SECONDA DOMENICA DI AVVENTO DAL VANGELO SECONDO MARCO.
Dall'antico avversario venne la rovina, dal grembo verginale della figlia di Sion è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli ed è scaturita per tutto il genere umano la salvezza e la pace.
La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria.
In lei, madre di tutti gli uomini, la maternità, redenta dal peccato e dalla morte, si apre al dono della vita nuova.
Dove abbondò la colpa, sovrabbonda la tua misericordia in Cristo nostro salvatore.
A differenza del solito propongo alla nostra riflessione questo bellissimo prefazio.
È la grande preghiera che spesso viene recitata anche velocemente dal celebrante.
È l'introduzione ufficiale ad ogni messa della grande preghiera eucaristica. Quello suggerito in questa domenica e semplice, siamo alla quarta di Avvento e il Vangelo propone il racconto della Annunciazione.
Con una citazione a memoria e non verificata ma nel cuore vive:"Chi crede di piu ha la possibilità di vedere il corpo del Tuo figlio. È Lui guardalo, e Lui amalo e Lui adoralo e perche? Perche e Lui il Salvatore del mondo". La memoria della salvezza parte dal peccato originale ma si sviluppa nell'evento grandioso del Natale.
Dal peccato alla novità di vita. Da un senso equivoco di disagio, interiore ed esteriore, a una pace che "Riempe la terra". Sono pochi, sono tanti i nostri no ma in quella notte di Natale vince il si forte e coraggioso di Maria: "Eccomi".
"Dall'antico avversario venne la rovina, dal grembo verginale della figlia di Sion e germinato Colui che ci nutre con il pane degli angeli ed e scaturito per tutto il genere umano la salvezza e la pace".
E allora facciamoci un bel regalo, personale e di famiglia. Troviamo, non e difficile, il tempo per una preghiera silenziosa e con le parole che provengono dal cuore. Dal cuore che dice la massima disponibilità:"Eccomi" come e con Maria.