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Pubblicato il 27.09.2011 - ore 18:33
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di Attilio Scotti » Letto 293 volte
Attilio Scotti: 'Falce e carrrello, quando leggere è considerato reato''La recente sentenza mi ricorda il film del regista francese, François Truffaut, Fahrenheit 451. Ecco perché'.La guerra tra due colossi della distribuzione alimentare italiana - COOP ed ESSELUNGA - si colora a mio avviso di illiberalità’ e bavaglio alla libertà di leggere. Tutto nasce dalla pubblicazione, tre anni fa di un libro, a firma di Bernardo Caprotti patron diEsselunga, dal titolo “Falce e carrrello” ( 500 mila copie vendute) nel quale denunciava alcune presunte irregolarità da parte della Coop per contrastare aperture di nuovi supermercati Esselunga in zone e regioni controllate dalle Coop stesse. Di fronte alla denuncia della Coop che definiva il contenuto del libro "concorrenza sleale", il Tribunale di Milano ha dato ragione alla Coop accogliendo il ricorso della stessa, ordinando il ritiro del libro da ogni punto di vendita. Dal mio punto di vista, praticamente, mandarlo al rogo.
Attilio Scotti
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Mi chiedo dove sono...
Aggiunto il 29.09.2011
da Gianluca Mariani
Mi chiedo dove sono in questa occasione i difensori della libertà di stampa, quelli che urlando si stracciano le vesti per giustificare la pubblicazione e pubblicizzazione di qualunque notizia, di qualunque genere, pubblica e privata, in qualunque modo ottenuta, dicendo che "i cittadini hanno il diritto di sapere".Non sarà che questa "libertà di stampa" per questi personaggi va difesa solo quando si muove in alcune direzioni? Anch'io pensavo che le migliori penne della nostra stampa nazionale, i commentatori più assidui e in voga della televisioni, i più integerrimi difensori dei diritti costituzionali dei cittadini, avrebbero protestato, manifestato, fatto girotondi e sit-in, campagne di sensibilizzazione, minacciato di andare via dall'Italia e invece silenzio di tomba!!! Questo libro si può anche non leggere, si può mandare al macero, ne può essere vietata la ristamapa in futuro. Soprattutto perchè, da sprovveduto, mi chiedo: ma se in un libro sono elencate menzogne e falsità, un tribunale ne condanna autore e casa editrice per concorrenza sleale oppure per calunnia o diffamazione??? Mi piacerebbe sapere che ne pensano i nostri "difensori della libertà di stampa". Sempre che nel frattempo si siano svegliati. |
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