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Pubblicato il 01.03.2012 - ore 09:36
 
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Attilio Scotti: «I vini del ghiaccio e i No Tav»

«Un modello che doveva forse essere replicato anche in Piemonte».


Attilio Scotti
Chiomonte, piccolo comune della Val Susa oggi è conosciuto come fulcro dei NoTav, o degli oppositori della nuova linea ferroviaria Torino Lione. Io nell’inverno 2008 sono stato per alcuni giorni in questo delizioso comune per conoscere dal vivo la produzione dei “vini del ghiaccio”. I grappoli stanno sulle viti fino a gennaio, gli acini si ghiacciano e poi vengono spremuti in condizione estreme: consegnano un vino “Ice Wine” che è un capolavoro, un vino da dessert unico. E Chiomonte intende diventare la capitale italiana di questi vini unici. Vorrei solo ricordare quanta povertà esisteva tra i contadini piemontesi oltre sessanta anni fa. Ricordo l'inverno del 1939 dove, da ragazzino, passai qualche giorno da parenti a Sant'Anna di Roracco (Mondovì). Alla sera, d’inverno, per scaldarsi ci si riuniva nelle stalle al lume di candele e dove le mucche consegnavano un poco di calore (la luce elettrica non era ancora arrivata). Ricordo che c‘era qualcuno, allora, che si scagliava contro i lavori di innalzamento dei tralicci nei campi per stendere i fili elettrici, gridando al pericolo. 
I realizzatori della Tav Torino Lione hanno commesso un grave errore, non spiegando alla popolazione di quelle valli tutti gli aspetti di questi lavori ciclopici, generando la paura che tutto venga stravolto e la valle diventi un deserto.
La Svizzera ed il team dei costruttori del nuovo grande traforo del Gottardo, prima di iniziare i lavori, per un anno, paese per paese - da dove inizia e dove finisce il tunnel più lungo del mondo nonché ai comuni limitrofi interessati dai lavori - hanno spiegato questa rivoluzione, i possibili nuovi scenari e ogni e qualsiasi inconveniente che sarebbe potuto nascere, discutendo, chiarendo ogni dettaglio ed apportando anche cambiamenti di lavori
esecutivi nei casi limite e consegnando rimborsi economici per inconvenienti e disagi.
Un modello che doveva forse essere replicato anche in Piemonte. 

Attilio Scotti




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