Don Lorenzo Falcinella: Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me
TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO, DAL VANGELO SECONDO MATTEO.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandate Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà. la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perchè è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".
Tre racconti, quasi riassuntivi, di tanti insegnamenti di Gesù. Cosi il brano evangelico di questa domenica. Si parla di accoglienza e di preferenza. Al centro sempre Lui il Salvatore Gesù. Di accoglienza parla la prima lettura (tratta dal secondo libro dei re) Eliseo, profeta di Dio, passa più volte nell'arco della sua missione e predicazione, presso una donna che volentieri e con le caratteristiche della civiltà orientale lo ospita al punto tale che "L'invito con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava si fermava a mangiare da lei".
Sente qualcosa quella donna e invita il marito a preparare "Una piccola came¬ra al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, si che venendo da noi vi si possa ritirare". Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò.
Un grande gesto di ospitalità e di riconoscenza che viene ricambiato con il dono grande della maternità. Il dono di Dio attraverso la creatura. Un dono che non si ferma perchè, non solo contiene la vita ma anche perche significa nuova accoglienza. Accogliere e condividere quello che siamo e abbiamo con grande gratitudine.
Non è uno sforzo, non è un di più, non è mettersi in mostra, è l'accoglienza vera e sincera.
È la grande ricerca di Dio. Di quel Dio che si fa trovare ovunque e comunque. Di quel Dio che diventa nostro ospite, nostro vicino di casa, nostro Signore. Accogli Dio nella e con la grandezza del cuore.
Si, anche quando il cuore sembra spezzarsi e, i castelli umani, sono costretti a venir meno. Leggi il vangelo di questa domenica "Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me..." È la verità di Dio che diventa trasparente e lucida, una ferita che non viene mai meno. Se è la corrente che viene a mancare non è il gestore che la toglie, siamo noi che con le nostre incertezze, incredulità o peggio ancora con la banale e limitata ricerca di noi stessi non ricerchiamo Colui che da luce sapiente, allarga il cuore perchè è la bontà di Dio.