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Pubblicato il 29.04.2011
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di Attilio Scotti » Letto 336 volte
Il treno del disgustoPiccola cronaca di una disfatta alimentare.Piccola cronaca di una disfatta alimentare che si è consumata dalle ore 12,15 alle ore 13,20 sul vagone ristorante del super treno 9517 AV Freccia Rossa Trenitalia da Milano Centrale a Bologna, domenica giorno tre del mese di aprile 2011 Ore 12,15 carrozza ristorante deserta, tavoli ancora non apparecchiati, ( siamo in ritardo dice un inserviente, abbiamo avuto dei problemi) e poi mi dice che il pranzo caldo viene servito dopo Bologna intorno alle ore 13,30. Mi racconta anche se desidero degustare un piatto freddo non ci sono problemi. Ordino “prosciutto crudo e mozzarella “, e una bottiglia da 350 ml di Falanghina del Mastroberardino. Arriva un piatto con quattro fette di prosciutto crudo la cui parte grassa era involata di giallo (presentava anche una certa rancidità) tre mozzarelline ( pessime) gelatissine e quasi immangiabili, due fette di pane da toast ( freddo) flaccido e stantio. Solo dopo due richieste mi viene consegnata una bustina di olio d’oliva, sale e pepe. Chiedo il conto ( il piatto viene riconsegnato quasi integro) ricevuta fiscale n.9517/1 emessa da Treno Servizi Integrati srl Roma, via Giolitti,50 di euro 25,10 ed esattamente: servizio in sala euro 1,50, prosciutto e mozzarella euro 15, vino euro 9 . Commento: la ristorazione che viaggia precipita sempre più nella disfatta e nel ridicolo con costi allucinanti ( ex 50.000 lire) per un piatto assolutamente scadente. E su questi treni veloci viaggiano i turisti esteri ai quali si comminano piatti assolutamente indecenti e che annullano la grande gastronomia made in Italy. Ringrazio il vignaiolo Mastroberardino che con la sua eccellente Falanghina mi ha fatto rincuorare e non sprofondare nel Maelstrom del disgusto. Attilio Scotti |
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