Nella seconda metà dellOttocento Francesco Prevosti fu il pittore più attivo in Valchiavenna (1832-1899), legato alla tradizione e alla rappresentazione oleografica, autore di vari ritratti a olio su tela e contemporaneamente fotografo. Ha lasciato opere in varie chiese: a San Guglielmo, San Giacomo Filippo, Savogno, Bette, nellex chiesa di San Giovanni allArchetto di Samòlaco e presso la collegiata di Chiavenna. Altre sono in case private, come i ritratti di famiglia e gli affreschi sulle facciate. Tra questi ultimi va segnalato quello del Pasquarèl in piazza San Pietro a Chiavenna, a lato di una dolce Madonna con bambino. Si racconta che sulle panchine di quella piazzetta fossero solite vendere fascine le ragazze di Lòttano e di Uschione, per cui un vecchietto di Prata detto Pasquarèl, che abitava in una casa che dava sulla piazza, soleva stare ore e ore alla finestra. Fu così che il Prevosti, proprietario della stessa casa, pensò di immortalare luomo affacciato a una finta finestra.
Del Prevosti lo storico don Pietro Buzzetti racconta un altro gustoso aneddoto. Chiamato a dipingere due affreschi nella chiesa di Portarezza di Campodolcino, i fabbriceri tirarono sul prezzo: il pittore riuscì almeno a ottenere il pagamento anticipato, adducendo di dover comprare il materiale occorrente, e in men che non si dica portò a termine il compito. Alle proteste dei committenti per la scarsa qualità dellopera, pronta fu la risposta del Prevosti che, essendo spesso impegnato in chiese, aveva imparato un po di latino maccheronico: Qualis pagatio, talis lavoratio.