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Pubblicato il 05.06.2005
 
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Il Vangelo di domenica 5 giugno

Don Lorenzo Falcinella: Affrettiamoci a conoscere il Signore

DECIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. DAL VANGELO SECONDO MATTEO. In quel tempo, Gesù, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli:”Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse:"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati". Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". AFFRETTIAMOCI A CONOSCERE IL SIGNORE. Con queste parole inizia (dal profeta Osea) la prima lettura di questa domenica. Non dimentichiamo che dalle grandi celebrazioni pasquali e post-pasquali, siamo tornati al cosiddetto "tempo ordinario" con la lettura continua del vangelo, quest'anno di Matteo e con la ricchezza delle letture dell'antico testamento e di San Paolo che ampliano e arricchiscono la gia ricca Parola. Con la crudezza e determinazione la condanna di Efraim e di Giuda, due tribù del popolo di Israele, perché:"II vostro amore e come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce...Poiché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti". All'offerta Dio preferisce un cuore aperto e generoso, un cuore che non impone confini e con si impone barriere o limiti o mezze misure. Il vangelo presenta la chiamata di Matteo. Il suo lavoro lo portava a non essere sempre e completamente onesto, ma Gesù, passando gli dice "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì. Dio chiama nel mondo, nel tempo e sempre tutti coloro che lo possono aiutare a far crescere il regno di Dio; quella realtà che non ha confini, non vive nel giudizio degli altri e non si compiace dell'errore dell'altro con la personale consapevolezza di essere a posto. A casa mia faccio quello che voglio ma la lingua la metto spesso e volentieri contro gli altri. Non è la logica di Dio; non è la volontà di Dio. "Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati". È la tentazione di chi, mentre fa la spesa, guarda sempre nella borsa o nel cestino dell'altro. Cerca te stesso e trovi la vita; guarda con attenzione e premura il fratello che ti e accanto e anche quello che non vedi in modo immediato. Apri il tuo cuore al mattino con la preghiera, il primo grazie a Dio, saluta coloro che vivono con te e perché no un sorriso un'amicizia che lega perché non e solo un rapporto umano ma molto di più, e l'incontro della fraternità di Dio. Provaci ancora una volta, e altre volte ti sembra sfumare o sparire. Forse che Dio si ferma alla prima volta. No, perchè anche noi vogliamo affrettarci a conoscere il Signore.




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