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Pubblicato il 18.06.2011 - ore 11:24
 
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Quando la tv uccide la cucina italiana

'La notte degli chef', trasmessa da Canale 5 giovedi in prima serata è stato un condensato di assurdità.

"La notte degli chef", trasmessa da Canale 5 giovedì 16 giugno in prima serata è stato un condensato di assurdità. Giovani cuochi si sono scannati tra loro in uno spettacolo che nulla ha a che vedere con la vera cucina italiana: solo superficialità condita da contorno di Vip che avrebbero dovuto aiutare gli chef a preparare i piatti ma che non sanno nemmeno grattugiare un pezzo di formaggio.

Ormai la cucina italiana è ogni giorno in TV: gare, presentazioni, rivisitazioni, concorsi e via discorrendo, con cuochi più o meno famosi che spiattellano con dovizia di particolari i loro piatti, spesso assurdi e con ingredienti che bisogna trovare con la lanterna di Diogene. Valga per tutti “La notte degli chef”, spettacolo di oltre tre ore, dove nove giovani cuochi pilotati da colleghi affermati, hanno preparato in quindici minuti un concentrato di piatti ispirati alla cucina mediterranea italiana. Purtroppo in quindici minuti si è visto di tutto, da un presentatore che saltellava da una postazione all’altra, cuochi che cucinavano in fretta incalzati dal tempo in un mare di ingredienti, passerelle di “Veline” , intralci tra cuochi e Vip: sono volate anche parole non sempre corrette, il tutto in un'atmosfera da circo Barnum.

La giuria composta da tre persone: un personaggio con in testa un cappello tra l’alpino e il tirolese, un gentile signore che sbagliava i nomi dei concorrenti. Si è salvata solo una pacata giornalista, unica a dare giudici sensati. Il tutto trangugiato in pochi minuti e con l’eliminazione in diretta di uno dei cuochi, il quale finiva alla griglia piagnucolando per l’esclusione, prontamente confortato dal presentatore Signorini. Spettacolo indecoroso per la cucina italiana. Stendiamo un velo pietoso. Mi spiace che un giovane cuoco che conosco e che anima una cucina mediterranea attenta e vivace, Antonino Messina (da circa un anno cucina a Faido presso l’Albergo Faido Ch. CantonTicino) si sia prestato a questo gioco al massacro – e proprio per le tematiche sopra esposte ha commesso atti di insofferenza -, cucinare un piatto estroso (baccalà, pesceazzurro e profumi mediterranei), ma eliminato bruscamente da un giudizio molto superficiale dal giudice con il cappello in testa.


Attilio Scotti




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