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7 commenti

7. CHIAREZZA?

Aggiunto il 04.12.2009

L'ampliamento della zona di produzione oggi è del1%, se si considera tutti gli alpeggi della provincia, ma è stato giuso estenderlo a tutta la provincia? L'aggiunta dei fermenti sarebbe un valore aggiunto? I fermenti vengono usati per evitare alcuni problemi (formaggio che gonfia) dovuti quasi sempre all'alimentazione degli animali e all'incapacità dei casari, che una volta sapevano variare le temperature di caseificazione in base alle condizioni climatiche e dell'erba che le mucche trovavano. Il risultato è quello di rendere omgenea la produzione. Sul fatto che "l'integrazione alimentare" non cambi il gusto del formaggio ho i miei dubbi, si è sempre detto che il sapore e le caratteristiche del ''bitto'' sono dovuto alle erbe pascolate, vuol dire che questo mangime, perchè alla fine di questo si tratta, è completamente insapore. Forse l'integrazione alimentare non varia il sapore del ''bitto'' proprio perchè vengono utilizzati i fermenti.

6. Parere personalissimo

Aggiunto il 04.12.2009 da GG

Grazie al commento 3, infatti quello che intendevo sottolineare e' la funzione di gestione e tenuta del territorio che ha la montificazione, cosi' come i contributi per gli sfalci in quota. In generale trovo che gli investimenti debbano essere rivolti verso chi gestisce e "tiene" gli alpeggi riducendo in parte i costi. Riguardo ai cattivi ed ai buoni non mi sembra cosi' netta la distinzione, trovo che chi sceglie di allevare sceglie una professione dura e difficile, non e' un lavoro, ma una "mission", perche' se non ce l'hai nel sangue non ce l'hai...e a queste persone va il mio massimo rispetto, ma il problema che secondo me e' da superare e' quello di sedersi ad un tavolo e tornare sulla doppia marcatura, non mi pare giusto che il formaggio prodotto nella valli del Bitto debba subire le modifiche produttive omologate dell'Europa e che alla fine la "democrazia" generata dal numero di allevatori valtellinese riduca gli alpeggiatori delle valli originarie ad essere in minoranza, secondo il mio parere dovevano aver dall'inizio un diritto di veto o un peso maggiore nel consorzio. Poi vedo comunque da entrambe le parti una strumentalizzazione fine al proprio tornaconto, ma questo e' frutto della politica, non delle fatiche degli allevatori.

5. I bravi e i cattivi

Aggiunto il 03.12.2009

Ci sono due tipi di persone. le prime sono le persone in carne e ossa che con pazienza, professionalità e passione lavorano e sudano giornalmente per la propria azienda e il territorio e cercano di progredire facendosi aiutare dalle moderne tecnologie e garantiscono il cibo a milioni di persone, anche ai professori e ai fotografi che non si degnano di scrivere una sola riga su di loro o di fare una fotografia che li ritragga al lavoro. Pertanto hanno la corrente elettrica nelle stalle, usano la mungitrice, hanno il trattore, si lavano spesso e vanno anche in alpeggio in condizioni non sempre agevoli, ma sono quelli che fanno vivere le nostre montagne e mantengono il nostro territorio. Questi agricoltori rappresentano il male perchè sono succubi della industrializzazione e chissà cosa combinano ancora nelle loro stalle, quindi meritano l'inferno. Il secondo tipo sono quelli che non si lavano mai, hanno la barba lunga, puzzano, vivono allo stato brado e nei calecc, dove, quando cagliano il latte tolgono il paglericccio perchè non ci sta la caldera, e viceversa, non hanno l'acquedotto, ecc ecc. Questii rappresentano il bene e andranno in paradiso. Sono la gioia del Michele Corti, del GPiero Mazzoni che li fotografa, e di tanti altri che non si sono mai sporcati le mani per l'agricoltura e mai hanno portato il gerlo. Però stampano libri e mostre a fotocopia ecc. ecc.  Finalmente in questi giorni le cose si stanno chiarendo e tra il Consorzio e quelli di Albaredo un pò di verità l'hanno detta e sta uscendo...era ora!

4. Allevatore

Aggiunto il 03.12.2009

In risposta al questito numero 1 Ad inizio 900 i tuoi nonni mangiavano pà poss, polenta e poco più. Oggi tu pranzi con primo, secondo e forse anche dolce. Vdi, le esigenze sono cambiate e nche il bestiame mangia e produce di più. Perché, semplicemente perché se le mucche facessero 10l di latte al giorno, difficilmente riuscirei a fare questo lavoro senza vivere di stenti e caccigione. Vuoi che porto ancora le mucche in alpeggio perché altrimenti i nostri monti diventano una giungla... bene allora permettimi di andarci senza che le mie mucche abbino degli stress così notevoli dal farmi desistere Saluti

3. Niente di misterioso

Aggiunto il 03.12.2009

La risposta alla domanda del 1 commento penso siaabbastanza facile (come mai negli alpeggi e maggenghi si riusciva a sfamare più vacche?) 1) Il territorio dei maggenghi che venivano sfalciati era maggiore(ora si taglia solo quello più comodo e aessibile) 2)il pascolo degli alpeggi era più ampio(il bosco ha colonizzato parecchi pascoli) 3)Le vacche di un tempo erano molto più leggere(da 3,00 a 5,00quintali ora vanno da 5,00 a 8,00ql) e oltre a mangiare meno si riusciva a portarle a pascolare su dossi che impossibili ora per vacche così pesanti. cordialmente .........w.

2. Molto Bene

Aggiunto il 03.12.2009

Bravo Consorzio era ora, un pò di chiarezza ci voleva.

1. Una domanda credo lecita...

Aggiunto il 03.12.2009 da GG

Come mai ad inizio '900 pascoli e maggenghi riuscivano a sfamare un numero di bestiame superiore in rapporto di 1 a 3 ? Misteri delle Valli...



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