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Pubblicato il 26.03.2012
 
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Ostriche e hotel a cinque stelle

Per fortuna c'è ancora una Italia diversa , dignitosa, solare, lavoratrice.

Sono i target della classe dirigente politica italiana. E buona parte dell’elite ha perso la dignità ed il piacere dell’eleganza fondata sulla sobrietà. Ricordo antichi aneddoti che raccontano di Camillo Benso Conte di Cavour, Ministro delle Finanze, che, quando lasciava gli uffici pubblici, si preoccupava di spengere la luce ed il Presidente Einaudi in una cena ufficiale disse - di fronte ad una mela - chi volesse condividerla con lui.
Adesso il Sindaco di Bari riceve come regalo di Natale quintali di ostriche (le buonissime cozze di Taranto non sono chic) e ogni anno folte delegazioni politiche di Governo, Regioni, Provincie e Comuni si trastullano in ameni luoghi su dorate spiagge oceaniche, a spese del contribuente.

Tutti i convegni importanti non si svolgono a Mortara o a Manfredonia ma a Capri o in favolose ville sui laghi del Nord, e guai a scendere in un hotel che non sia un cinque stelle lusso. Lo yacht e l’aereo privato (meglio se dello Stato) sono cose irrinunciabili.

E un tesoriere di un partito racconta di aver speso 4800 euro  per una cena per due persone a base di spaghetti con tartufo. In altri paesi questi signori sarebbero già a casa da tempo. Queste esibizioni del lusso estremo sono la prova provata della nullità di una parte della classe dirigente politica italiana che ostenta il lusso per mostrarsi superiore, cercando di nascondere il senso di stile e professionalità che non possiede.

Domenica scorsa sono stato in un'osteria in una valle valtellinese: ho degustato un ottimo osso buco in “gremolada” con polenta taragna.

Ho speso 23 euro con una bottiglia di “Inferno”.

Per fortuna c’è ancora una Italia diversa , dignitosa, solare, lavoratrice.




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