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Pubblicato il 05.08.2005
 
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Il Vangelo di domenica 07 agosto

Don Lorenzo Falcinella: Tu sei veramente il Figlio di Dio!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO, DAL VANGELO SECONDO MATTEO. Dopo che la folla si fu saziata, subito Gesù ordino ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero:"È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlo loro:"Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse:"Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque", Ed egli disse:"Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, grido:"Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse :"Uomo di poca fede, perche hai dubitato?". Appena saliti sulla barca,il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando:"Tu sei veramente il Figlio di Dio". Così troviamo scritto l'inizio del brano evangelico di questa domenica:"Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare, venuta la sera egli se ne stava ancora lassù, solo". Non un distacco non paura non ricerca di altri miraggi e la costante ricerca del Padre. Nel silenzio e nella solitudine abbiamo l'occasione di riconoscerci; troviamo la forza di unirci con l'unico Padre che sempre e nonostante tutto ci ama e ci ricerca. È la bellissima descrizione tratta dal libro dei re; Elia giunge al monte di Dio l'Oreb; ed e la presenza di Dio che affascina richiama e invita:"Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". E poi in una suggestiva carica di richiami che vanno dalla natura al simbolismo dell'antico testamento ecco l'annuncio non il vento impetuoso, che incombe paura lo leggiamo, con fine descrizione; neppure il terremoto che rovina e distrugge come il fuoco alimento di calore ma anche strumento di calore. "Dopo il fuoco ci fu un mormorio di vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna". Sa di potere incontrare il Signore e quel senso di rispetto e delle leggi dell’antico testamento si copre il volto. Non ha nulla da nascondere e il timore riverenziale di Dio. Attesa che si confonde con la paura descritta dal vangelo di Matteo "Gesù congedata la folla..." È il richiamo alla essenzialità; ma ciò che conta; ai valori più importanti e comunque significativi. Non si abitua alla folla ma con il Suo atteggiamento ci richiama il primato di Dio su ogni cosa e su ogni evento. Anche il Suo camminare sulle acque e l'invito a Pietro "Vieni"; il timore di quest'ultimo; cammina sulle acque ma nello stesso tempo dubita, ha paura non si fida con quella fiducia piena e completa che proviene da Dio, perche in Lui confida. Ed è il Signore Gesù che lo salva nella sua incredulità perche Egli e veramente il Figlio di Dio.




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