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Pubblicato il 26.12.2007
 
Categoria: FUORIPORTA | ATTUALITA'  
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Attilio Scotti: Raspelli lascia cibi e vini e diventa un lupo

La riflessione del giornalista: 'Ultima trovata: il mistero dell'amo nell'anguilla natalizia'.

Attilio Scotti.
Ricevo dall'ufficio stampa gruppo Mediaset che a partire dal tre gennaio p.v. Rete 4 trasmetterà in seconda serata un programma dal titolo "Attenti al lupo" condotto da Edoardo Raspelli. Programma che vuole consegnare ai telespettatori una segnalazione di quanto oggi succede in "cronaca nera" , scippi, furti, raggiri, rapimenti ecc: il tutto spiegato con attenzione: scopo evitare che qualche persona cada in questi odiosi tranelli. Nel lungo comunicato stampa, con annesse maxi foto del conduttore, si racconta che questo programma prende lo spunto dall'attività giornalista del Raspelli che per anni -  in un importante quotidiano milanese prima di dedicarsi all'enogastronomia - ha svolto il lavoro di giornalista dedito alla "cronaca nera".

Viene spontaneo un augurio al conduttore: se la sua esperienza di anni in questo campo permetterà anche di evitare un solo reato ben venga la trasmissione. Quindi un Raspelli tirato a lucido e votato ad una trasmissione di servizio e sociale. Ed ecco che subito, si cala nel nuovo personaggio di investigatore-poliziotto ed invia il giorno di Natale un comunicato stampa diffuso via Internet (mercoledì 26 dicembre 2008 ore 0.05), che vale la pena di riportare integralmente:


Alla Esselunga una brutta sorpresa per Edoardo Raspelli.

Un amo di tre centimetri nell'anguilla della "Vigilia"

E' il suo rito tradizionale della Vigilia: la cena in famiglia rigorosamente di magro prima della Messa di mezzanotte. Cosi anche l'altra sera, Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore su Rete 4 di Mela Verde e "Attenti al lupo" era in casa ( a Bresso, provincia di Milano) con moglie e suoceri; dopo le tartine di pesce in gelatina e prima della bagna cauda, nel menu era prevista anche l'anguilla marinata che la moglie aveva comperato alla Esselunga: In fondo alla confezione di plastica trasparente, tra due pezzacchioni avanzati, ecco spuntare un ago di oltre tre centimetri.

" Ritengo l'Esselunga il miglior supermercato alimentare italiano, ma non pensavo che si arrivasse addirittura a vendere anguille pescate all'amo ! La prossima volta mi sa che cercherò anguille di allevate e pescate con la rete " dice Edoardo Raspelli. " Faccio la spesa alla  Esselunga dalla sua apertura, dal suo primo supermercato della sua storia, in Viale Regina Giovanna a Millano ( da bambino viveva poco lontano): in mezzo secolo non mi è capitato nulla, ma certo che quest'amo non ci voleva, Mi sto domandando come sia finito...... "


A poco tempo dalla sua ultima fatica gastronomica con il libro " L'italia in tavola, viaggio nell'Italia dei sapori in forma di ricettario" ( Mondatori pagg.525 euro 20) eccolo nella sue nuove vesti di "lupo" che vuole salvare tante anime candide alla Cappuccetto Rosso,  ora alla prese con il suo primo caso: il  mistero delle anguille con l'amo.

Vogliamo solo ricordare al novello Maigret- poliziotto quanto ha infierito sulla Valtellina e Valchiavenna enogastromica : prima additando la bresaola la cui  produzione, secondo lui,  non più fatta con carni di manzo ma con carni di "zebu" e con metodi di lavorazione che lasciano dubbi, ( questo sul mensile Buffet da lui diretto e morto dopo quattro numeri) poi omettendo del tutto ( clamoroso !),  nel suo libro, pizzoccheri, sciatt, ed altri grandi piatti tipici valtellinesi.e valchiavennaschi.

Ecco cosa scriveva il 5 novembre us. su Vaol ( http://www.vaoil.it/)  Franco Ziliani, giornalista attento e preparato nonchè  scrittore e profondo conoscitore di vini su Edaordo Raspelli in un lungo ed articolato servizio stroncando il suo libro ecc  :


" Il mio giudizio negativo sulla sua persona, di chi fui amico... e come più volte raccontato ( perché certe cose vanno raccontate)  si è comportato in maniera tanto squallida con i suoi collaboratori-amici, nella triste vicenda della rivista Buffet, malinconicamente fallita, dopo solo quattro numeri, per vanagloria,dilettantismo e cialtroneria varia ".


Auguri al "lupo" che pur di apparire nelle sue nuove vesti , trova anche ami nelle anguille natalizie.



Attilio Scotti

attilioscotti@bluewin.ch

http://www.attilioscotti.com/





  5 commenti    
5
Zebu' brasiliano
Aggiunto il 27.12.2007 da Xavat
Lo zebù, con la sua bella gobba adiposa, se ne sta a pascolare non solo le savane e le steppe africane e asiatiche ma anche, e da molto tempo, le praterie brasiliane, in grandi mandrie semi brade.
E' forse il caso di precisare che gli zoologi non classificano questo animale come specie a sè ma come una razza del bue adattata a vivere in climi caldi e aridi.

Per me il fatto che la bresaola sia prodotta con questa carne importata è garanzia di buona qualità. E' altamente probabile, infatti, che l'affettato che c'è nel mio piatto derivi da un ruminante che si è nutrito da erbivoro, con vegetali e acqua.
Con cosa vengono alimentati, invece, i bovini (e ovini e caprini) dalle nostre parti? Annusare l'aria nei paraggi di un allevamento non fa essere molto ottimisti.

Perciò concludo suggerendo una campagna pubblicitaria: mangiate bresaola valtellinese di zebù brasiliano e non dovrete temere la BSE!

Buon 2008 a tutti.

4
Egregio dr. Franco Ziliani
Aggiunto il 27.12.2007
leggo sul Suo Blog “Vino al Vino “, e mi complimento, la lunga ed articolata risposta “ sul cosa non si fa per fare notizia” in merito a tutto quanto “ architettato” da Edoardo Raspelli.
Cio’ posto leggo anche i suoi commenti alla mio articolo del 26 dicembre apparso su www.vaol.it e che poneva in anteprima lo “scoop” raspelliano, e la ringrazio.
E’ vero, è stato Lei a segnalare su Buffet ( ho sotto mani la copia) quanto detto in merito alla produzione della bresaola, ma mi creda so benissimo che il 99,99% delle carni atte a questa produzione sono di importazione argentina, brasiliana e anche in parte Sud Africa e Polonia ( basta andare alle dogane o agenzia delle entrate e leggere le copie della bollette di importazione, sono disponibili a tutti) e non provenienti da carni di manzo locali.

Ma come innamorato della Valtellina e di Teglio in particolare ( ho ideato e fondato l’Accademia del Pizzocchero di Teglio), sento un brivido quando una collega di Roma mi racconta che la Findus ( quattro salti in padella ) sta provando a Latina i pizzoccheri pronti in cinque minuti. (anche in versione con la bresaola).
So anche che in Valtellina , data la grande richiesta e sopratutto in questi giorni di festa , di pizzoccheri se ne consumano a tonnellate, e, in molti casi, sono “taroccati” : al posto del Casera dop si usa un formaggio filante molle germanico di infima qualità ed una margarina-burro olandese. Quindi mi creda, sarò anche innamorato della Valtellina, ma di certo non credo che i bambini nascono sotto i cavali o li porta la cicogna.

Con tanti auguri per un 2008 di salute e di ottimo lavoro

Attilio Scotti
Ristora Magazine Suisse
Guide Oro Ristoranti Veronelli

3
CAVOLI, CICOGNE E BOVIDI...
Aggiunto il 27.12.2007 da Zebù africano
Suvvia Ziliani anche lei mi prende cavoli per cicogne e bovidi per bovini...
Quando voi giornalisti per calcare la mano utilizzate terminologie o similitudini descrittive siete piuttosto patetici..
Molti in Valtellina sanno che la bresaola non è un prodotto DOC bensì un prodotto IGP.. Molti sanno che la bresaola fatta a livello di industria alimentare vien fatta con carne di bovini fatta giungere dal Sudamerica.
Ma da lì a dire che è fatta con carni di bovidi ce ne passa. Altrimenti avremmo bresaole mini fatte con carni ovine o caprine, visto che anche pecore e capre appartengono alla famiglia dei bovidi..
E per cortesia non coinvolgiamo il povero zebù che con la sua bella gobba adiposa se ne sta a pascolare le steppe e savane africane e asiatiche (ma non certo le praterie di Brasile ed Argentina)..

2
provvidenzialmente l'anguilla abboccò all'amo...
Aggiunto il 27.12.2007 da Franco Ziliani
Segnalo sul mio blog Vino al Vino questo commento:
http://vinoalvino.org/blog/2007/12/cosa-non-si-fa-per-%e2%80%9cfare-notizia%e2%80%9d-se-non-parlano-di-te-inventati-un-comunicato-stampa%e2%80%a6.html
colgo l'occasione per fare notare che a scrivere della bresaola valtellinese fatta con la carne di zebù sul primo numero di Buffet non fu Raspelli, ma il sottoscritto. E se poi Scotti crede ancora che i bambini nascano sotto i cavoli o li portino le cicogne, continui a pensare che salvo una piccolissima percentuale la bresaola valtellinese oggi venga fatta con carni di manzo locali e non carni di bovidi che arrivano da lontano... Suvvia!

1
guarda che caso!
Aggiunto il 26.12.2007 da Franco Ziliani
che dire, almeno in questo modo, nell'imminenza di un nuovo programma televisivo che lo vedrà parlare di truffe e inganni (lui sì che ne intende, come ha dimostrato nella vicenda della rivista Buffet, fallita e senza protezione e tutela nei confronti dei collaboratori, tutti suoi amici, reclutati, per amicizia e senza alcun contratto, da lui...), l'ex Savonarola della buona tavola dà l'illusione, soprattutto a sé stesso, di essere ancora quello di un tempo. Ma per fare "notizia" deve ricorrere alla "pensata" dell'amo trovato in una confezione di anguilla, con tanto di comunicato diffuso, a Santo Stefano! alla stampa. Comunicato al quale si potrebbe tranquillamente replicare "ma chi se ne frega"! Povero Raspelli, che malinconico tramonto di un ex importante enogastronomo!

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