Cerca in VAOL nel web
 
Prima pagina Colico Mandello Lario Occidentale Valchiavenna Morbegno Bassa Valle Sondrio Valmalenco Tirano Aprica Bormio Livigno Bregaglia Poschiavo
CRONACHE ATTUALITA' ECONOMIA POLITICA SPORT CULTURA E SPETTACOLI TUTTO TURISMO FUORI VALLE CINEMA COMUNI
photo gallery video gallery bacheca blog webcam foto del giorno wallpaper sondaggi newsletter link utili Casa.it

Pubblicato il 23.08.2004
 
Letto 5999 volte

Condividi Facebook Twitter Friendfeed


GIOVANNI BERTACCHI (1869-1942)

Giovanni Bertacchi.
Giovanni Bertacchi nacque a Chiavenna il 9 febbraio 1869 da Giuseppe e Teresa Morelli. Il nonno del poeta, che si chiamava pure Giuseppe, si era trasferito a Chiavenna da Tremezzo nei primi decenni dell'800, mentre la madre, di Bette, aveva una drogheria sotto l'abitazione nella piazza principale, oggi intitolata al poeta. Dopo gli studi elementari a Chiavenna e medi al collegio Gallio di Como, Giovanni nel 1892 si laureò in lettere all'Accademia scientifico letteraria di Milano con una tesi sulla "raccolta giuntina in rime antiche". Nel 1888, studente 19enne, stampava alla tipografia Ogna di Chiavenna la prima raccolta di poesie, "Versi", di intonazione carducciana, sotto lo pseudonimo di Ovidius. Entrò come insegnante al ginnasio Parini di Milano, con sede nel collegio Longone. Coprì poi la cattedra di letteratura al liceo Manzoni, sempre a Milano, fino al 1915. Nel 1895 era uscita la sua raccolta più nota, "Il canzoniere delle Alpi": un cantico spesso nostalgico dedicato alla sua terra natia. Tre anni dopo è la volta dei “Poemetti lirici”, presso Sonzogno, con accenni sociali nell’esaltazione del lavoro e delle città operose e nel tentativo di conciliare positivismo, socialismo e mazzinianesimo. Nel 1898, dopo l’insurrezione di Milano, lasciò la scuola rifugiandosi nella Bregaglia svizzera. Nel 1903 uscirono le “Liriche umane” con i “Poemetti lirici”. Nel 1905 apparvero “Le malìe del passato” e nel 1906 “Alle sorgenti”. Nel 1912 è la volta di “A fior di silenzio” e quattro anni più tardi, dopo aver raccolto numerosi riconoscimenti, Bertacchi veniva chiamato alla cattedra di Letteratura all’Università di Padova. Nel 1921 pubblicò “Riflessi di orizzonti”. Con l’avvento del fascismo si fece silenzio attorno a lui. Nel ’29 usciva l’ultima raccolta, “Il perenne domani”. Ritiratosi nel 1936 dall’insegnamento, morì il 24 novembre del 1942 nella casa di Brugherio, a Milano. È sepolto nel cimitero di Chiavenna, in un sarcofago realizzato da Enrico Pancera, sotto la rupe, al secondo ripiano a sinistra.




  0 commenti    
  Le notizie più lette