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Pubblicato il 20.03.2011
 
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Marisa e il dito nel piatto

Marisa Fumagalli, giornalista, da anni inviata speciale del Corriere della Sera da qualche tempo dedica la sua attenzione al mondo dell’enogastronomia e tutto quello che ruota intorno, cogliendo e stigmatizzando gli aspetti, spesso buffi , contradditori e anche beceri di un mondo che è letteralmente scoppiato e diventato un variopinto circo mediatico: non passa giorno che assistiamo alle più inutili e strampalate manifestazioni enogastronomiche: dalle cene in piedi a congressi che consegnano il nulla, fiere evernisage, incontri, degustazioni, verticali,concorsi ,inaugurazioni di ristoranti, pub, bare quant’altro. Questa attenta giornalista nel numero di oggi del Corriere della Sera (sabato 19 marzo) nella sua rubrica “il dito nel piatto” dipinge con poche parole il mondo delle cene in piedi o se volete dei “party”, da lei definiti piccoli convivi.


“Pietà per gli ospiti che dovrebbero tenere in mano rispettivamente il piatto, ilbicchiere, la forchetta, il coltello: manovre da contorsionisti. I signori del catering, per favore, allestiscano tavole con cibi abbordabili, tenendo conto delnumero degli invitati, degli spazi a disposizione ( è sensato tagliare la carne suun davanzale della finestra? ) e di come sia possibile mangiare agevolmente?Modesta proposta per un menu’ casalingo ( senza coltello ): pasta corta con sugoa piacere, polpettine o polpettone ( la versione esotica a base di carne e banane è deliziosa ) pasticceria mignon".


Sono lieto che una grande comunicatrice commenti sul quotidiano più letto d’Italia lepiccole e grandi vanità, sciocchezze e facilonerie di un mondo che dovrebbe avere piùdignità e che rappresenta una grande fortuna economica nazionale. Capita spessodurante manifestazioni enogastronomiche di mangiare in piedi : recentemente ho degustato un buon risotto e un buon piatto di pasta in piedi, in piatti di plastica, forchette che si torcevano, tutti in fila, ordinatamente a prendere la razione. Come quando nella mia Milano, alla Chiesa di via Farini, sul mezzogiorno, si distribuisce il cibo caldo ai poveri ed indigenti ( con una variante, qui i piatti sono in ceramica. )


Attilio Scotti





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