CORRENDO CON STEFANO BALDINI

Stefano Baldini.
Capelli biondi come il grano, sinceri occhi azzurri e sorriso che anni di chilometri percorsi in giro per il mondo non sono riusciti a scalfire. Stefano Baldini sbuca così dalla porta del campo sportivo di Modena. Una semplicità che ti colpisce subito. Dopo essere diventato il Dio di Maratona (così titolava la Gazzetta Dello Sport) lo hanno cercato tutti, da Berlusconi ai pubblicitari. Articoli su giornali di ogni tipo, comparsate in televisione, il telefono che non smette un attimo di squillare. Potenza di un successo olimpico. E fiero di se stesso, Stefano. Sa di aver scritto una pagina di storia. Negli occhi ci sono ancora le falcate forti e grintose che lo hanno spinto fino allapoteosi finale. Lingresso nello stadio, quei tre pugni sul petto che gridano il suo orgoglio. Magnifica la premiazione con linno di Mameli che gli resta in gola, di fronte ad uno stadio olimpico stracolmo. Un successo come quello non si improvvisa, ma si crea con la semplicità di un ragazzo di razza contadina che sin da piccolo ha dimostrato di avere grandi doti. Ci vuole un pizzico di fortuna, ma soprattutto servono grande costanza e tranquillità. Per questo Stefano è subito tornato ad allenarsi di buona lena. Lo vedo arrivare in palestra e intuisco che di li a poco avrò loccasione di correre a fianco del campione olimpico. Mi sento fortunato perché con lui cè un altro grandissimo: Alessandro Lambruschini, il bianco capace di spezzare il dominio keniano nella specialità dei 3000 siepi. Con loro Luciano Lucio Gigliotti, guru di maratona e uomo splendido che sta dietro ai loro successi e a quelli di molti altri atleti (vedi Gelindo Bordin). Il Dio di Maratona mi saluta
io gli faccio i complimenti anche se non te li avrà ancora fatti nessuno
ironizzo.

Baldini ai Mondiali di Parigi 2003.
Non ti preoccupare i complimenti li prendo volentieri e li metto in saccoccia.. Montarsi la testa? No grazie. Lallenamento in programma è di quelli duri, si alternano esercizi di forza con tratti di corsa, per finire con un 1000m a tutta, o quasi. Quando io e gli altri abbiamo terminato la benzina lui continua a correre, instancabile, di fronte agli occhi stupiti dei ragazzi delle scuole. Guardandolo ripenso allinizio della stagione 2004, quando faticava a reggere il ritmo degli avversari nelle prime corse campestri. La preparazione però continuava senza soste e il prof Gigliotti lo canzonava in tono scherzoso Vedi Stefano come stai correndo piano?. Queste parole lo caricavano, e lui rispondeva con la sicurezza di chi sa che lobiettivo da centrare è più in la, ad agosto inoltrato, ad Atene. Ha mantenuto le promesse fatte a se stesso, Stefano. Lo vedo impegnato a distribuire autografi e cartoline agli studenti modenesi. Il sudore gli bagna ancora la fronte, lespressione tradisce i segni della fatica, ma lui è disponibilissimo con tutti. Come sul suo sito
www.maratoneti.com, dove risponde direttamente a tutte le domande e ai messaggi che i visitatori gli lasciano sul forum. Un grande campione si vede anche da questo. Grazie Stefano!