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Pubblicato il 20.02.2011 - ore 16:15
 
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Mirabassi e Guinga ammaliano il pubblico di Morbegno

Roberto dell'Ava: 'Il duo funziona a meraviglia, i meccanismi ben oliati, le sfuriate del clarinetto assolutamente pertinenti'.

Mirabassi
Concerto intenso, ricco di classe e di anima quello di sabato 19 febbraio alle 21.15 all’Auditorium S.Antonio di Morbegn, che ha visto protagonista il duo italo-brasiliano composto da Gabriele Mirabassi e Guinga. Un set basato sulle composizioni del chitarrista di Rio de Janeiro, con Mirabassi nel ruolo di solista sospinto e sostenuto dagli arpeggi della chitarra acustica elettrificata.

Musica che trae ispirazione dalla grande tradizione brasiliana e da tutte le sue declinazioni, dal samba al choro, con inusuale (per noi) protagonista il walzer. Le radici popolari della musica del duo sono rese più appetibili per un orecchio europeo da un approccio libero e svincolato dal canto, pur mantenendo sostanzialmente la forma canzone. Mirabassi apporta una carica di improvvisazione e di sperimentazione, ma l'ancoraggio ritmico e la facilità strumentale di Guinga sono impressionanti. Due virtuosi dei rispettivi strumenti che si mettono al servizio del dialogo e della musica e non della tecnica  fine a se stessa, coinvolgendo rapidamente il pubblico in una proposta tutt'altro che semplice  senza il supporto ritmico delle percussioni.

Guinga e Mirabassi.
Il duo funziona a meraviglia, i meccanismi ben oliati, le sfuriate del clarinetto assolutamente pertinenti ed inserite nel contesto della musica sud-americana. Mirabassi si agita e si contorce dando un visivo e netto spessore fisico e corporeo alla sua performance, mentre per contrasto Guinga arpeggia apparentemente impassibile e immobile.

E' cosi' anche durante il meraviglioso tema che il chitarrista esegue in solitudine, un walzer antico e d'autore che ammalia e seduce il pubblico presente.

Rapidamente è trascorsa un'ora e mezza, con un paio di bis che hanno visto una magistrale versione per solo clarinetto di Besame Mucho e Guinga esibirsi in un brano cantato, pieno di riverberi e prodigo di emozioni.

Un concerto da ricordare premiato anche da un soddisfacente successo di pubblico, caldo e attento e pronto anche a cantare una versione brasiliana di Senza Fine che un appagato Guinga ha praticamente imposto a Mirabassi. 


A cura di Roberto dell'Ava






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