Mamma mia quanto siamo buoni!



Se la bontà si misurasse davvero secondo i parametri correnti fra noi Italiani, saremmo in vetta ad ogni classifica internazionale.

A sentire i programmi televisivi, le interviste e le cronache, non c'è un solo Italiano che ragioni secondo il biblico occhio per occhio, che chieda punizione oltrecché redenzione e rieducazione per ogni crimine, che non pretenda l'immediata concessione del perdono pubblico del criminale davanti alle telecamere, che non applauda sgangheratamente, alzando le mani in un'ola da avanspettacolo - perché ben si veda -, davanti alla bara delle vittime. Non c'è giorno in cui non si promuovano collette e raccolte benefiche di beni e di fondi per disagiati vicini e lontani, veri o presunti, con bollettini, telefonate da un euro, con pacchi spesa che voleranno in centro Africa o in Centroamerica : tutti ottengono regolarmente risultati rimarchevoli e superiori alla media europea.

Quel che succede nei suburbi della Campania, nei quartieri popolari delle periferie milanesi, nelle campagne e intorno agli appalti siciliani, pugliesi e calabresi, negli uffici romani in cui bazzicava il giovane Di Pietro, che - come dice il padre - "ha sbagliato", sembra appartenere ad un altro mondo, e a gente fatta in tutt'altra maniera. Tanto è crudele il malaffare, spietata l'amministrazione delle leggi barbare la mafia e le altre organizzazioni criminali, cinico nella gestione del denaro pubblico e dei propri interessi il sottobosco politico, altrettanto il mondo nazionalpopolare che ci rappresenta è pervaso da buoni sentimenti e da correttezza politica ad ogni costo.

E se la realtà è a volte cruda, se i morti ammazzati e i crimini non possono essere sempre indicati come altro da noi, ecco comparire regolarmente un maestro della correttezza politica che ci indica la via da seguire per volare alto: non negro ma nero, non disabile ma diversamente abile, non immigrato ma migrante. Così cambia tutto. Una viceministra – regina della correttezza politica – insinua ormai il dubbio che anche gli animali – per ora cani e gatti, quelli da compagnia, poi si vedrà – abbiano quasi un'anima, e magari abbiano anche diritto ad una pensione; che il maltrattamento di un animale possa costituire un male peggiore di quello compiuto assai spesso nei riguardi di bambini innocenti da quella burocrazia dei "minori" che li circonda e li gestisce.

Ma noi guardiamo avanti, e più che a sistemare le cose che non vanno pensiamo a migliorare il mondo che sta nella nostra immaginazione. È un mondo quasi perfetto che, visto il momento natalizio, non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.




1 commenti

1. Occhio non vede...

Aggiunto il 09.01.2009 da Luca G.

No spettabile architetto, non siamo buoni. Stiamo girando la testa dall'altra parte di fronte al più terribile atto di ferocia degli ultimi cinquant'anni. Siamo ciechi di fronte ai giornali e media che ogni giorno ci propinano subrette e lustrini mentre si consuma un massacro di bambini e persone innocenti ridotte allo stremo. Nessuna raccolta fondi, nessuna colletta ci renderà mai meno colpevoli di aver tollerato tutto ciò senza fare nulla.

 

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