I CROTTI

Questi anfratti sorgono sui resti di antiche frane.


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Sulla destra, la bocca nella roccia dalla quale esce il sorel.<br>Foto di Daniela Castelli.
Sulla destra, la bocca nella roccia dalla quale esce il sorel.
Foto di Daniela Castelli.
Prima di spiegare cosa sia oggi un “crotto”, è necessario fare un passo indietro e scoprire come sono nate queste cavità naturali nella roccia, diffuse soprattutto in Valchiavenna. Questi anfratti sorgono sui resti di antiche frane che si sono staccate dai versanti della vallata. La presenza di un fiume – il Mera - e il ricircolo di correnti di aria fredda tra gli spiragli dei massi, ha favorito la nascita di una corrente d’aria costante, chiamata Sorel, la cui temperatura si attesta intorno agli otto gradi tutto l’anno sia d’estate, che d’inverno. Con il tempo le popolazioni hanno imparato a sfruttare questo vento fresco, costruendo attorno alle bocche da cui proveniva l’aria, delle specie di cantine nelle quali venivano conservati il vino, i salumi e i formaggi prodotti sugli alpeggi. In realtà, l’origine del Sorel non è ancora certa. Su questo fenomeno, infatti, non sono stati condotti studi scientifici accurati, né indagini geologiche precise. Sta di fatto che con il trascorrere degli anni, i chiavennaschi hanno apportato varie modifiche ai propri crotti, creando luoghi di convivialità in cui trascorre qualche ora serena con gli amici o la famiglia, per degustare i prodotti locali. Nella maggior parte dei casi, dunque, sopra il crotto si trovano locali coperti adibiti alla consumazione dei prodotti stagionati e dove è possibile cuocere le pietanze sul camino o la stufa, rendendo fruibile il crotto anche durante l’inverno.
Le botti di vino e la bresaola.<br>Foto di Daniela Castelli.
Le botti di vino e la bresaola.
Foto di Daniela Castelli.
I crotti più belli, appartenuti cioè alle famiglie più facoltose della vallata, sono decorati con affreschi, impreziositi con balconcini e pergolati, come quelli nella zona di Pratogiano a Chiavenna, o al Cortinaccio a Prosto di Piuro, dove spicca quello della famiglia Vertemate-Franchi. Oggi la maggior parte dei crotti della Valchiavenna è di proprietà di privati e soltanto alcuni sono stati trasformati in luoghi aperti al pubblico, come ristoranti. Facendo un passo indietro, l’origine del nome crotto derivare da crypta latino o dal medievale crota, che provengono dal greco krypta, cioè grotta, italianizzato in grotto. Della grotta, infatti, ha le caratteristiche costruttive con le pareti in roccia viva ricavate dai massi più o meno grandi franati dalle sponde della valle.
Il formaggio conservato nel crotto.<br>Foto di Daniela Castelli.
Il formaggio conservato nel crotto.
Foto di Daniela Castelli.
Al crotto è legata una vera e propria filosofia dello stare insieme. Una scritta del 1781 scolpita nel crotto Giovanantoni di San Giovanni a Chiavenna, riassume così il senso dell’andare a crotto: "Si vende vino bono e si tiene schola de umanità". Una massima che richiama l'humanitas dei romani, la cordialità, il senso di se stessi, l'equilibrio interiore. Insomma, il crotto come luogo a misura d'uomo dove – soprattutto d’estate – poter trascorrere la serata al fresco, ma anche per concludere gli affari tra un bicchiere e una battuta. Anche gli operai, nelle giornate particolarmente calde, finivano lì la loro giornata lavorativa. Il crotto è dunque da sempre luogo di socializzazione senza troppi formalismi.
Foto di Daniela Castelli.
Foto di Daniela Castelli.
Per diffondere lo spirito di questo luogo, nel 1956 a Chiavenna nacque la Sagra dei crotti, che fino al 1960 fu un complemento di una gara podistica nazionale. Dal 1965 l’evento enogastronomico è diventato indipendente e offre la possibilità di degustare i prodotti della tavola locale – gnocchetti bianchi, costine, polenta, bresaola, vino, ecc -, con contorno di musica, balli e mostre. Oggi la Sagra si svolge nel secondo fine settimana di settembre e attira gente da tutta Italia e dall’estero. Nelle ultime edizioni l’afflusso di turisti nei tre giorni della manifestazione ha superato le 30 mila unità. Sono aperti al pubblico gran parte dei crotti privati di Pratogiano, gestiti da associazioni di volontariato della Valchiavenna che utilizzano i proventi per sostenere la propria attività. Riferimenti Consorzio di promozione turistica della Valchiavenna Via Consoli Chiavennaschi, 11 23022 Chiavenna (SO) Tel. +39 0343 37485 Fax +39 0343 37361 Email: consorzioturistico@valchiavenna.com




 

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