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Pubblicato il 25.10.2004
 
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GIOVANNI BATTISTA CROLLALANZA (1818-1892)

Fu un importante storico e scrittore.

Giovanni Battista Crollalanza.
Giovanni Battista Crollalanza nacque il 19 marzo 1819 a Fermo nelle Marche, dove il padre Pietro, che aveva sposato Eufrosina Ricci, si era trasferito da Chiavenna, in seguito agli eventi di fine 700. La famiglia Crollalanza pare fosse originaria di Milano, Giovanni Alboino, che partecipò alla seconda crociata, fu soprannominato Crollalancia per la sua abilità. II figlio Cristoforo si sarebbe stabilito a Piuro dopo la distruzione di Milano del 1162. I Crollalanza si diramarono poi a Chiavenna, in Sicilia, a Piacenza, a Danzica, a Genova e a Gratz. Indirizzatosi allo studio della storia, Giovanni Battista la insegnò in vari istituti italiani. A Carpi fondò il collegio principe Umberto, divenendo poi direttore del collegio nazionale di Imola. A Fermo fondò nel 1874 il «Giornale araldico», a Pisa nel 1875 «Accademia araldica», nel 1879 «Annuario della nobiltà italiana». Morì a Pisa, dove risiedeva da 17 anni, il 18 marzo 1892. Era cavaliere Mauriziano della corona d'Italia, cavaliere di S. Marino e commendatore Bali del santo sepolcro. Nel 1855 dal matrimonio del Crollalanza con Maria Ginanni di Ravenna era nato a Fermo il figlio Goffredo, che successe al padre nella direzione delle riviste da lui fondate e lasciò una vasta enciclopedia araldico-cavalleresca (1876-7). Segretario dell’Accademia araldica italiana, visse molti anni in Francia come giornalista e autore di romanzi. Morì a Bari il 17 gennaio 1905. Se ne parla qui perché lasciò un breve ma accurato libretto su «Notizie storiche del santuario di Maria Vergine di Gallivaggio nel contado di Chiavenna» (Imola, tip. Galeati, 1872, pp. 60), pubblicato a soli 17 anni e dedicato al padre. A Giovanni Battista Crollalanza si deve una dozzina di opere di argomento storico-genealogico, araldico e biografico, oltre a «I conti Balbiani di Chiavenna e loro diramazioni» (Pisa1878), cinque volumi di storia militare, tre di poesie, due di canti popolari, poi tragedie, studi di grammatica e letteratura francesi, un'enciclopedia contemporanea e un giornale di filologia. Rimangono inoltre alcuni inediti di argomento storico e genealogico. Uno, «Notizie storiche sulle chiese, collegiate, confraternite, ordini religiosi ed ospedalieri del contado di Chiavenna» (1864) è presso la Biblioteca capitolare laurenziana di Chiavenna. Ma Topera per cui il Crollalanza e da noi più noto e la « Storia del contado di Chiavenna», pubblicata a Milano presso Serafino Muggiani uscita anche a fascicoli, presso la tipografia Giovanni Ogna di Chiavenna nel 1898, con una ventina di fotografie, nuove note e appendici di Ulrico Martinelli sui fatti di Verceia nel 1848 e di M.G. sui crotti di Pratogiano, sulla Valcondria e sulla Caurga. Nel 1970 Teditore Forni di Bologna ha ristampato la prima edizione. E lo meritava, perché, nonostante sia passato più di un secolo, la «Storia del contado» rimane ancor oggi per diversi aspetti valida sintesi organica della storia valchiavennasca, costruita su documenti di prima mano, molti dei quali sono oggi presso l’archivio di Stato di Como nel carteggio Crollalanza. A lui e dedicata una piazza nel centro di Chiavenna.




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