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Pubblicato il 09.04.2011 - ore 09:08
 
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Estival Jazz Lugano: La rassegna musicale modifica la sua fisionomia

Roberto dell'Ava: 'Estival Jazz è nato come autentico festival ricco di proposte, innovazione e grandi nomi'.

La rassegna musicale Open Air gratuita della Svizzera italiana da quest’anno modifica la sua fisionomia. Oltre al tradizionale Estival Jazz estivo (24,25 e 30 giugno, 1 e 2 luglio), Estival Eventi comprenderà la rassegna “Tra Jazz e Nuove Musiche”, la neonata kermesse “Aspettando Estival” in maggio, ma anche le “Estival Sessions” (il 28 e 29 ottobre al Palazzo dei Congressi) e “Estival Natale”, il tradizionale appuntamento di fine anno.

Ma veniamo alle anticipazioni cominciando da Martha Argerich (30 giugno, Mendrisio), nome di assoluto rilievo nel campo del pianismo mondiale. La grande pianista argentina esattamente dieci anni fa ha operato la scelta di Lugano quale sede del Progetto che pende il suo nome per una piattaforma di incontri, di sperimentazione e di concerti.

Sabato 2 luglio sarà la volta di un concerto molto particolare a cui daranno vita due fra le più prestigiose formazioni vocali della storia del Jazz: i Manhattan Transfer e le New York Voices. Per concludere questa tornata di anticipazioni altro nome importante è quello di Papa Wemba. Nome d'arte di Jules Shungu Wembadio Pene Kikumba, cantante zairese, oggi Repubblica Democratica del Congo.

Interessanti anche alcuni nomi collegati a Aspettando Estival, tra gli altri il pianista albaneseMarkelian Kapedani, il quartetto svizzero tutto al femminile Ratraba ed il gruppo composto da Joshua RedmanAaron Parks, e completato dalla sezione ritmica che vede Matt Penman ed Eric Harland.

Estival Jazz è nato come autentico festival ricco di proposte, innovazione e grandi nomi. Con il tempo poco a poco le cose sono cambiate: ora, abbandonata la ricerca e la qualità ci si è spostati su un più facile etno-pop.

Il jazz è quasi estinto a Lugano, al suo posto musiche e musicisti molto più digeribili ma anche molto meno memorabili. Una involuzione che riguarda purtroppo molti altri grandi festival, probabilmente frutto di pressioni degli sponsor.

Certo i numeri confortano queste scelte, d'altronde è risaputo che la qualità non va d'accordo con la quantità, ma da diversi anni il cartellone di Lugano, nonostante i comunicati trionfalistici, è di desolante pochezza.  



Roberto dell'Ava





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