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Pubblicato il 11.11.2005
 
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Il Vangelo di domenica 13 novembre

Don Lorenzo Falcinella: Un uomo, partendo per un viaggio...

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. DAL VANGELO SECONDO MATTEO. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:"Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegno loro. i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagno altri cinque. Cosi anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagno altri due. Colui che invece aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi torno, e voile regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presento altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso, per paura andai a nascondere il tuo talento sottoterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cosi, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perche a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Il brano di vangelo tratto da S. Matteo presenta a noi la famosa e conosciuta parabola dei talenti. A qualcuno piu talenti ad altri meno " secondo le capacità di ciascuno". E le capacita si manifestano nella gestione di quei denari; chi lo sa usare, non per se ma, in vista del ritorno del padrone. Ma c'e qualcuno che o per negligenza o per paura o per altri motivi il suo talento lo nasconde. Ne lo usa per se e neppure cerca in qualche modo di arricchire qualcun altro. Sguardo limitato e pauroso di chi non sa avere fiducia. L'attenzione di Dio e diversa e ampia, riscalda il cuore e la mente crea invenzioni e invita tutti noi, nella bontà e misericordia di Dio, ad usare gli stessi metodi gli stessi strumenti. A servizio del bene comune cioè il bene di Dio, Una ricerca continua come suggerisce Paolo nella seconda lettura "Riguardo ai tempi e ai momenti non avete bisogno che ve ne scriva, infatti voi ben sapete che come un ladro di notte cosi verrà il giorno del Signore". La comunità vive un particolare momento attende l'immediato o comunque la vicina fine del mondo al punto tale che gli abitanti di Tessalonico Paolo rimprovera e invita a non lasciarsi perdere nell'attesa immediata di ciò che e profetizzato ma che avverrà nel momento in cui il Signore lo decida a Sua scelta amorosa. Quando con le parole dell'Apocalisse leggiamo che avrà deciso di "ricapitolare a se tutte le cose, quelle del cielo e della terra". Lasciamo e con soddisfazione questa grande responsabilità a Lui che di tutto e il Creatore. E' la descrizione della prima lettura dal libro dei proverbi "apre le Sue mani ai miseri stende la mano ai poveri. Fallace e la grazia e vana la sua bellezza, ma la donna che teme Dio e da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città".




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