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Pubblicato il 09.12.2011
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Sei d'accordo a far pagare l'Ici anche alla Chiesa per sue attività commerciali?




Totale votanti: 168

1.

1.1 Sei d'accordo a far pagare l'Ici anche alla Chiesa per sue attività commerciali?


Favorevole 94,64 % 159 voti 94,64%
Contrario 5,36 % 9 voti 5,36%

  6 commenti    
6
PER UNA QUESTIONE DI RISPETTO ALLA VERITA'
Aggiunto il 17.02.2012 da Gianluca Mariani

Mi dispiace. Mi dispiace che per la seconda volta (l’altra quando hanno sottoposto al commento dei lettori il giudizio del Papa sui corsi di “istruzioni per l’uso” alla sessualità imposti per legge) gli amici di Vaol abbiano proposto un sondaggio ambiguo nella sua formulazione, tanto da dare ad intendere cose che non sono vere.

Il quesito del sondaggio è stato posto come se oggi in Italia la Chiesa cattolica non pagasse l'Ici e si chiede ai lettori se è giusto che inizi a pagarla o meno. Questa affermazione è falsa. Perché invece la Chiesa cattolica già paga l’ICI dove deve pagarla. Non la paga esclusivamente nei casi previsti da una legge dello Stato (la legge 504 del 30 dicembre 1992 - primo ministro Giuliano Amato).

La LEGGE esenta dal pagamento dell’ICI la Chiesa cattolica, come del resto una schiera nutritissima di altre confessioni religiose, di organizzazioni di volontariato, di fondazioni, di Onlus, di Ong, di Pro loco, di patronati, di enti pubblici territoriali, di aziende sanitarie, di istituti previdenziali, di associazioni sportive dilettantistiche, sugli immobili di loro proprietà "DESTINATI ESCLUSIVAMNETE ALLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ ASSISTENZIALI, PREVIDENZIALI, SANITARIE, DIDATTICHE, RICETTIVE, CULTURALI, RICREATIVE E SPORTIVIE nonché alle attività di religione o di culto”.

Questo vuol dire, ad esempio:
– che una parrocchia di Milano non paga l'Ici per le aule di catechismo e l'oratorio, ma LA PAGA per l'albergo che ha sulle Dolomiti, abbia o no questo al suo interno una cappella.
– che la Caritas di Roma non paga l'Ici per le sue mense per i poveri, né per l'ambulatorio alla Stazione Termini, né per l'ostello nel quale ospita i senza tetto. E ci vuole un bel coraggio a dire che così fa concorrenza sleale a ristoranti, hotel e ospedali.
– che la Chiesa valdese giustamente non paga l'Ici per il suo tempio di Piazza Cavour a Roma, né per le sale di riunione, né per l'adiacente facoltà di teologia. LA PAGA, però, per la libreria che è a fianco del tempio.
– che la comunità ebraica di Roma non paga l'Ici per la Sinagoga, per il Museo, per le scuole. Ma LA PAGA per gli edifici di sua proprietà adibiti ad abitazioni o negozi.
– che l'Anffas, associazione che assiste 30 mila disabili, non paga l'Ici per ciascuno dei suoi oltre mille centri. Ma LA PAGA per gli immobili di sua proprietà dati in affitto.
– che non va pagata l'Ici per l'ex convento che fa da quartier generale della comunità di Sant'Egidio, né per le sue case per anziani. VA PAGATA invece per il ristorante che la comunità gestisce a Trastevere.

Questo vuol dire che su case date in affitto, negozi, librerie, ristoranti, hotel, eccetera, di proprietà di un qualsiasi ente non commerciale, l'ICI LA SI PAGA GIA’ DA UN PEZZO. Per legge. E da quest'obbligo la Chiesa cattolica NON HA ALCUNA ESENZIONE.

Per inciso, il valore delle imposte non incassate dallo Stato per le attività esentate in base alle norme vigenti è in totale di 100 milioni di euro secondo stime del Ministero del Tesoro, contenute in un documento ufficiale depositato in Parlamento lo scorso novembre. E per giunta, questa cifra si riferisce NON SOLO alle attività di enti cattolici, MA DI TUTTI GLI ENTI NON PROFIT: laici, cattolici e di altre confessioni religiose.

Un altro dato: e mi riferisco allo Stato della Città del Vaticano, notoriamente grande evasore. Se vi prendete la briga di chiedere all’Agenzia delle Entrate della capitale l’elenco degli enti non commerciali contribuenti, vedreste che Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica) e Propaganda Fide SONO AL SECONDO E TERZO POSTO tra i contribuenti, dietro un importante istituto di previdenza. Quindi IL VATICANO PAGA, ECCOME SE PAGA!

Anche la Caritas romana viene messa nel mirino come «proprietaria» di ben 70 immobili. La Caritas non «possiede» nulla ma gestisce, in effetti, mense e comunità di recupero per ex tossicodipendenti, case per malati terminali di Aids o per giovani madri in difficoltà: ovvio che la gestione di attività così lucrative deve fruttare ampi redditi, e quindi vanno tassati!

Altro esempio. A Genova potrebbero essere oltre quattromila gli ospiti al pranzo di Natale che la Comunità di S. Egidio organizza tutti gli anni in questa ricorrenza. Barboni, zingari, extracomunitari, poveracci di ogni categoria, nonché persone che un tempo non si sarebbero mai sognate di accettare tale invito, impegnando oltre un migliaio di volontari incaricati all’organizzazione. L’impegno è notevole, stante un numero così grande di presenze. E non viene offerto soltanto il pranzo, ma anche un regalo personalizzato per ogni ospite.
L’avvenimento richiama alla mente le così dette 'Cene della Vittoria' che tutti gli anni a Siena si svolgono per le vie delle contrade vincitrici del Palio (di solito due ogni anno) dove a volte il numero dei partecipanti è altrettanto grande. La differenza tra le due situazioni consiste nel fatto che A SIENA SI PAGA e A GENOVA NO. E’ chiaro qual è la differenza??? Questi offrono pasti GRATIS!!!

Invito i molti “sputasentenze” accecati dal pregiudizio a riflettere e ad informarsi seriamente prima di dare sfogo alla lingua. Pretendere il pagamento indiscriminato dell'Ici anche sulle tipologie gli immobili ora esenti – tutti dovrebbero aver ben capito quali sono e a cosa servono! - vuol dire punire, E DI FATTO METTERE UNA PIETRA TOMBALE, sull'immenso contributo dato alla vita dell'intera nazione non solo dalla Chiesa stessa ma anche da ebrei e da valdesi, da Caritas e da Emergency, da Telethon e da Amnesty International, insomma da tutti quegli enti non profit per i quali vige l'identica normativa.

Si sostituiranno questi signori ai volontari che ogni giorno danno ricovero sulle orme di Fratel Ettore ai tanti sbandati della stazione Centrale di Milano? Saranno questi signori ad offrire ogni giorno un pasto gratis al grande numero di poveri accolti nelle mense del Francescani? Si offriranno questi signori per curare gratis tutti i bisognosi che si presentano negli ambulatori di tante realtà? Saranno questi signori ad offrirsi per sostituire i volontari della Caritas o del Banco Alimentare che distribuiscono gratis vestiario e cibo a un mare di gente in difficoltà? Tutta questa gente oggi fa gratis quello che da sempre né lo Stato nè molti ipocriti, capaci solo di giudicare, hanno mai saputo o voluto fare!!!

Una notazione finale per gli amici di Vaol: se si vuole fare informazione seria, professionale, capace di verifica dei fatti, libera da pregiudizi e/o parzialità, è indispensabile dare il proprio contributo di chiarezza evitando di giocare con le parole ed evitando, magari involontariamente, anche solo di apparire superficiali nei giudizi o, ancora peggio, piegati a logiche di pregiudizio ideologico che, travisando la verità, contribuiscono a rendere noi stessi e chi legge ciechi ed incoscienti. Con le conseguenze tragiche che sempre più spesso sono sotto gli occhi di tutti.


5
Più che favorevole!
Aggiunto il 16.02.2012 da gigi d'andria

Come per ogni cosa mettono il becco nello stato italiano e per le leggi italiane...adesso contribuissero pure loro alla crisi italiana...ma non col le parole adesso vogliamo i fatti...in fin dei conti se pagassero l'ici comunque con tutti i soldi che ha il Vaticano non andrà sicuramente in malora!


4
sarebbe ora!!
Aggiunto il 21.12.2011 da ale
con tutto lo sfarzo in cui vivono,mi riferisco del Vaticano,devono pagare le tasse come tutti noi,poveri cittadini,che lavoriamo e sudiamo per crescere i nostri figli,altrochè guardie svizzere,per cosa?che poi alla fine le paghiamo sempre noi!
predicano bene e razzolano male,come han sempre fatto.....

3
ici
Aggiunto il 16.12.2011 da mary
non solo alla chiesa, ma alle ambasciate alle pseudo associazioni culturali che altro non sono che banali bar o pub, l'importante avere una pseudo tessera, a lasciti vari chi più ne ha più ne metta.......

2
mi sembra giusto
Aggiunto il 11.12.2011
sarebbe ora che pagassero anche loro.

1
assolutamente favorevole!
Aggiunto il 11.12.2011 da Bafometto
Mi sembra una delle cose piu' sensate che monti possa fare! E' giusto che paghi l' ICI come tutti i poveri cittadini...ovviamente sulle attività commerciali e le abitazioni utilizzate e affittate!




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