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Pubblicato il 11.10.2004
 
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DOMENICO BASSI (1834-1913)

Fu un celebre attore di teatro.

Antonio Domenico Nicolao Bassi.
Antonio Domenico Nicolao Bassi (questi tutti i suoi nomi) nacque il 9 maggio 1834 a Chiavenna e fu battezzato in San Lorenzo il giorno dopo. Suo padre Valentino, di Senigallia (Ancona), si conquistò fama di attore brillante e di caratterista. Anche la madre, Adelaide Pasquali di Palmanova, figlia di un modesto capo-comico, era attrice. I due - definiti comici nei registri chiavennaschi -si erano sposati il 29 settembre 1830 a Locarno. Non e dato sapere come fu che i due capitarono a Chiavenna. Nei registri sono detti «ora abitanti in Chiavenna». Il che fa pensare a qualcosa di più che gente di passaggio e quindi all’esistenza di un teatro dove i due attori avrebbero lavorato, anche per un periodo breve. Ad ogni modo Valentino, unitosi in società con L. Preda, marito della cognata Amalia Pasquali, fu con lui caratterista dal 1847 al '56. II figlio Domenico, dopo studi di pittura all’accademia Albertina di Torino e dopo alcune sfortunate esperienze teatrali, entrò nel 1856 nella compagnia del padre, ricoprendo ruoli tragici, drammatici e brillanti. Tra questi ultimi e rimasta memorabile la sua interpretazione nelle farse «In maniche di camicia», «La figlia del primo letto», «II campanello dello speziale». Il suo repertorio comprendeva «Il diplomatico senza sapere di esserlo» di A. E. Scribe, «II vecchio caporale » di Ph. Dumanoir e A. Dennery (con il ruolo di prota-gonista), «La signora delle camelie di A. Dumas figlio, «Otello» e «Amleto» di W. Shakespeare. Scioltasi per fallimento nei 1859 la compagnia del padre, Domenico entrò l'anno dopo in quella di Francesco Sterni e successivamente, dal 1861 al '66, nella compagnia del teatro dei Fiorentini a Napoli, diretta da A. Alberti e composta dal migliori esponenti del teatro italiano: T. Salvini, F. Sadovsky, A. Majeroni. Fu quindi, fino al 72, con A. Morelli, P. Marchi e L. Monti, considerato il più applaudito brillate d'Italia; fino al 76 con L. Bellotti-Bon, fino al 1882 con G. Pietribont, fino al 1885 con A. Maggi, sempre in ruoli brillanti che lo resero famoso. Scrive Ada Zapperi, che ha curato la voce nel «Dizionario biografico degli Italiani» (Roma 1965): «Noto per l’avversione a ogni testo drammatico in versi, il Bassi affidò la sua forza di attore di sicura comicità alla sua arguzia e alla sua capacità d'improvvisazione, che non gli impediva d'imparare le parti a memoria, al punto di poter recitare molte volte senza suggeritore. Egli possedeva, inoltre, una particolare disposizione per i dialetti e per la lingua francese, la perfetta conoscenza della quale gli permise di tradurre o ridurre per il suo pubblico non poche farse e commedie». Ebbe notevole successo nelle parti di Flaupin nei «Nostri buoni villici», di Prospero in «Zampe di mosca» di V. Sardou, di Metzburg nel «Ridicolo» di P. Ferrari, oltre che nelle parti di Grele-font e di Grafiigny, dove non ebbe rivali. Egli stesso fu autore di monologhi come «Abusi» (1892), di farse come «Gli affari prima di tutto» (1878), «La cena di Don Giovanni» (1882), «Scarpe grosse e cervello sottile» (1889). Nel 1885 si ritirò dalle scene, ottenendo la gestione del teatro Carignano di Torino. L’anno dopo fondò la scuola di recitazione «Maria Laetitia», dal nome della duchessa d'Aosta, da cui in otto anni di vita uscirono moltissimi attori, alcuni di notevole livello. Al 1893 data l’iscrizione del Bassi all'anagrafe di Torino, dove abitò con la moglie Ersilia Chioldi al n. 2 di piazza Vittorio Emanuele I. Nel 1900 uscì a Torino una sua «Raccolta di pensieri sull’arte teatrale con aggiunta di aneddoti, papere e profili». Domenico Bassi mori a Torino il 16 dicembre 1913.




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