoscere. I tempi cambiano, chissà che anche per noi venga il periodo giusto!

18
Abbiamo molto da imparare...
Aggiunto il 27.09.2008
Ci si accorge di quanto la Valtellina, ma in generale tutta l'Italia, sia scarsa nel promuovere le proprie risorse turistiche quando si va all'estero. Ho vissuto per alcuni anni in Francia (Avignone), lì riuscivano a trasformare anche un filo d'erba in attrazione turistica: come? Primo, i musei, i palazzi ed i parchi sono aperti lungo una fascia oraria più lunga; secondo, usufruiscono di nuove tecnologie per attirare turisti: al Palazzo dei Papi di Avignone al posto di affibbiarti una guida che parla nella tua lingua molto approssimativamente ti mettono a disposizione un telefono che ti spiega ciò che stai vedendo nella tua lingua e quante volte vuoi. La verità è che dovremmo contare di più sul turismo come risorsa: la Valtellina è PIENA ZEPPA di bellezze naturali, culturali e gastronomiche che, molto spesso, non conosciamo neanche noi Valtellinesi. Anche l'enorme carenza di trasporti pubblici in Valle è un handicap che non possiamo permetterci di avere se vogliamo che il Turismo prosperi anche da noi!

17
Si caro Cavallotti ai proprio messo il dito nella piaga.
Aggiunto il 26.09.2008
40 anni fa' ho fequentato la Scuola Alberghiera di Bormio( Allora era ancora sezione distaccata di Chiavenna). Nella seconda B. eravamo 25 cuochi dopo 40 anni so che siamo rimasti solo in 5. Dopo 40 anni so che l'80 % dei nuovi scolari che si diplomano lasciano la loro professione subito dopo il diploma.In 40 anni non si e' riusciti ad inculcare la vocazione turistica alle nuove generazioni ed ha queste generazioni non posso dar torto per il loro abbandono. ( Salari, orari, condizioni di lavoro,mancanza di aggiornamento e potrei continuare) Ho letto che a Chiavenna vogliono fare una scuola " Gourment". Lascitelo fare a chi ha un'altra coltura del turismo. Sarebbero soldi sprecati. Ma perche' non si fa un passo nella vicina Svizzera e si vede come vengono formati Cuochi , Camerieri , Segretari d'albergo, Portieri etc etc. La vedo molto dura per il futuro dei nostri figli. E se non si incomicera' a remare tutti nella stessa direzione sara' ancora piu' dura di quel che penso. Ciao Stefano

16
Per allargare gli orizzonti...
Aggiunto il 19.09.2008
A mio parere, quando si parla di turismo in valle, questo è solo affare delle solite località sciistiche.

Sono un appassionato d'arte e di natura, e apprezzo molto anche il piccolo borgo, magari che abbia solo un piccolo lavatoio, o una sola vecchia osteria.

Quindi girando la Provincia mi sono reso conto di come il turismo non sia incanalato alla scoperata della nostra cultura. Purtroppo.

Un esempio per tutti: il paesino di Mazzo, vera perla della nostra valle, quando è visitabile? Quando si possono vedere le dimore signorili, il battistero, la parrocchia, la vecchia torre?
Oppure lo splendido Santuario di Grosotto?
A Piateda, dalla contrada Valbona, parte un sentiero che porta al torrente Serio, formato da un susseguirsi incantevole di marmitte dei giganti, ma quanti lo sanno?

Ma per allargare gli orizzonti oltre le solite località bisogna amare il proprio territorio, non deturparlo.

E' per questo che tanti vanno in Trentino, in Sud Tirolo.

Fare turismo pensando che possiamo creare un punto di interesse dal nostro paesino, dal nostro comune.... questa è la via giusta.

Tanti saluti a tutti!!

Franz

15
strade & mentalità
Aggiunto il 22.08.2008 da Elisabetta
Sono d'accordo con Lino e con chi parla di strade mancanti o vetuste.
Per quanto riguarda il sorriso...non saprei.
Sono figlia di una Valtellinese e di un Trentino.
Le poche volte che sono andata in Trentino al Paese di mio padre, oltre al fatto che mi chiamavano ITALIANA in tono spregiativo - perchè i LADINI che cosa sono e poi godono dei benefici economici della Regione a Statuto Speciale per Legge Italiana...- ho notato che nei negozi sorridevano, ma in funzione del denaro che lasciavi lì. La gentilezza era funzionale all'ottenimento dei denari dei turisti. Non parlo ladino, ma lo capisco e loro - i negozianti - non lo sapevano...Ascoltavo, sceglievo, pagavo e ricordavo loro che senza il turismo italiano avrebbero continuato a raccogliere patate nei campi!
Le mie vacanze le passo in Valtellina a casa di mia mamma. E' vero i Valtellinesi sembrano rudi, ma avete provato a andare a Lodi o Melegnano? Forse a Milano, ma solo in certi esercizi commerciali del centro, no. E' il carattere dei lombardi.
Possiamo educarli al turismo, ma fra un esercente lecchino e un lombardo vero: preferisco il secondo!
Il problema della Valtellina, ma anche della Pianura Padana è la carenza di strade adatte alle esigenze economiche e non solo turistiche!
Mi fa ridere la Moratti con l'Expo 2015 da organizzare; liti sulle poltrone e il tempo che scorre inesorabilmente! Le gare d'appalto non si indicono con la bacchetta magica...
Le infrastrutture si realizzano in tempi biblici con costi maggiorati e noi ci sentiamo impotenti.
Credo che sia tutta una questione di mentalità.
Finchè non toccheremo il fondo non cambieremo nulla del ns. modo di pensare e di far funzionare l'Italia.
Spero in meglio.

14
Il turismo di montagna della provincia di So (e della Lombardia) E' Bormio. Non lo dicono i bormini, ma Trademark!
Aggiunto il 19.08.2008 da lillina
ANSA Valle d'Aosta Data: 07/08/2008

16:26 TURISMO:TRADEMARK;CRISI MONTAGNA,IN CALO CORTINA BENE BORMIO


(ANSA) - RIMINI, 7 AGO - Venti di crisi per la montagna italiana, dove per la stagione estiva è previsto un calo di arrivi pari al 2,1% e del 4,3% per quanto riguarda le presenze. E' quanto risulta da uno studio elaborato dalla società 'Trademark Italia' di Rimini, attraverso un questionario rivolto a oltre 475 operatori turistici dal 15 luglio al 3 agosto.

Complessivamente sono 2,5 milioni gli italiani che scelgono la montagna come meta delle vacanze estive, meno del 10% dei connazionali in ferie. Ma se crescono leggermente le giovani famiglie che scelgono la montagna per le offerte speciali, peggiora la competitività rispetto alla vacanza balneare e si salvano i weekend e le settimane centrali di agosto.

In crisi perfino la regina delle Dolomiti Cortina d'Ampezzo, tiene Courmayeur ma non Madonna di Campiglio, e in difficoltà pure Trentino e Alto-Adige. A resistere sono soprattutto le montagne piemontesi e lombarde.

In particolare secondo lo studio Trademark, a penalizzare Cortina, in Veneto, sono soprattutto le mancate scelte turistiche degli anni passati insieme all'invecchiamento delle strutture ricettive e all'assenza di dinamismo degli operatori. Si difende invece la sua grande 'rivale' in Valle d'Aosta, Courmayeur, mentre nel resto della regione la contrazione delle presenze italiane è elevata a vantaggio degli stranieri, soprattutto inglesi e francesi. Bilancio negativo in Trentino dove la perdita complessiva è stimata intorno al 10%, con una contrazione del fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Addio al 'tutto esaurito' anche in Alto Adige dove sono ancora disponibili camere per le settimane centrali di agosto, con flessione della domanda pure in Val Badia e Val Gardena dove dilaga il fenomeno del 'last minute' e la ricerca di offerte a prezzi ridotti. Non è immune da difficoltà neppure il Friuli: qui arrivi e presenze tengono, c'é attesa per agosto anche se le prenotazioni anticipate sono un lontano ricordo e anche i clienti storici prenotano ormai con sempre meno anticipo.

Piccole oasi positive sembrano essere il Piemonte e la Lombardia. Nel primo caso gli operatori piemontesi si dichiarano comunque soddisfatti di non perdere ulteriori quote di mercato, confortati soprattutto dalle presenze straniere (inglesi e tedeschi). A Bormio, nell'alta Valtellina, l'estate 2008 viene ritenuta 'positiva' perché finora sono state confermate le performance dell'anno scorso. Nel resto della Valtellina, invece, fatturati in calo soprattutto per le recenti condizioni meteo negative. (ANSA).

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Tutti insieme, possibilmente...
Aggiunto il 18.08.2008 da Marco Cavallotti
Ringrazio, in particolare, Renato Fuchs per il suo commento. Concordo e sottoscrivo. Chi dovrebbe cominciare? Io direi tutti quanti, insieme. Ma certo occorrerebbe fare molta attenzione nel momento in cui affidiamo il nostro territorio a un candidato perché lo amministri. L'importante è che sappia contemperare interessi ed esigenze, avendo presente questo grande obiettivo: far sbocciare le grandi potenzialità turistiche del nostro territorio. E ci comprendo, naturalmente, non solo tutte le produzioni tipiche, i servizi al turismo, le imprese connesse, ma anche le attività che ci sono o si vorrebbero insediare fra noi, e che non sono necessariamente devastanti e deturpanti come lo sono state assai spesso negli anni scorsi. Chi ha percorso certi distretti industriale tedeschi sa bene che molto può essere fatto, senza che l'ambiente venga per questo reso "invendibile". Come suggerisce Fuchs, è un fatto culturale al quale dobbiamo lavorare tutti, cominciando dalle scuole.

12
IL TURISMO DIVERSO
Aggiunto il 14.08.2008
Le vostre località non sono fatte per brevi week end??? cosa significa?
Dovete mirare ad un turismo diverso che infatti si sta così selezionando??? cosa vuol dire?
... a parte che di VIP la Valtellina ne ha visti ben pochi e ultimamente nessuno proprio ... e poi chi se ne frega dei VIP ... non è questo il concetto, mi pare che le sue idee siano un po' confuse ..., essere di ritorno a casa in 2/3 ore penso sia il desiderio mio e di tutti quelli che come me il lunedi mattina devono ritornare al lavoro ...ed ad un orario ben preciso ...e non siano affatto contenti di partire alla domenica sera dopo una bella giornata sulle piste e rovinarsi il loro breve .... ma bello ... fine settimana con 4/5 ore di auto per 250 KM.... e se va male stesso calvario anche all'andata .....

Quanto poi alla cementificazione dell'alta valle, è uno scempio, ma ripeto ... l'importante è incassare.... e fintanto che viene permesso .....

11
Il coraggio delle scelte
Aggiunto il 14.08.2008 da Renato Fuchs
Un grazie sincero a Marco Cavallotti ed a tutti coloro che hanno commentato le sue parole.

A mio parere uno dei problemi - e forse il maggiore - che affligge la Valtellina è la mancanza del coraggio di operare delle scelte. Cerchiamo, a tutti i livelli, di fare tutto, scimiottando chi le scelte le ha fatte prima di noi. Una località ha le piste da sci... tutti fanno le piste da sci. Un albergo ha il centro wellness... tutti fanno il centro wellness. E così via.
Senza valutare attentamente gli investimenti, i costi di gestione, le competenze necessarie.
Il risultato - non sempre, per fortuna, ma spesso - è che gli investimenti non si pagano ed i servizi sono scadenti. Di più, si rischia di penalizzare anche chi ha avuto la prima idea, con una concorrenza che finisce per puntare solo su prezzi e qualità sempre più bassi.

Dobbiamo fermarci. Capire davvero quali sono i nostri valori, farli divenire un prodotto (come ha ragione l'amico Matteo Barberi!), contornarlo di tutto ciò che necessita - cordialità, pulizia, organizzazione, segnaletica, servizi di trasporto, ecc. - comunicarlo in modo adeguato e, finalmente, metterlo a disposizione del mercato.
Ma senza voler fare tutti la stessa cosa. Tirano deve valorizzare Tirano, Bormio deve valorizzare Bormio...

Solo in questo modo potremo essere attraenti e competitivi, superando anche le difficoltà dovute ai collegamenti stradali da terzo mondo.

Ma... chi deve iniziare a muoversi? I singoli privati, le associazioni, i comuni, le comunità montane, la provincia, la regione?

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