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Pubblicato il 10.09.2010
 
Categoria: BORMIO - LIVIGNO | ATTUALITA'  
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Anche la Fondazione Cassin alla salita al Monte Confinale organizzata da Marco Confortola

Guido Cassin: “In Marco mio papà Riccardo rivedeva se stesso”.

Marco Confortola.
In nome del profondo affetto reciproco che lega la famiglia di Riccardo Cassin a Marco Confortola, domenica 12 settembre anche la Fondazione che porta il nome del compianto “Ragno” di Lecco – uno dei più grandi alpinisti di tutti i

tempi – prenderà parte all'evento organizzato da Lo Sport è Vita, l'associazione con cui Confortola si propone di diffondere l'amore per la montagna tra le nuove generazioni. La salita al Monte Confinale, che vedrà la partecipazione dei

bambini e dei ragazzi della Valfurva, si svolgerà infatti grazie anche al sostegno della Fondazione, che ha così deciso di suggellare un'amicizia che dura ormai da lungo tempo.

All'evento è prevista la partecipazione delle sorelle Monica e Marta Cassin, figlie di Guido e nipoti di Riccardo. “Marco per noi è un grande amico, una persona speciale – spiega Monica -, ed è questo il motivo per cui non abbiamo esitato a prendere parte all'evento come Fondazione. Anche le mie bambine Chiara e Carola, di 7 e 9 anni, gli vogliono molto bene: in lui vedono l'”eroe giovane”, esattamente come Riccardo era l'”eroe nonno” e questo spiega la grande simpatia che li lega. Vederli insieme, poi, è uno spasso: Marco ama i bambini e le mie bimbe adorano saltargli sulle spalle e giocare con lui”. Ma legata da una sincera amicizia con Confortola è anche Marta, sorella di Monica, che in comune con Marco ha anche una grande passione per la montagna e che ha scelto di seguire le orme di nonno Riccardo. Nel suo curriculum, pur così giovane, ci sono già alcune importanti ripetizioni di vie del grande “Ragno”: dalla Nord della Cima ovest di Lavaredo, completata solo poche settimane fa, allo  Spigolo Giallo, sino al Pizzo Badile.

“A mio padre Marco piaceva molto – ricorda Guido Cassin, figlio di Riccardo e presidente della Fondazione -. Lo trovava bello, pulito e alpinisticamente corretto, per cui tendeva a rivedersi in lui. Quel “Selvatico” gli ricordava se stesso da giovane, con la sua passione per la montagna vissuta a 360 gradi: non solo come alpinismo, ma anche come amore per la natura e legame con la propria terra”.

E Confortola, che ha sempre riservato un pensiero speciale a Cassin (la cui fotografia lo ha accompagnato durante la spedizione al Lhotse della scorsa primavera) ora ricorda: “Nonno Riccardo amava i bambini, proprio come me. Anche in questo lui è stato un esempio. E visto che quella di domenica è una giornata pensata e organizzata appositamente per i più piccoli, è giusto e bellissimo che anche lui sia con noi. Un grazie di cuore, quindi, alla Fondazione: la loro amicizia per me è importantissima, perché contribuisce a farmi sentire vicino quello che per me è stato un grande maestro. Di alpinismo e di vita”.


Fonte: Veronica Balocco

ufficio stampa Marco Confortola

347 8355575/393 5569552

v.balocco@






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