Alessandro Baricco - Queste storie (Fandango 2005) pagine 283 euro 15
"Scrivere è una forma sofisticata di silenzio" (Alessandro Baricco)
"la letteratura è passione, emergenza dell'imprevisto, conoscenza in profondità di ciò che non si vede: la sua mi sembra invece una letteratura patinata, proiettata sull'orizzonte di una trasgressione pubblicitaria, tra moda e sport..." (Giulio Ferroni-Lettera a Baricco, La Repubblica, 2 marzo 2006)
Quattro diverse copertine, ispirate a quattro diversi momenti della vicenda, opera dell'artista Gianluigi Toccafondo ed un pubblico di lettori spaccato a metà (frase piuttosto abusata di questi tempi) tra critici feroci e sostenitori ferventi. Questo è l'ultimo libro di Alessandro Baricco, scrittore, affabulatore televisivo, brillante corsivista e pungente commentatore. La vicenda, di taglio molto cinematografico, è ambientata tra l'inizio del 1900 e il 1969. E' la storia di Ultimo Parri, narrata da differenti punti di vista e chiusa in prima persona da Elisaveta, amore mai dichiarato di tutta una vita. Il libro si apre con il racconto della motorizzazione degli inizi del secolo scorso : le prime corse automobilistiche, l'apparire nel quotidiano del mezzo meccanico, la strada e il circuito come metafore della vita e di un percorso perfetto e compiuto. Pagine molto ispirate e musicali, cosi' come d'altronde la scrittura di Baricco ci ha abituato : lettere come note musicali, pagine come composizioni. Una seconda parte della vicenda ripercorre pagine di storia patria : la disfatta di Caporetto e lo sbandamento morale e materiale delle truppe e dei civili. Molte delle critiche al romanzo sono concentrate sulla lentezza di queste pagine, per'altro scritte con competenza e con ricerca storica assimilata. La terza parte del racconto è ambientata in America, dove Ultimo ed Elisaveta si conoscono. Molto forte e caratterizzato è il personaggio femminile, tra oniriche trasgressioni e quotidiane miserie. Tutto l'epilogo è narrato in prima persona dalla protagonista, verso un finale prevedibile ma assolutamente ben costruito ed emozionante. Questa la vicenda, senza entrare in descrizioni particolareggiate della storia che guasterebbero il piacere della lettura.
Baricco, in un articolo pubblicato in prima pagina sulla Repubblica del 1 marzo di quest'anno, scrive una lettera aperta ai critici letterari, rimproverandoli del loro silenzio e della loro scarsa considerazione verso le sue opere . La lettera ha l'effetto di una pietra scagliata nello stagno paludoso : Giulio Ferroni e Pietro Citati, letterati e critici, rispondono per le rime. Per dare modo ad ognuno di formarsi una propria opinione riporto qui i link con tutti gli articoli di cui parlo, senza entrare direttamente nella polemica, poichè mi sembra più corretto riportarne personaggi ed idee.

Alessandro Baricco
Anche il pubblico dei lettori si è diviso in giudizi assolutamente inconciliabili, siti letterari e pagine di riviste sono state bombardate da fans e da detrattori. Personalmente credo che qualunque sia il giudizio, il libro meriti la lettura. Baricco è scrittore capace, e la storia, pur con le sue incongruenze, è tangibile ed emozionante. Mi riconosco perfettamente nella recensione di Michele Serra, abbastanza equidistante tra polemica ed incensamento, capace di evidenziarne le improbabilità ma nello stesso tempo di apprezzare la scrittura fluente ed elegante di Baricco. Chiudo citando una frase della co-protagonista, Elizaveta, che ben si adatta al senso del libro : " scrivere è una cosa simile a ballare. Un'ordine. Lo sforzo dell'eleganza.. Arrotondare il movimento. Aprire e chiudere. Fare cose che finisci. Frasi."
I siti in cui si possono leggere on line le prime 60 pagine del romanzo e vedere il filmato di sei minuti in cui Baricco racconta l'idea del libro :
http://www.oceanomare.com/home.htm
http://questastoria.fandango.it/
L'articolo di Baricco sulla Repubblica :
http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/spettacoli_e_cultura/baricco/baricco/baricco.html
La recensione critica di Giulio Ferroni :
http://www.giudiziouniversale.it/archivio/numero8/art_03.htm
La recensione di Michele Serra:
http://www.oceanomare.com/news/archivio/qsstoria_uscita.html