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Pubblicato il 15.02.2005
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A PROPOSITO DI CHIAVENNESE...

Negli ultimi giorni una notizia ha sconvolto la fin troppo tranquilla vita dello sport chiavennasco: la crisi della Chiavennese. Da sportivo, frequentatore del campo sportivo (anche se da poco più di un anno sono stato adottato da Modena), ex giocatore e collaboratore ad inizio stagione (come preparatore atletico), sento di poter dire la mia. A dir la verità ci sarebbe molto da scrivere, non solo in relazione a questa vicenda, ma anche a proposito di discutibili atteggiamenti che parecchi dirigenti e giocatori assumono ormai da anni. Ma questo è il mondo del calcio. Purtroppo vedere giocatori che fumano spensieratamente prima di entrare negli spogliatoi e che non hanno molta voglia di allenarsi è una consuetudine acquisita a molti livelli di gioco. Manca anche il minimo rispetto degli ambienti di gioco, dell’arbitro e dell’avversario. Questo però mi dispiace, non è sport, o almeno non è lo sport che piace a me. Volete degli esempi? Ho visto con i miei occhi una rissa tra un allenatore delle giovanili della Chiavennese e l’allenatore di una squadra avversaria. Proprio di fronte ai bambini: proprio un bell’esempio per degli aspiranti campioni! Ho visto anche degli spogliatoi distrutti dopo un sconfitta. Provate poi ad andare a vedere una partita…e magari contate le imprecazioni contro arbitro e avversari…scommetto che rimarrete esterrefatti come lo sono rimasto io! Non ci siamo proprio, soprattutto se si confronta tutto ciò con l’atmosfera magica che si respira in altre discipline, veramente sportive. Poi viene il desiderio di emulare le gesta e gli atteggiamenti dei campioni ammirati in televisione. Si copia il bello e il brutto di Milan, Inter e Juve, dimenticandosi di non avere capacità e conoscenze tecniche paragonabili a quelle dei professionisti del calcio. Non ci si può improvvisare professionisti e men che meno dare all’esterno la sensazione di esserlo. L’abito non fa il monaco!! Sapete, guardando il calcio della nostra città dalle pagine dei giornali locali, uno si immagina un’organizzazione impeccabile fatta di persone appassionate fino all’inverosimile con una gran voglia di tenere alto il nome della società. Poi però, avvicinandosi un po’ di più, troviamo degli strani giri di soldi, si parla di premi partita, si vedono personaggi che uniscono l’impreparazione tecnica (che ci può anche stare) con l’arroganza e la maleducazione tipica di chi non sa vedere poco più in la del proprio naso. Questi famigerati soldi giustificano arroganza e superbia? La mia risposta è un secco No. E non venitemi a raccontare che anche nelle altre società di fa così…verissimo, ma se tutti si buttano dal 23esimo piano io non lo faccio di certo! Con questi presupposti una crisi nei rapporti all’interno della società è assolutamente prevedibile, e non credo che ci sia una colpa da imputare all’attuale dirigenza o agli allenatori. Si era seduti su una mina, prima o poi sarebbe scoppiata. Ciò che fa dispiacere davvero è vedere che molti ragazzi rischiano di rimanere senza allenatore e comunque vivranno in prima persona gli effetti di questa crisi che di sportivo non ha proprio niente. Bisogna pensare soprattutto a loro, non solo al mero orgoglio personale. Spero che almeno per una volta si cominci a ragionare da sportivi e si pensi solo al bene dei ragazzi. Qualche presupposto c’è, l’ho intravisto nella mia esperienza da preparatore, a fianco di mister Togni. Negli occhi di qualcuno ho scorto passione vera e voglia di sacrificarsi, pensando solo a svolgere al meglio i proprio compiti. Da innamorato dello sport mi auguro che questa crisi si possa risolvere veramente, a partire da chi è mosso da una reale e grossa passione. Speriamo.




  14 commenti    
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CONCORDO
Aggiunto il 06.07.2005 da Davdie Della Bella
Ho letto attentamente i vari messaggi di questa discussione e faccio i più sinceri complimenti al signor Angelinetta per tutte le argomentazioni pienamente sensate, cosa che non avevo del tutto apprezzato in altri "forum" a cui aveva preso parte... Saluti

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RIGRAZIAMENTI
Aggiunto il 01.03.2005 da Maurizio
Io che non conosco il mondo del calcio e non conosco il mondo dell'atletica e dello sport in generale ringrazio il Sig. Luca Del Curto (che non conosco) per la pacatezza dei toni usati a sostegno della propria opinione. Vorrei seminare un dubbio ...... ma che sia (la pacatezza o la non pacatezza) rappresentativa del mondo sportivo a cui si appartiene??

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NESSUN PROBLEMA
Aggiunto il 01.03.2005 da paolo angelinetta
A quanto pare eravamo partiti da una approfondita disanima di tutti i mali del calcio con la quale venivano elencate una serie di nefandezze tipiche e proprie di questo ambiente ( basta rileggere l'articolo di Del Curto e il mio primo intervento ) e siamo rimasti con : - I toni agonistici accesi del calcio che, pur tentato di mitigare e di spiegarne la natura, era l'unico aspetto su cui davo in parte ragione a Del Curto ; - Il sottoscritto che non usa toni pacati Che altro? Scusatemi tanto se ho usato toni "non pacati"!!!! Non credo affatto di essere stato offensivo nei confronti di alcuno; mi sono limitato a difendere con vigore uno sport che mi ha dato molto e cui credo di aver dato altrettanto e, soprattutto, tentando di dare motivazioni, condivisibili o meno, alle mie argomentazioni. Dall'altra parte continuo a leggere interventi che si limitano a giudicare da fuori ; giudizi che devono essere ritenuti validi a "prescindere" . Credo che saprei usare altrettanta pacatezza se mi mettessi "da fuori" a giudicare, senza peraltro essere richiesto di argomentare granchè e senza preoccuparmi di fornire la mia identità all'accusato. Alla prossima !

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PER CONCLUDERE
Aggiunto il 28.02.2005 da luca del curto
Ognuno ha le sue idee, che vanno rispettate. L'evidenza dei fatti è un altra cosa...e forse può dar fastidio che il calcio abbia un po' perso la bussola, a partire dai livelli più alti fino purtroppo ai dilettanti e persino ai giovani. Il mio è un invito a riflettere su questa EVIDENZA, per magari riuscire almeno ai livelli più bassi a cambiare direzione, basandosi sulla passione e l'amore per lo Sport, quello vero, dove i praticanti si rispettano e sanno controllare l'agonismo. Non è certo una questione di contatto fisico. Avete mai visto dei giocatori di rugby imprecare contro l'arbitro oppure dar vita ad una rissa? Senza parlare del "terzo tempo" che i rugbysti disputano altrove....con gli avversari...al tavolo di un buon ristorante, per condire con ottime pietanze lo spirito sportivo. Eppure nel rugby il contatto fisico e l'agonismo sono a livelli altissimi, o mi sbaglio? Specifico per l'ennesima volta che con ciò non intendo dire che da una parte sono tutti angeli e dall'altra tutti diavoli. Lasciamo stare il discorso sui singoli, quindi, ma guardiamo le cose dall'alto, se si vuole davvero il bene dello sport e si vuole uscire da questa situazione. Un ultima nota: mi piacerebbe vedere una campestre, non con i cento giocatori più focosi, ma con i 100 dirigenti più truffaldini....sarebbe uno spettacolo un po' macabro, ma indubbiamente istruttivo e interessante per psciologi e studiosi dei mali della nostra società...e magari con qualche talgio di percorso si assisterebbe anche a prestazioni di un certo livello....

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INCREDIBILE
Aggiunto il 28.02.2005 da paolo angelinetta
Concordo sul fatto che le idee altrui debbano essere rispettate .....siamo in democrazia, dicono,quindi ciascuno può liberamente ragliare il proprio parere. A me danno fastidio le censure fondate sulle banalità, il portare esempi sempre fondati sui luoghi comuni ( oppure il del curto è un profondo conoscitore del mondo del rugby oltre che del calcio ? ). Se ritieni che il calcio abbia perso la bussola , libero di crederlo ; personalmente ritengo che abbia perso un pò di spettacolarità , quella componente di questo sport piu' strettamente riferibile all'aspetto ludico ( ti rammento che la Federazione, FIGC, contine nella sua sigla la terminologia Giuoco del Calcio) . Sui motivi di tale" impoverimento" mi sono fatto in questi anni una precisa idea che riguarda la calata nel mondo del calcio di una nuova figura professionale : i preparatori atletici o presunti tali che riducono il tutto a prestazione fisica, che tolgono ai giocatori il piacere di divertirsi e fare spettacolo e che, ahime' sempre a mio modestissimo parere, hanno contribuito non poco alla diffusione di certe "pratiche" molto diffuse in altri ambienti. Quanto al guardare le cose dall'alto ....non volermene ma non pretendo di avere la struttura morale per erigermi a censore delle altrui mancanze ...preferisco volare basso e tentare di dare il mio modesto contributo "sul campo " . Per la gara ....visto che ormai da due anni faccio il dirigente ....vedi di farmi avere un invito o qualcosa di simile !!! A questo punto sto volentieri dalla parte dei truffaldini !!!!!!

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COMPLIMENTI
Aggiunto il 28.02.2005 da DAVIDE
Caro Angelinetta, quando lei parla di "ragliare" e di "banalità" riferendosi alle opinioni di Luca mi sembra tutto tranne che democratico.....complimenti....!!!!

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ALTRE PRECISAZIONI
Aggiunto il 28.02.2005 da luca del curto
Rispetto davvero le considerazioni di Angelinetta, quindi non dirò che egli sta "ragliando" e nemmeno che sta dicendo "banalità", pur non essendo d'accordo con ciò che afferma, praticamente su tutta la linea ed in particolare quando parla di preparatori atletici. Il capitolo meriterebbe un articolo a parte e magari ne parlerò nella rubrica tra qulache settimana. Una precisazione: quando nel post precedente parlavo di guardare dall'alto, intendevo solo dire che è impossibile considerare gli svariati casi singoli e che quindi è obbligatorio generalizzare un po' in questo caso. Torno inoltre a ribadire che no parlo per luoghi anche perchè non solo pratico, ma studio lo sport e l'attività fisica in genere (frequento a Bologna la facoltà di Scienze motorie) e in questi mesi ho partecipato a corsi tenuti da allenatori professionisti di calcio e rugby. La famosa gara campestre era riservata ai dirigenti "più truffaldini", spero proprio che nella nostra valle, dove non esistono società professionistiche, non vi siano nemmeno dirigenti con i requisiti per parteciparvi!!!

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RISPONDO SUBITO
Aggiunto il 28.02.2005 da paolo angelinetta
Caro Davide senzacognome .....il ragliare era riferito al pensiero di tutti ...Suo e mio compresi ; non me ne voglia e mi scuso con Del Curto se cosi' è stato inteso . Voleva essere un semplice tentativo, fallito a quanto pare, di essere spiritoso. Quanto alle" banalità " : muovere una critica motivando le proprie idee non credo abbia nulla a che fare con l'essere democratrici. Infine...quanto al fatto che io possa o meno essere democratico non avevo la benchè minima intenzione di farne cenno nel mio intervento ; infatti il riferimento in questione era un tentativo di ironizzare sul fatto che fossimo in democrazia ma , ahimè, non ho certo la Sua cultura per sostenere adeguatamente il mio pensiero. Con Immutata stima ..."caro davide".

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E IO RAGLIO
Aggiunto il 28.02.2005 da paolo angelinetta
Del Curto pratica l'atletica ad alti livelli, studia scienze motorie, ha frequentato corsi tenuti da allenatori professionisti di rugby e di calcio ....ergo conosce a fondo il mondo del calcio e i suoi mali ; egli si pone dall'alto del suo sapere come depositario della verità assoluta . Che dire ? io sono un semplice somaro e continuo a ragliare che il mondo del calcio ,che conosco benissimo, non è fatto come dice lui ..... Dimenticavo....sapete da quale ambiente arrivarono i primi preparatori nel calcio ? Compreso uno dei piu' famosi ....tale Ventrone ?????? sentito parlare ???

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IL MONDO DEL CALCIO
Aggiunto il 25.02.2005 da paolo angelinetta
Precisiamo una cosa : le mie precedenti "riflessioni" non volevano essere una difesa del Gordona dagli strali di Luca Del Curto bensi' una difesa del mondo del calcio in genere ( a 5 e a 11 in particolare ); mondo che vivo dall'interno da oltre 30 anni e che ritengo di conoscere a fondo. Comunque ringrazio per i complimenti ma ti informo che da due stagioni non sono piu' l'allenatore del Gordona pur essendo ancora parte di queste società con incarichi dirigenziali. Sulla questione soldi ho una mia opinione che non pretendo di imporre a nessuno ma che tento di motivare : il calcio è, vi piaccia o meno , lo sport che in Italia trova nettamente più seguito rispetto alle altre discipline; questo fenomeno puo' portare dei Presidenti, mossi dall'ambizione di ottenere risultati importanti, di essere tentati di usare la leva denaro per ingaggiare dei giocatori o degli allenatori che potrebbero aiutarli nel raggiungere i loro obiettivi. Non me la sento di accusare i giocatori che accettano o pretendono denaro in cambio delle loro prestazioni sportive....credo che se ci fossero gli stessi presupposti in altri sport le cose andrebbero esattamente nello stesso modo . Questo non giustifica a mio vedere le altre accuse da te lanciate ; nella mia "carriera" di calciatore e allenatore ho conosciuto tanta di quella gente che affrontava l'impegno sportivo con tanta di quella serietà e dedizione che , al confronto, potrebbero impallidire anche tanti atleti professionisti . Mettere a confronto questa gente con le affermazioni di Del Curto mi ha dato veramente fastidio ; questo non significa che non esistano le "pecore nere " ... s'intende !!!! Infine ...non mi sembra che la "crisi" della Chiavennese sia stata causata da un problema di soldi .Ho letto e sentito in giro ....mi sono fatto l'idea che sia dovuta ad un problema di rapporti interpersonali .....o sbaglio ? Non mi permetto ovviamente di giudicare il mondo dell'atletica che non conosco affatto ; quella della Balco era evidentemente una provocazione per tentare di far capire come generalizzare sia facile. Quanto a piccolo tifoso ....non nego che nel calcio ( 5 e 11) si possa migliorare come del resto c'è da migliorare in diversi aspetti della nostra società ...pero' anche qui voglio portare avanti difesa del calcio ; è uno sport dove l'agonismo e il contatto fisico sono all'ordine del giorno ( oppure facciamo che giocatori come Gattuso li mandiamo a casa ? ) , dove le decisioni arbitrali hanno a volte un peso decisivo sull'esito di una gara ....questi fattori possono a volte far inasprire gli animi, far degenerare alcune situazioni ......ma vi sottopongo un punto di vista da ottimista : quando due calciatori dopo essere stati protagonisti di uno scontro fisico duro e alla fine si stringono la mano senza rancori .....ebbeno questo è un fatto che succede parecchie volte eppure passa inosservato ......si pensa solo a mettere in risalto qualche accenno di rissa a criminilizzare chi compie un gesto eccessivo giudicando comodamente e serenamente seduti in poltrona .....ecco queste cose mi danno fastidio !!!!! Sono convinto che se facciamo partecipare i 100 calciatori piu' focosi del mondo ad una corsa campestre .......non litiga nessuno !!!! fidatevi .

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