Don Lorenzo Falcinella: Uno solo è il vostro maestro...
TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO DAL VANGELO SECONDO MATTEO.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:"Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perchè dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei convitti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perchè uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perchè uno solo e il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perchè uno solo e il vostro Maestro, il Cristo.
Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si inalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato".
Ha inizio, in questa domenica, una settimana ricca di eventi e celebrazioni. Ricca di ricordi e memorie. È la settimana dei Santi o come si usa dire la "settimana o i giorni dei morti".
È il nostro credo che ci permette di professare e di dire: "Credo nella risurrezione dei morti"; credo nella vita umana e terrena e purificata e redenta dalla morte e risurrezione di Gesù.
Il vangelo di questa domenica presenta Gesù non più interpellate ma preciso
ed attento educatore che non vuole permettere a nessuno l'uso e l'obbligo di
forza o di costrizione.
È la grande liberta del Figlio di Dio ed è la grande liberta dell'uomo. Non sono accuse ma desiderate chiarificazioni di Gesù nei confronti di coloro che amano mettersi in mostra. Sono i protagonisti di se stessi. Sono autoesaltazione del proprio io. E ritorniamo sul concetto già espresso ma sempre chiaro e attendibile. Eliminato Dio resta solo il proprio io. Con le sue banalità, le sue tentazioni, la sua povertà. Non a caso ritorna vero ciò che abbiamo affermato all'inizio di queste righe di riflessione: il nostro grande credo. Non credo in me stesso ma credo in Te Signore che dai senso e illumini la nostra vita. Una vita ricca di Te e per questo ricca di amore.
Una ricerca che non ha confini, come le ricerche sulla terra, perche di Te Signore che cerco per capire e compiere in me la bellezza della Tua libertà. Ricordati di ciò che sei stato per diventare ancora piu grande nell'amore. Ricerca te stesso e ti trovi giovane e capace dell'amore infinite Nella preghiera e nell'azione quotidiana ti riscopri nuovo e grande; è la settimana dei Santi, la commemorazione dei defunti, questo e il nostro cammino verso la santità quotidiana e continua, la santità di Dio con noi.