Kazuo Ishiguro - Non lasciarmiTraduzione di Paola Novarese, Supercoralli pp. 296 17,50.Kazuo Ishiguro Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Un artista del mondo effimero (1986), Quel che resta del giorno (1989), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000) e Non lasciarmi (2006). Da Quel che resta del giorno (Booker Prize 1989) è stato tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson. «Un romanzo meraviglioso, il migliore che Ishiguro abbia scritto dai tempi del sublime Quel che resta del giorno». Washington Post Tre bambini crescono insieme in un collegio immerso nel verde della campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani. La loro vita verrà accompagnata dalla musica dei sentimenti: l'amicizia e l'amore come uniche armi contro un mondo che nasconde egoismo e crudeltà. Ishiguro si addentra in un percorso difficile e ostico, scegliendo di descrivere una storia volutamente opaca, in un mondo ai confini tra quello conosciuto e il fantastico.Raccogliendo temi e situazioni tipiche di altre branchie della letteratura, lo scrittore anglo-giapponese tratteggia un mondo immaginario e dolente e di difficile definizione. I suoi personaggi sono intrisi di malinconia e rassegnazione e la capacità di scrittura sopperisce magistralmente alla mancanza di riferimenti certi . Forse non un capolavoro assoluto, ma certo una scrittura partecipe ed intrigante. Moltissime le recensioni sul libro, ed alcune le segnalo con i relativi siti web, ma vorrei sopratutto farvi partecipi di un'intervista allo scrittore ad opera della trasmissione di Radiotre Fahrehneit, certamente la migliore tramissione radio dedicata ai libri. Ventidue minuti in cui dalla viva voce dell'autore sono raccontati e spiegati i motivi e le ispirazioni che stanno dietro la nascita del libro. LINK: www.radio.rai.it/radio3 www.threemonkeysonline.com/it www.internetbookshop.it
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Aggiunto il 18.07.2007
da Savy
Non vorrei recensire questo libro in modo analitico... che per'altro trovo ben scritto. Mi piace molto di piu' dire cosa mi ha lasciato: tenerezza, tristezza, sconcerto.... Ad un certo punto della loro esistenza, la vita a loro negata eppur perpetuata ...... la consapevolezza che nessun progetto puo' esser fatto ..... nessun desiderio bramato.... nessun sogno realizzato. La cosa piu' assurda ed inquietante e' che probabilmente non e' cosi' lontano da una, spero, improponibile verita'.Questo e' lo stesso mio commento che appare su www.ibs.it |
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