Fu un sacerdote e un diligente raccoglitore di memorie.
Lo stemma di Chiavenna.
Gian Giacomo Macolino nacque il 14 dicembre 1653 a Chia-venna, ultimo di undici figli, da Antonio di Campodolcino e da Anna Cantoni di Mantello, dove si erano sposati nel 1637.
La famiglia Macolino è originaria di Gualdera presso Fracìscio, oggi in comune di Campodolcino. I primi di questa famiglia compaiono a Chiavenna nel 1606, ma già cè n'era-no a Mese e a Rebbia sopra S. Cassiano. L'ultimo Macolino a Chiavenna nacque nel 1834.
A Como, probabilmente al collegio Gallio, compì gli studi di umanità e retorica, laureandosi in teologia presso il collegio « De propaganda fide » a Roma, dove risedette per molti anni. Ordinato prete, dal 1681 al 1703 fu vice parroco a S. Giacomo, dove promosse opere di restauro alla chiesa, donando tra l'altro l'altare maggiore in legno intagliato e dorato. Nel 1683 sistemo le reliquie di san Guglielmo in due nuovi reliquiari, uno dei quali fu donato da lui stesso; in-grandì il cimitero, innalzandovi al centro una grande croce in legno. Nel 1688 fece costruire a sinistra della chiesa la cappella del crocefisso. Infine, nel 1700, commissionò un dipinto sulla parete interna della facciata della stessa chiesa.
Nel 1703 era gia canonico nella collegiata di S. Lorenzo in Chiavenna, dove rimase fino alla morte. Venne pure nomina-to protonotaro apostolico. Nel secondo semestre del 1704 fu delegato provvisoriamente a Campodolcino: il tempo per promuovere una colletta per il nuovo altare in legno della cappella del crocefisso nella chiesa di S. Giovanni Battista e per benedire due nuove cappelle nella chiesa di S. Sisto. Nel primo semestre del 1705 fu parroco delegato a Gallivaggio, e anche 1ì curò il rifacimento della strada di accesso al san-tuario, contribuendovi personalmente.
Mori il 1° settembre 1714 nella canonica di S. Lorenzo per emorragia cerebrale e fu tumulato il giorno dopo nel sepolcro dei preti in S. Lorenzo. Aveva 60 anni. A lui e dedicata a Chiavenna una via del centro storico. II nome del Macolino è passato nella storia chiavennasca per le pubblicazioni di argomento locale. Nel 1686 uscì « Chiese Della Valle di S. Giacomo Contado di Chiavenna Descritte secondo il stato presente da P. D. Gio: Giacomo Macolini V. Parocho di S. Giacomo nella prefata Valle. In Milano per Carlo Federico Gagliardi ». Le fonti furono tratte dallarchivio parrocchiale di S. Giacomo e dalla viva tradizione orale. Il libretto di 84 pagine appare condotto con un certo rigore, non tanto di contenuto, quanto di metodo, riportando in calce le citazioni delle fonti con discreta esattezza. Nello stesso anno pubblicava « Historia Della Miracolosa Apparitione di Maria Vergine In Gallivaccio nella Valle di S. Giacomo, scritta ... da D. Gio: Giacomo Macolini V. Parocho di S. Giacomo nella prefata Valle. In Milano per Carlo Federico Gagliardi ». Nelle 100 pagine, divise in quattro capitoli, si parla dell'apparizione, delle chiese, della devozione mariana e delle grazie ricevute. Quest'ultimo argomento fa la parte del leone. Furono consultati per la stesura l'archivio parrocchiale di Gallivaggio e le tavolette con epigrafi e le statue votive di cera, gia appese alle pareti del santuario.
Nel 1707 e la volta dellopera per cui il Macolino e più noto e citato: « Diario sacro perpetuo, Che contiene le feste mobili del Signore, e le fisse de Santi, loro sacre Reliquie, le Stazioni Capitolari, fonzioni sacre, divozioni, Processioni, esposizioni del Venerabile Disposte nei propri giorni, e praticate fuor per l'anno nelle Chiese del Borgo, e Contado di Chiavena. In Milano nella Stampa di Carlo Federico Gagliardi ». L'opera, di ben 382 pagine, scritta tra il 1700 e il 1706, contiene notizie storiche di chiese e cerimonie locali.
Quando queste non c'erano, dovendo riempire ciascun giorno dellanno, riporto dei cenni, più o meno autentici, sulla vita dei santi. Le notizie storiche sono state desunte dagli archivi capitolare laurenziano di Chiavenna, parrocchiale di S. Giacomo e del convento cappuccino di Chiavenna, oltre che dalla tradizione orale.
Nel 1708 uscì un'altra sua opera su Gallivaggio, assai più ampia della precedente: « Istoria della miracolosa apparizione di Maria Vergine In Gallivaccio Valle San Giacomo Contado di Chiavena Dominio delle Eccelse tre Leghe de DD. Griggioni, Con la sovversione deplorabile del nobile Borgo di Piuro. In Milano Nella Stampa di Carlo Federico Gagliardi ». Nei 20 capitoli, divisi in due libri, per complessive 308 pagine, e contenuta la descrizione geografico - ambientale della val S. Giacomo, dellapparizione, dei miracoli e delle grazie, della devozione mariana, dei successivi templi, delle reliquie, delle frane in zona. L'ultima parte è dedicata a un argomento piuttosto peregrino e lontano dal tema: la catastrofe di Piuro e l'elenco di quegli arcipreti. Risultano consultati gli archivi parrocchiali di S. Giacomo e di Gallivaggio, oltre alle iscrizioni votive. Per Piuro il Macolino ebbe la fortuna di avere tra le mani documenti dell'archivio di Prosto, passatigli da un canonico. Questa nuova opera su Gallivaggio nacque, come le precedenti, dalla devozione alla Madonna, ma anche per completare le notizie e per esporre 1'argomento in uno stile più piano e chiaro.
Infine, compariva un'altra volta nel 1712 il «Diario sacro perpetuo». Stessa tipografia, stesse pagine, stesso formato, carta e stampa. Appare solo cambiata la dedica all'inizio. E non si tratto di una ristampa, ne tanto meno di una nuova edizione. L'autore, per vendere le copie del 1707, ancora in giacenza, sostituì il primo fascicoletto di otto fogli con un altro equivalente, con nuova data, e nuova persona in dedica; per esigenze di legatura furono ricomposte e ristampate anche le pagine di introduzione. Gli scritti del Macolino sono una miniera di notizie storiche, soprattutto per quanto riguarda ufficiature e consuetudini religiose, fatti prodigiosi, scoscendimenti, reliquie. Se non ebbe il rigore scientifico dello storico, fu pero un diligente raccoglitore di memorie, per dirla con il Crollalanza, soprattutto di quelle relative ai suoi tempi, di cui fu testimone fedele e attento.