Giovanni Battista Tognoni nacque il 20 marzo 1709 a Dalò, località oggi disabitata sull'altura tra Chiavenna e S. Giacomo Filippo, da Giovanni Battista e da Caterina Tognetti di Uggia, e fu battezzato quattro giorni dopo a S. Giacomo.
Nel 1733 era sacerdote e dottore in teologia. A S. Giacomo aiutava il vice parroco Carlo Giuseppe Pini e il coadiutore Guglielmo Gianotti. A quello stesso anno data un suo calice in argento cesellato, conservato nella sacrestia della chiesa. Per la prima volta nel 1736 risulta vice parroco di S. Giacomo. Durante la visita pastorale del 1742 il vescovo Paolo Cernuschi gli concedeva il titolo « ad personam » di prevosto e, qualche mese più tardi, l'uso del rocchetto. Doveva godere la stima di molti in valle se nel 1769 ricorsero a lui da Campodolcino per un parere su una controversia.
Nei primi mesi del 1778 inoltrò al ministrale di valle una diligente « Informazione », conservata nell'archivio parrocchiale di Campodolcino, in cui dimostrava l'autonomia delle chiese di S. Giacomo e di S. Guglielmo dalle altre della valle.
Mentre era vice parroco a S. Giacomo, nel 1737 fu innalzato il campanile di S. Guglielmo e nel 1745 si fece installare in quella chiesa un nuovo altare maggiore in marmo. Dopo il 1761 si rifece e si ingrandì labside della chiesa di S. Giacomo.
L'8 aprile 1778 Giovanni Battista Tognoni morì nella casa parrocchiale e fu sepolto il giorno dopo in chiesa, nella prima metà a destra, come testimonia una lapide a pavimento. Aveva 69 anni.
L'annunciata incoronazione della statua della Madonna di Gallivaggio per mano del vescovo Cernuschi, nel 250° anniversario dellapparizione, doveva essere ben presente al Tognoni quando decise di scrivere il suo unico libretto. Le opere del Chiaverini e del Macolino su Gallivaggio dovevano essere ormai esaurite. Era utile riproporre un'opera che nefosse una sintesi aggiornata, Così nel 1742 uscì il volumetto, a carattere devozionistico, senza pretese di critica e di metodologia scientifica: << Apparizionc miracolosa di Maria Vergine in Gallivaccio Nella Valle di San Giacomo Contado di Chiavenna; scritta in compendio da Giambattista Tognone Dottore di Sagra Teologia, e Parroco di San Giacomo nella medesima Valle. In Milano, MDCCXII. Nella Regia Ducal Corte, per Giuseppe Richino Malatesta Stampatore Regio Camerale. Con licenza de' Superiori ». Le 72 pagine, divise in cinque capitoli, riguardano lapparizione, preceduta da una breve descrizione geografica e da alcuni cenni storici, la costruzione del primo santuario, i miracoli, il sasso dell'apparizione e la statua della Madonna, la bibliografia e alcuni documenti Sulla storia del santuario.
Per la compilazione dellopera furono consultati, forse non di persona, gli archivi parrocchiali di Gallivaggio e vaticano di Roma, oltre agli ex voto appesi in santuario.
A quello che gia avevano scritto su Gallivaggio il Chiaverini e il Macolino, il Tognoni poco aggiunse di suo: praticamente aggiornò solo lelenco del miracoli, su segnalazione del parroco del santuario. Ma si Tratta ugualmente di un'opera diligente di riassunto delle due precedenti, con un periodare meno enfatico e piu scorrevole, degna di menzione in questa sede, perchè tra le prime della storiografia valchiavennasca.