Chiavenna Jazz Festval : Bedetti e Brioschi Quartet protagonisti della 1° serata
Redattore: Roberto Dell'Ava -
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Ieri prima serata del nuovo Chiavenna Jazz Festival con il quartetto di Marco Brioschi e, a seguire, il qurtetto di Stefano Bedetti (nella foto). Penalizzata da un violento acquazzone con brusca discesa della temperatura la manifestazione ha dovuto trasferirsi dalla piazza alle mura confortevoli ma acusticamente penalizzanti dell'ex convento dei capuccini. Peccato, l'atmosfera da festa di paese evocata dall'Ambrosia Brass Band si è persa nel fuggi fuggi seguito al temporale, e dopo, i chiavennaschi che hanno fatto capolino dentro le mura del convento sono stati cosi' pochi (60/80 persone) da rendere quasi imbarazzante le esibizioni dei gruppi. A dispetto delle avversità la musica proposta è stata invece godibile ed accattivante: i fratelli Brioschi, al piano e alla tromba, hanno suonato un pugno di pezzi famosi tratti tra gli altri, dal repertorio di Monk, Miles, Chet. Molto piacevole la versione di Someday my prince will come, suonata da Marco Brioschi al flicorno ed apprezzabili gli interventi vocali del batterista. Ottima impressione anche dal quartetto di Bedetti, sassofonista tenore dalla voce scura e potente, che si è proposto in numerosi brani originali di indubbia fattura, mettendo in evidenza l'ottimo Stefano Onorati al pianoforte. Chiusura in amicizia con una jam che ha coinvolto le due formazioni più il direttore artistico del festival, Max Gini al sassofono, in due evergreen, Green Dolphin Street e la rollinsoniana Oleo.
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