Attilio Scotti: Raspelli lascia cibi e vini e diventa un lupoLa riflessione del giornalista: 'Ultima trovata: il mistero dell'amo nell'anguilla natalizia'.![]() Attilio Scotti. Viene spontaneo un augurio al conduttore: se la sua esperienza di anni in questo campo permetterà anche di evitare un solo reato ben venga la trasmissione. Quindi un Raspelli tirato a lucido e votato ad una trasmissione di servizio e sociale. Ed ecco che subito, si cala nel nuovo personaggio di investigatore-poliziotto ed invia il giorno di Natale un comunicato stampa diffuso via Internet (mercoledì 26 dicembre 2008 ore 0.05), che vale la pena di riportare integralmente: Alla Esselunga una brutta sorpresa per Edoardo Raspelli. Un amo di tre centimetri nell'anguilla della "Vigilia" E' il suo rito tradizionale della Vigilia: la cena in famiglia rigorosamente di magro prima della Messa di mezzanotte. Cosi anche l'altra sera, Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore su Rete 4 di Mela Verde e "Attenti al lupo" era in casa ( a Bresso, provincia di Milano) con moglie e suoceri; dopo le tartine di pesce in gelatina e prima della bagna cauda, nel menu era prevista anche l'anguilla marinata che la moglie aveva comperato alla Esselunga: In fondo alla confezione di plastica trasparente, tra due pezzacchioni avanzati, ecco spuntare un ago di oltre tre centimetri. " Ritengo l'Esselunga il miglior supermercato alimentare italiano, ma non pensavo che si arrivasse addirittura a vendere anguille pescate all'amo ! La prossima volta mi sa che cercherò anguille di allevate e pescate con la rete " dice Edoardo Raspelli. " Faccio la spesa alla Esselunga dalla sua apertura, dal suo primo supermercato della sua storia, in Viale Regina Giovanna a Millano ( da bambino viveva poco lontano): in mezzo secolo non mi è capitato nulla, ma certo che quest'amo non ci voleva, Mi sto domandando come sia finito...... " A poco tempo dalla sua ultima fatica gastronomica con il libro " L'italia in tavola, viaggio nell'Italia dei sapori in forma di ricettario" ( Mondatori pagg.525 euro 20) eccolo nella sue nuove vesti di "lupo" che vuole salvare tante anime candide alla Cappuccetto Rosso, ora alla prese con il suo primo caso: il mistero delle anguille con l'amo. Vogliamo solo ricordare al novello Maigret- poliziotto quanto ha infierito sulla Valtellina e Valchiavenna enogastromica : prima additando la bresaola la cui produzione, secondo lui, non più fatta con carni di manzo ma con carni di "zebu" e con metodi di lavorazione che lasciano dubbi, ( questo sul mensile Buffet da lui diretto e morto dopo quattro numeri) poi omettendo del tutto ( clamoroso !), nel suo libro, pizzoccheri, sciatt, ed altri grandi piatti tipici valtellinesi.e valchiavennaschi. Ecco cosa scriveva il 5 novembre us. su Vaol ( http://www.vaoil.it/) Franco Ziliani, giornalista attento e preparato nonchè scrittore e profondo conoscitore di vini su Edaordo Raspelli in un lungo ed articolato servizio stroncando il suo libro ecc : " Il mio giudizio negativo sulla sua persona, di chi fui amico... e come più volte raccontato ( perché certe cose vanno raccontate) si è comportato in maniera tanto squallida con i suoi collaboratori-amici, nella triste vicenda della rivista Buffet, malinconicamente fallita, dopo solo quattro numeri, per vanagloria,dilettantismo e cialtroneria varia ". Auguri al "lupo" che pur di apparire nelle sue nuove vesti , trova anche ami nelle anguille natalizie. Attilio Scotti
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Zebu' brasiliano
Aggiunto il 27.12.2007
da Xavat
Lo zebù, con la sua bella gobba adiposa, se ne sta a pascolare non solo le savane e le steppe africane e asiatiche ma anche, e da molto tempo, le praterie brasiliane, in grandi mandrie semi brade. E' forse il caso di precisare che gli zoologi non classificano questo animale come specie a sè ma come una razza del bue adattata a vivere in climi caldi e aridi. Per me il fatto che la bresaola sia prodotta con questa carne importata è garanzia di buona qualità. E' altamente probabile, infatti, che l'affettato che c'è nel mio piatto derivi da un ruminante che si è nutrito da erbivoro, con vegetali e acqua. Con cosa vengono alimentati, invece, i bovini (e ovini e caprini) dalle nostre parti? Annusare l'aria nei paraggi di un allevamento non fa essere molto ottimisti. Perciò concludo suggerendo una campagna pubblicitaria: mangiate bresaola valtellinese di zebù brasiliano e non dovrete temere la BSE! Buon 2008 a tutti. 4
Egregio dr. Franco Ziliani
Aggiunto il 27.12.2007
leggo sul Suo Blog “Vino al Vino “, e mi complimento, la lunga ed articolata risposta “ sul cosa non si fa per fare notizia” in merito a tutto quanto “ architettato” da Edoardo Raspelli.Cio’ posto leggo anche i suoi commenti alla mio articolo del 26 dicembre apparso su www.vaol.it e che poneva in anteprima lo “scoop” raspelliano, e la ringrazio. E’ vero, è stato Lei a segnalare su Buffet ( ho sotto mani la copia) quanto detto in merito alla produzione della bresaola, ma mi creda so benissimo che il 99,99% delle carni atte a questa produzione sono di importazione argentina, brasiliana e anche in parte Sud Africa e Polonia ( basta andare alle dogane o agenzia delle entrate e leggere le copie della bollette di importazione, sono disponibili a tutti) e non provenienti da carni di manzo locali. Ma come innamorato della Valtellina e di Teglio in particolare ( ho ideato e fondato l’Accademia del Pizzocchero di Teglio), sento un brivido quando una collega di Roma mi racconta che la Findus ( quattro salti in padella ) sta provando a Latina i pizzoccheri pronti in cinque minuti. (anche in versione con la bresaola). So anche che in Valtellina , data la grande richiesta e sopratutto in questi giorni di festa , di pizzoccheri se ne consumano a tonnellate, e, in molti casi, sono “taroccati” : al posto del Casera dop si usa un formaggio filante molle germanico di infima qualità ed una margarina-burro olandese. Quindi mi creda, sarò anche innamorato della Valtellina, ma di certo non credo che i bambini nascono sotto i cavali o li porta la cicogna. Con tanti auguri per un 2008 di salute e di ottimo lavoro Attilio Scotti Ristora Magazine Suisse Guide Oro Ristoranti Veronelli 3
CAVOLI, CICOGNE E BOVIDI...
Aggiunto il 27.12.2007
da Zebù africano
Suvvia Ziliani anche lei mi prende cavoli per cicogne e bovidi per bovini...Quando voi giornalisti per calcare la mano utilizzate terminologie o similitudini descrittive siete piuttosto patetici.. Molti in Valtellina sanno che la bresaola non è un prodotto DOC bensì un prodotto IGP.. Molti sanno che la bresaola fatta a livello di industria alimentare vien fatta con carne di bovini fatta giungere dal Sudamerica. Ma da lì a dire che è fatta con carni di bovidi ce ne passa. Altrimenti avremmo bresaole mini fatte con carni ovine o caprine, visto che anche pecore e capre appartengono alla famiglia dei bovidi.. E per cortesia non coinvolgiamo il povero zebù che con la sua bella gobba adiposa se ne sta a pascolare le steppe e savane africane e asiatiche (ma non certo le praterie di Brasile ed Argentina).. 2
provvidenzialmente l'anguilla abboccò all'amo...
Aggiunto il 27.12.2007
da Franco Ziliani
Segnalo sul mio blog Vino al Vino questo commento:http://vinoalvino.org/blog/2007/12/cosa-non-si-fa-per-%e2%80%9cfare-notizia%e2%80%9d-se-non-parlano-di-te-inventati-un-comunicato-stampa%e2%80%a6.html colgo l'occasione per fare notare che a scrivere della bresaola valtellinese fatta con la carne di zebù sul primo numero di Buffet non fu Raspelli, ma il sottoscritto. E se poi Scotti crede ancora che i bambini nascano sotto i cavoli o li portino le cicogne, continui a pensare che salvo una piccolissima percentuale la bresaola valtellinese oggi venga fatta con carni di manzo locali e non carni di bovidi che arrivano da lontano... Suvvia! 1
guarda che caso!
Aggiunto il 26.12.2007
da Franco Ziliani
che dire, almeno in questo modo, nell'imminenza di un nuovo programma televisivo che lo vedrà parlare di truffe e inganni (lui sì che ne intende, come ha dimostrato nella vicenda della rivista Buffet, fallita e senza protezione e tutela nei confronti dei collaboratori, tutti suoi amici, reclutati, per amicizia e senza alcun contratto, da lui...), l'ex Savonarola della buona tavola dà l'illusione, soprattutto a sé stesso, di essere ancora quello di un tempo. Ma per fare "notizia" deve ricorrere alla "pensata" dell'amo trovato in una confezione di anguilla, con tanto di comunicato diffuso, a Santo Stefano! alla stampa. Comunicato al quale si potrebbe tranquillamente replicare "ma chi se ne frega"! Povero Raspelli, che malinconico tramonto di un ex importante enogastronomo!
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