Titolo: Memoria delle mie puttane tristi
Autore: García Márquez Gabriel
Prezzo
14,00
Dati: 141 p., rilegato
Anno 2005
Editore Mondadori
Collana : Scrittori italiani e stranieri
Un titolo che ha creato qualche problema di distribuzione, ed una trama apparentemente scabrosa hanno caratterizzato l'ultima fatica editoriale di Gabo, che questa volta ha diviso in due pubblico e critica . Feroci detrattori ed aulici incensatori hanno riempito pagine di recensioni variegate e contrastanti. Per districare la matassa mi sono letto il libro, anzi, il libricino, poichè le 141 pagine sono scritte in caratteri talmente grandi che su stampa normale avrebbero a stento riempito metà delle pagine , sicchè la lettura dell'intero romanzo richiede poco più di un'ora . Furbata della casa editrice o vena ispirativa in via di disseccamento ? Anche se il meglio di Marquez va cercato altrove, propendo per la prima ipotesi. Questo "Memorie..." si poteva considerare alla stregua di un racconto breve, senza ravvisarne l'urgenza di immediata pubblicazione, sopratutto considerando tutto il baillamme pubblicitario realizzato enfatizzando l'operina come l' ultimo romanzo (?) di Garcia Marquez. Fatte queste precisazioni, debbo dire che la scrittura di Marquez non ha perso la scintillante capacità di affabulazione . Il lettore rimane avvinto nel gioco descrittivo del racconto, e poco importa che il tema scelto possa risultare ostico e poco politically correct . Lo scrittore rende omaggio ad un altro Nobel per la letteratura, il giapponese Yasunari Kawabata, riprendendo il tema del romanzo La casa delle belle addormentate per poi svilupparlo, anzichè in direzione introspettiva e meditativa come fece il nipponico, in un inno alla passione e alla sensualità, ancorchè casta e sublimata dall'amore. Inutile tratteggiare la trama, si scopre e si consuma in troppo poco tempo. Libro per chi ha già letto tutto Gabo e con amore ne segue anche le vicende minori. Per tutti gli altri, se ancora qualcuno non conoscesse questo magnifico scrittore, il consiglio è di leggerne le opere maggiori, da L'amore al tempo del colera all'immortale Cent'anni di solitudine.