Autore Andrea Camilleri Prezzo E 11,00 Pagine 288 Data di pubblicazione 20 aprile 2006 Editore Sellerio Collana La memoria
«Natava e chiangiva. Per la raggia, per l'umiliazione, per la vrigogna, per la sdillusione, per l'orgoglio ferito [...] Tutto un tiatro, tutta una finzione. E lui, vecchio, alluciato dalla billizza e perso darrè a quella giovintù che l'imbriacava, c'era caduto, a cinquantacinco anni sonati, come un picciliddro. Natava e chiangiva».
Vampa d'agosto non e' l'ultima avventura del commissario Montalbano scritta da Camilleri, ma è interessante per seguirne l'evoluzione del personaggio. Montalbano è divenuto un successo prima letterario e poi televisivo, ma sopratutto nei testi il protagonista si è molto sviluppato e cambiato rispetto ai primi libri. Camilleri ha sagomato il personaggio dandogli una umanità caratterizzata da incertezze, dubbi e problemi tipici di ogni essere umano. In questo Vampa d'agosto c'è un ulteriore approfondimento delle debolezze e dei tormenti del protagonista. Non si tratta del miglior racconto di Camilleri e nemmeno del più originale, ma, ad ogni modo, l'intreccio narrativo è ben definito e la vicenda scorre con i meccanismi giusti fino ad un finale che ha un colpo di scena non nella trama ma nei sentimenti del commissario. Difatti la vampa non è riferita solamente al caldo agostano della Sicilia ma anche alle passioni che scuotono, che fanno emergere le debolezze ed i cedimenti della natura umana. Montalbano si trova a riflettere sulla età che avanza, sul fatto di non avere saputo costruire una famiglia e di vivere un rapporto altalenante con la sua compagna, nell'episodio in oggetto quanto mai distante e incomprensibile. Ma seppur velato da amarezza e dubbio il racconto ha dei lati grotteschi e comici come solo Camilleri sa restituire. Catarella è un personaggio tratto direttamente dalla commedia dei pupi, un necessario controcanto alla durezza dei fatti, una esilarante traccia di commedia inserita nella trama di un giallo. Un genere poco considerato dai critici letterari, per i quali si tratta solo di evasione e di facile lettura, dimenticando i tanti magnifici scrittori che con il giallo si sono cimentati, uno per tutti George Simenon. L'autore delle avventure di Maigret non era solo un giallista ma un fine scrittore, autore di romanzi e racconti che a pieno titolo si possono inserire nella letteratura europea del dopo guerra. Camilleri dal canto suo ha inventato una scrittura. Il suo miscuglio di dialetto siciliano e lingua italiana è originale e godibile, decisamente più realistico e intrigante nello sviluppo e nella caratterizzazione dei personaggi. Come Simenon anche lo scrittore siciliano è autore di racconti che esulano dall'ambiente poliziesco, e, conservando l'originale stile di scrittura, raccontano di una Sicilia antica e sempre uguale a se stessa (Il re di Girgenti, La mossa del cavallo, Il birraio di Preston). Per una conoscenza più approfondita di Camilleri si tratta infatti di libri indispensabili. Per conoscere i migliori racconti legati al commissario Montalbano basta leggere La forma dell'acqua e La voce del violino, scritture fulminanti, trame imprevedibili e stile personalissimo.
Concordo con commento precedente..... le avventure di Montalbano mi divertono tantissimo, quanto finisco un libro ne recupero subito altri.... Complimenti ad Andrea Camilleri che oltre ad essere un bravo scrittore è anche simpatico....
1. mai più senza
Aggiunto il 07.06.2007
da Fra
Da quando ho scoperto Camilleri, nel '98, non l'ho più lasciato. La sua scrittura mi risucchia nelle pagine e mi faccio anche delle grandi risate. Leggetelo, e vi pentirete di non averlo fatto prima!! Montalbano ti amo.