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Pubblicato il 19.07.2004
 
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PONZIANO TOGNI (1906-1971)

Ponziano Togni.
Ponziano Togni nacque l’8 febbraio 1906 a Piuro, dove i genitori – Vittore, proveniente da San Vittore in Mesolcina, e Giuseppina Vanossi, di origine chiavennasca – avevano una fabbrica: il birrificio Riva Mattoi Vanossi. A Chiavenna, dove la famiglia si trasferì qualche anno dopo, Ponziamo – quarto di 12 figli – trascorse l’infanzia e frequentò le elementari. Passò poi come convittore al collegio arcivescovile di Saronno dove frequentò l’istituto tecnico. Al termine si iscritte all’iscrisse al liceo artistico all’accademia di Brera e alla scuola superiore di architettura, sempre a Milano, diplomandosi ne l 1930. Fu per qualche mese presso lo studio di un archetto milanese, ma non era il suo posto. Lasciò la città per seguire la sua arte: la pittura. Anche un parente di sua madre, Matteo Vanossi, morto a Chiavenna una quindicina di anni prima che Ponziano venisse al mondo, faceva il pittore ed era stato allievo dell’Hayez. A Madesimo, dove la famiglia Togni aveva una casa, Ponziano incontrò la compagna della sua vita, Bianca Dagnino, genovese. Dal matrimonio nacque una figlia, Gioia. Il Togni amò viaggiare: fu per due volte in Africa, fu negli Stati Uniti e girò l’Italia. Si stabilì a Firenze dove nel 1937 conobbe il pittore Pietro Annigoni. Abitò anche a Poschiavo e per molti anni a Zurigo. Piacevole era per lui il ritorno nella casa dei suoi, a piazza Castello a Chiavenna, dove aveva carissimi amici. Ponziano Togni morì il 10 giugno 1971 a Bellinzona, all’età di 65 anni. Riposa in quel cimitero di San Vittore, dove anni prima egli aveva eseguito un affresco di “Resurrezione”. Ponziano Togni ha sperimentato le tecniche più varie: oli, tempre, affreschi, acquerelli, disegni a matita, pennello e china, incisioni su rame, in ciascuna delle sue opere egli rivela l’amore per la vita e il sicuro possesso dei mezzi per esprimerla. Molte le mostre, a partire dagli anni Trenta. Le sue opere con in moltissime collezioni private e in numerosi musei europei, oltre agli affreschi su palazzi, scuole e chiese della Svizzera, dell’Italia e dell’Africa. Piace ricordare la tela a olio “le tre vecchie”, eseguita nel 1938 e ispirata a una tipica stua chiavennasca.



a cura di Guido Scaramellini

Centro studi storici Valchiavenna - www.clavenna.it





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