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Pubblicato il 14.04.2004
 
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VIA BREGAGLIA

La storica via che da Chiavenna va fino alle grandi vallate elvetiche svizzere.

Piazza Castello, Chiavenna (333m).
Per i lombardi la Val Bregaglia rappresenta la via più diretta per salire al passo del Maloja e da lì in Engadina, la tanto celebrata vallata elvetica dove il turismo internazionale è di casa dall’Ottocento. Valle di passaggio, dunque, e così è stato anche nei secoli passati, quando vi transitavano i traffici commerciali verso Coira e i Grigioni. Geograficamente la Val Bregaglia risale, con andamento da sud-ovest a nord-est, dalle Alpi Retiche al Passo del Maloja (1815m) per una trentina di chilometri, di cui un terzo circa in territorio italiano e il resto in territorio elvetico. La valle alterna ampi pianori a ripidi strappi dove la strada si inerpica. Il sentiero storico della Val Bregaglia è un’escursione da non perdere per conoscere da vicino natura, borghi e arte di questa meravigliosa vallata. Si svolge quasi interamente lungo strade forestali e facili sentieri, sempre ben segnalati con molti punti di appoggio. Ci sono tratti che non si discostano molto dall’attuale percorso automobilistico ed è interessante rilevare come, anche a poca distanza dal flusso dei mezzi motorizzati, si possa assaporare una natura così ricca e coinvolgente.
Passo del Maloja.
La durata dell’escursione completa dal passo del Maloja a Chiavenna si aggira tra le 10 e le 12 ore, ma logicamente dipende oltre che dal ritmo di marcia anche dalle visite culturali che vi si vorranno abbinare: il consiglio è di suddividere il percorso a tappe per apprezzare con tranquillità la natura e le tante attrattive storico artistiche di questo tratto della Val Bregaglia. L’itinerario storico attraversa numerosi paesi, dove si può far rifornimento di viveri e riposare in qualche caratteristico locale. La Val Bregaglia è servita da Chiavenna al Maloja da numerose corse giornaliere dei “Postali” che sempre, puntuali, raggiungono anche i punti più remoti della Svizzera.
Resti della chiesa di S.Gaudenzio.
Per rendere più agevole il percorso lo descriveremo seguendo l’itinerario in discesa. Il sentiero inizia al castello Belvedere di Maloja, segue il tracciato del Malogìn fino al piano di Cavril, costeggia per un breve tratto la strada statale toccando i ruderi di S. Gaudenzio. Si tratta di quello che resta di una chiesa cattolica data alle fiamme nel 1551 dai protestanti. Si raggiunge presto l’abitato di Casaccia (1418m); l’ottocentesco Hotel Stampa era un tempo tappa d’obbligo per chi saliva il Maloja: offre camere in stile e un libro degli ospiti con le firme di personaggi come il Kaiser Guglielmo II, i Savoia.
Alberto Giacometti.
Il sentiero prosegue in piano attraversando una rada abetaia fino alle baite di Lobbia, da dove si sale al villaggio di Ca d’Farrett. Si scende per una stradina; attraversata la statale e raggiunto Roivan, si entra quindi in un meraviglioso bosco toccando due volte la statale fino alla località Pranzaira, da dove la piccola funivia dell’Albigna porta all’omonimo rifugio circondato da splendide pareti granitiche sulle quali sono state tracciate moderne vie d’arrampicata. Si continua costeggiando la strada fino alla località Crotto, dove si piega sulla destra in direzione di un’antica fornace. Raggiunto il capoluogo della Valle, Vicosoprano (1067m), si possono osservare alcune caratteristiche viuzze dove antichi palazzi con le facciate a graffiti si alternano a case tradizionali. Il sentiero continua nel bosco fino a Borgonuovo, dove poco oltre l’abitato sorge la chiesa di S.Giorgio, con l’annesso cimitero e la tomba dello scultore Alberto Giacometti. A Stampa (994m) ha sede invece il museo di valle dove tra gli altri si possono vedere alcune opere di Giovanni, Alberto e Diego Giacometti.
Palazzo di Castelmür.
Ripreso il cammino si incontra il ponte che sale verso il palazzo Castelmür. Subito dopo le ultime case il sentiero storico presenta due alternative per raggiungere la frontiera con l’Italia. La prima segue la terra sterrata, scende fino alla vecchia strada statale per dirigersi poi verso Promontogno. L’itinerario segue la stradina che porta a Bondo, passando per l’incantevole zona dei grotti; attraversato il ridente borgo, si prosegue in direzione di Castasegna.
Borgo di Soglio (Palazzo Salis).

La seconda alternativa conduce lungo un sentiero verso l’ampio terrazzo dove è disteso il celebre borgo di Soglio, con vista splendida sulle cime del Pizzo Badile e del gruppo di Sciora. Il paese è fra i più rinomati di tutta la Svizzera sia per il panorama sia perché perfettamente conservato.
Pizzo Badile.
Dopo Castasegna, varcato il confine con l’Italia, si segue la statale fino al ponte che conduce a S. Barnaba, e da cui si possono raggiungere le frazioni di Chete e Canete, dove una bella mulattiera fiancheggiata dalle cappelle di una Via Crucis scende alla diga di Villa di Chiavenna. Prima del ponte il sentiero continua sulla sinistra fino alla frazione Giavera, da dove una stradina riporta sul lato opposto della valle in frazione Aurogo dove è conservato un bell’esemplare di torchio risalente al 1737.
Cascate dell'Acquafraggia.
Da Borgonuovo il sentiero scende a destra con un bel tratto selciato fino a incrociare la strada asfaltata che porta a Borgonuovo nei pressi del Museo degli Scavi di Piuro. Da qui si possono ammirare le meravigliose Cascate dell’Acquafraggia e proseguire velocemente fino a Piuro dove merita sicuramente una visita lo splendido Palazzo Vertemate di epoca rinascimentale. L’ultimo tratto del sentiero storico passa attraverso il Parco delle marmitte dei Giganti e raggiunge brevemente la cittadina di Chiavenna.

Consorzio Turistico Valchiavenna
Via C. Chiavennaschi , 11 23022 Chiavenna (SO) Tel. +39 0343 37485 Fax +39 0343 37361 e-mail:consorzioturistico@valchiavenna.com www.valchiavenna.com




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